F1 | Il film del 2020 | Parte 4

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Tempo di lettura: 4 minuti
di Andrea Gardenal
28 Dicembre 2020 - 10:00
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Fervono i preparativi per la ripartenza, la F1 pubblica la prima bozza di calendario

Sono passati due mesi dalla cancellazione del GP d’Australia ma finalmente il mondo del motorsport si avvia verso una “nuova normalità”. Dall’Austria arriva il via libera del governo al Gran Premio e la F1 pubblica una prima bozza di calendario per il 2020, contenente per il momento solo 8 gare.

Ma nelle ultime settimane prima della ripartenza c’è spazio anche per altri temi: il brutale assassinio di George Floyd negli Stati Uniti porta alla ribalta la questione razziale e il mondo della F1 non sta a guardare.


A fