F1 | Il film del 2020 | Parte 7

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Hamilton pare imprendibile, ma un suo errore a Monza regala a Pierre Gasly il primo successo in F1

Con i Gran Premi del Belgio, d’Italia e della Toscana, la F1 affronta in rapida successione tre piste dalle velocità medie elevatissime anche se non troppo simili tra loro. Le Mercedes sono costantemente le più veloci e Max Verstappen, l’unico in grado di competere con loro, si ferma per motivi tecnici in due occasioni su tre.

Nel trittico di fine estate c’è però spazio anche per la “classe operaia”, che per una volta va in paradiso. A Monza Bottas rovina la sua gara in partenza, Verstappen esce di scena senza mai essere stato protagonista e Hamilton si auto-elimina entrando ai box mentre la pit lane era chiusa. Ne approfitta un meraviglioso Pierre Gasly, che va a cogliere il suo primo successo in F1 resistendo al ritorno di Carlos Sainz. Lance Stroll completa il podio di Monza, il terzo più giovane di sempre nella storia della F1.


Dopo il GP di Spagna prende definitivamente forma la F1 del futuro: martedì la McLaren è la prima squadra a comunicare la firma del nuovo Patto della Concordia, l’accordo che definirà i rapporti commerciali, economici e sportivi tra FIA, Liberty Media e squadre fino al 2025; lo stesso annuncio viene fatto, in rapida successione, anche da Ferrari e Williams e il giorno dopo arriva la conferma dell’adesione alla Concordia da parte di tutte le 10 squadre iscritti al Mondiale.

La ritrovata armonia tra le squadre si riflette anche nelle aule dei tribunali: martedì 25 agosto la Renault ritira l’appello presentato contro la sentenza emessa dalla FIA sul caso Racing Point; due settimane dopo anche la Ferrari e la stessa Racing Point prenderanno la medesima decisione, mettendo definitivamente fine alle discussioni.

Venerdì 21 agosto viene definito il futuro del team Williams: la squadra viene venduta a Dorilton Capital, fondo di investimenti di proprietà di Matthew Savage e con base a New York. Prima di cedere il team, Frank Williams chiede ed ottiene che ne vengano preservati sia il nome che l’attuale sede di Grove; sua figlia Claire continua ad essere la vice team principal della squadra, ma la convivenza con la nuova proprietà durerà solo pochi giorni.

Il 25 agosto viene comunicato il blocco di gare che chiuderà la F1 2020: a metà novembre si tornerà ad Istanbul per il GP di Turchia e a fine mese prenderà il via l’ultimo triple header stagionale con i GP del Bahrain, di Sakhir e di Abu Dhabi. Tre giorni dopo viene svelato il layout che sarà utilizzato nella seconda gara in terra bahreinita: il GP di Sakhir si correrà sull’Outer Circuit dell’omonima pista, lungo appena 3.5 km e con un tempo sul giro stimato in meno di un minuto.

Le prove libere in vista del GP del Belgio forniscono risultati contrastanti: la Mercedes è la vettura da battere, ma i distacchi rispetto ai diretti inseguitori non sono marcati come negli ultimi tre GP. Venerdì Bottas è il più veloce al mattino, mentre al pomeriggio si mette in luce Max Verstappen che ottiene il miglior tempo precedendo di misura Ricciardo e Hamilton. L’inglese della Mercedes è infine il più veloce nelle FP3, dove si piazza per due decimi davanti a Ocon.

In una pista di motore emergono tutti i limiti del propulsore Ferrari: nessuna monoposto spinta dal motore del Cavallino scende mai sotto al secondo di distacco dalla prima posizione e in alcuni casi il divario si aggira attorno ai due secondi. In questa condizione, le prestazioni della Casa Madre sono quelle che più risaltano in negativo: al termine delle FP3 Leclerc è 17°, Vettel desolatamente ultimo ad oltre due secondi.

In qualifica la stella che più brilla non è tanto quella della Mercedes, quanto quella di Lewis Hamilton: le due W11 monopolizzano nuovamente la prima fila, ma il divario tra i due piloti è di ben mezzo secondo a vantaggio del pilota inglese; Bottas, dal canto suo, difende la seconda posizione da Max Verstappen per appena 15 millesimi. Come nel 2019 Spa si conferma pista amica della Renault, con Ricciardo quarto e Ocon sesto.

Per la Ferrari la qualifica è disastrosa, anche se forse dalle prove libere ci si potevano attendere risultati ancora peggiori: entrambi i piloti superano la Q1 e si qualificano in settima fila, con Leclerc che manca l’accesso alla Q3 per un paio di decimi.

La gara, almeno nelle prime posizioni, si decide in partenza: i primi scattano bene, Verstappen prova senza successo un attacco a Bottas in fondo al Kemmel prima di accodarsi in terza posizione. Perfino la variabile della strategia, che potrebbe regalare qualche sorpresa, viene “sterilizzata” dal botto di Antonio Giovinazzi all’uscita di Fagnes, che coinvolge anche Russell provocando l’ingresso in pista della Safety Car.

Solo negli ultimi giri emerge qualche dubbio in merito alla resistenza delle gomme, tanto che i primi tre alzano significativamente il piede per evitare sorprese, ma sotto la bandiera a scacchi non ci sono sorprese: Hamilton vince davanti a Bottas, Verstappen, Ricciardo e Ocon, con questi ultimi due che portano punti pesanti in casa Renault.

Per la Ferrari, la gara è un’agonia: Leclerc guadagna da subito qualche posizione, ma nei primi giri viene inesorabilmente sfilato dai suoi avversari e scivola a centro gruppo. Il monegasco è poi costretto a fermarsi per un rabbocco d’aria all’impianto pneumatico del motore; riparte di gran carriera ma, una volta arrivato nella scia di Grosjean, non riesce a superarlo se non all’ultimo giro. Le due Ferrari arrivano nelle posizioni in cui erano partite (ma a piloti invertiti), alle spalle dell’Alfa Romeo di Raikkonen che usa lo stesso motore.


Il giorno dopo il GP del Belgio viene resa ufficiale una notizia che già da qualche giorno circolava: il GP della Toscana al Mugello sarà la prima gara di F1 ad ospitare dei tifosi in pista dopo l’inizio della pandemia.

L’accesso sarà limitato a 3000 persone, ma ciò che più fa discutere sono i prezzi dei biglietti, totalmente sproporzionati rispetto agli standard degli altri GP di F1. Dopo qualche giorno gli organizzatori dimezzeranno i costi dei biglietti, ma anziché restituire la differenza di prezzo a chi li aveva già comprati viene deciso il rimborso completo; così facendo, chi era già in possesso del biglietto si trova costretto ad acquistarlo nuovamente per poter entrare in circuito per il GP.

Tornando a Monza, giovedì 3 settembre Claire Williams annuncia che il successivo GP d’Italia sarà l’ultimo che vedrà lei e suo padre Frank (che formalmente è ancora il team principal, pur non essendo più operativo da tanti anni) alla guida del team di famiglia.

Le prove del venerdì uccidono fin da subito l’interesse per il weekend: le due Mercedes rifilano distacchi pesantissimi agli avversari con Bottas che ottiene il miglior tempo nelle FP1 e Hamilton nelle FP2. Le due SF1000 sembrano digerire meglio la pista di Monza rispetto a quella di Spa, tanto che nelle prove di venerdì pomeriggio Leclerc riesce a piazzarsi in Top-10. Le prove di sabato mattina riaccendono una timida speranza per una qualifica un po’ più combattuta: Bottas è il più veloce ma il suo vantaggio su Sainz, secondo, è di soli due decimi; Hamilton, rallentato nel suo ultimo giro veloce, non va oltre il sesto posto.

Le qualifiche del GP d’Italia sono le prime che si disputano dopo la messa al bando delle mappature da qualifica per i motori. C’è un po’ di curiosità per vedere come Mercedes reagirà a questo cambiamento, ma la risposta del team di Brackley è disarmante: Hamilton fa pole e record della pista, Bottas insegue a meno di un decimo, Sainz e Perez pagano otto decimi di distacco dalla prima posizione. Nemmeno la classe di Verstappen, quinto a nove decimi, può insidiare la supremazia Mercedes.

Per la Ferrari l’illusione prodotta dalle libere del venerdì dura poco. Leclerc supera nuovamente la Q1, ma manca l’accesso all’ultimo segmento delle prove per un paio di decimi e chiude 13°; peggio va a Vettel, che durante la Q1 rimane invischiato nel traffico e viene escluso dalla fase successiva, qualificandosi 17°.

Domenica mattina, a 4 ore dal via della gara, la Renault annuncia il rebranding della propria scuderia: a partire dal 2021 il team di Enstone correrà con il marchio “Alpine” e le sue monoposto perderanno il classico giallo in favore del blu, colore distintivo della Alpine stessa.

Il GP d’Italia parte con Hamilton che scatta alla grande e con Bottas che viene risucchiato dal gruppo scivolando al sesto posto; il campione del mondo non ha difficoltà ad allungare sulle due McLaren di Sainz e Norris mentre Bottas non riesce a liberarsi della Renault di Ricciardo.

La storia della gara viene stravolta al 20° giro: Magnussen si ferma con la sua Haas all’ingresso della corsia box e il direttore di gara decide non solo di mandare in pista la Safety Car, ma anche di chiudere la pit lane; Hamilton, così come Giovinazzi, non se ne accorge e rientra comunque ai box per il cambio gomme.

A pericolo rimosso viene aperta la pit lane e la classifica che si presenta dopo le soste è di difficile comprensione. Hamilton è al comando davanti a Stroll, Gasly, Giovinazzi, Raikkonen, Leclerc, Latifi; Sainz, ottavo, apre il gruppo degli “ex inseguitori” di Hamilton davanti a Norris e Bottas, che durante le fasi dei pit stop ha guadagnato due posizioni su Perez e Ricciardo.

Analizzando la situazione dei primi sette, Hamilton e Giovinazzi si sono fermati ai box mentre la pit lane era chiusa, Stroll non si è fermato affatto e gli altri quattro (Gasly, Raikkonen, Leclerc e Latifi) avevano cambiato le gomme prima del ritiro di Magnussen.

Dopo la neutralizzazione si riparte, ma i colpi di scena non finiscono qui: Leclerc si libera immediatamente delle due Alfa Romeo, ma alla fine del giro perde il controllo della sua SF1000 all’uscita della Parabolica e va a sbattere violentemente contro le barriere. Il pilota è incolume, ma è necessaria la bandiera rossa per rimettere a nuovo le protezioni.

Durante l’interruzione, sia a Hamilton che a Giovinazzi viene notificato uno Stop&Go di 10 secondi ai box come punizione per il rientro ai box con la pit lane chiusa. Chi può gioire è Lance Stroll, che grazie alla bandiera rossa può effettuare “gratis” il cambio gomme obbligatorio mantenendo la seconda posizione alle spalle del pilota inglese.

Alla ripartenza da fermo Hamilton mantiene la prima posizione mentre Stroll si fa sfilare da Gasly e dalle due Alfa Romeo; l’inglese della Mercedes si ferma ai box per scontare la penalità, seguito poco dopo da Giovinazzi, lasciando campo libero a Pierre Gasly che si porta al comando della gara; dietro al francese dell’AlphaTauri si trovano Raikkonen e Sainz, che è riuscito a sua volta a scavalcare Stroll.

Gasly e Sainz ingaggiano una lotta a distanza: lo spagnolo recupera lentamente qualche decimo ad ogni giro, ma non abbastanza da rappresentare un pericolo se non nelle tornate conclusive; entrambi, in ogni caso, sono abilissimi a tirare al massimo senza commettere errori.

All’inizio dell’ultimo giro Sainz è finalmente arrivato in zona DRS, ma ormai è troppo tardi: Pierre Gasly vince il Gran Premio d’Italia precedendo Sainz di 4 decimi e Stroll di 3 secondi. Bottas non sfrutta la penalità inflitta al compagno di squadra ed è solo quinto, alle spalle di Norris, mentre Hamilton risale fino alla settima posizione.

Giornata no per Max Verstappen, ritirato dopo 30 giri per la rottura del motore; peggio ancora va a Sebastian Vettel, alla sua ultima Monza in rosso, rimasto senza freni dopo soli 6 giri.

Sintesi del GP d’Italia (da Youtube/F1)


La settimana che porta al GP della Toscana è dominata dalle notizie di mercato: martedì 8 settembre i nuovi proprietari della Williams scelgono Simon Roberts come Team Principal ad interim dopo le dimissioni di Frank e Claire Williams; mercoledì sera arriva la notizia del divorzio tra Sergio Perez e la Racing Point e giovedì mattina viene annunciato l’approdo di Sebastian Vettel alla Aston Martin per il 2021.

Il terzo triple header stagionale viene chiuso dal Gran Premio della Toscana, che è anche il GP numero 1000 in F1 nella storia della Ferrari. La ricorrenza viene celebrata sia in pista, con una livrea speciale, che al di fuori, con una serata speciale in Piazza della Signoria a Firenze il giorno prima della gara.

Il weekend per la Casa di Maranello si apre abbastanza bene con il terzo posto di Leclerc nelle FP1; il monegasco scivolerà poi in decima posizione nelle FP2 per poi risalire in settima dopo le FP3. La pista del Mugello sembra sorridere a Valtteri Bottas, che ottiene il miglior tempo nelle tre sessioni di prove libere; ancora una volta solo Verstappen sembra poter tenere il passo delle due Mercedes.

Bottas si prende la scena anche in Q1, dove è più veloce di Hamilton per 29 millesimi; i ruoli si ribaltano per la prima volta in Q2, dove l’inglese ottiene il miglior tempo con 13 millesimi di vantaggio sul compagno di squadra. La Q3 è decisiva e Hamilton non manca all’appello: il campione del mondo firma la pole numero 95 in F1, Bottas è battuto di 59 millesimi anche se può recriminare per le bandiere gialle esposte durante il suo ultimo giro a causa del testacoda di Ocon.

Alle spalle delle Mercedes si piazzano le due Red Bull, con Verstappen a poco meno di quattro decimi e Albon a otto. Stupisce la quinta posizione in griglia di Charles Leclerc, sia pur ad oltre un secondo dalle Mercedes, davanti alle Racing Point di Perez e Stroll. Vettel non va oltre il 14° posto, alle spalle di Raikkonen.

Il GP della Toscana è, se possibile, ancor più drammatico del precedente GP d’Italia: la Power Unit della Red Bull di Verstappen non riesce a sprigionare tutta la potenza e l’olandese si ritrova a centro gruppo già alla staccata della San Donato; una collisione multipla all’ingresso della successiva variante Luco-Poggio Secco mette fuori gara il vincitore di Monza, Pierre Gasly, e lo stesso Max Verstappen. Nel frattempo Valtteri Bottas si era portato al comando grazie ad un’ottima partenza.

La ripartenza dopo la Safety Car è a dir poco caotica: Bottas impone un’andatura molto blanda e alle sue spalle si compatta una parte del gruppo; i problemi sorgono quando, molto più indietro, Russell accelera per ricongiungersi ai piloti davanti a lui, arrivando di gran carriera su di loro. Il pilota della Williams frena dopo aver capito che la gara non è ancora ripartita, ma alle sue spalle si scatena il finimondo: Magnussen e Latifi scartano per evitare l’incidente ma alle loro spalle Giovinazzi e Sainz non possono fare a meno di colpirli.

I piloti stanno tutti bene, ma la pista è cosparsa di detriti e rottami ed è necessario interrompere la gara. Dopo mezz’ora si riparte con Bottas in “pole” davanti a Hamilton e a Leclerc. Allo spegnimento dei semafori entrambe le Mercedes scattano bene, ma Hamilton si prende di forza la prima posizione passando Bottas all’esterno della San Donato. Alle loro spalle Leclerc resiste meno di 10 giri, dopodiché la poca competitività della SF1000 lo costringe di nuovo a cedere posizioni.

Si continua a correre senza grossi scossoni fino al 44° giro, quando Stroll vola fuori pista all’ingresso della Arrabbiata 2 a causa di una foratura; come a Monza 7 giorni prima, anche in questo caso le barriere si danneggiano ed è necessario interrompere nuovamente la gara per ripristinarle.

Dopo quasi mezz’ora di sosta si riparte per gli ultimi 13 giri: Hamilton parte bene mentre Bottas si fa infilare da Ricciardo; il finlandese si riprende la posizione un giro dopo, ma l’altra Mercedes è già lontana. L’ultimo brivido della gara lo regala Alex Albon, che supera a sua volta Ricciardo all’esterno della San Donato per conquistare la terza posizione. Il GP della Toscana finisce con la vittoria numero 90 in carriera per Hamilton davanti a Bottas e all’anglo-thailandese della Red Bull, al suo primo podio in F1.

Totalmente da dimenticare la gara numero 1000 della Ferrari in F1: Leclerc e Vettel tagliano il traguardo in nona e decima posizione alle spalle di Raikkonen, che come a Spa è il migliore tra i piloti col motore del Cavallino; il pilota dell’Alfa Romeo sarà poi retrocesso alle spalle del monegasco per una penalità, ma ciò non cambia la difficile situazione della Scuderia di Maranello che nelle ultime tre gare ha incamerato appena cinque punti.

Sintesi del GP di Toscana (da YouTube/F1)


Immagine di copertina da Twitter/Pierre Gasly

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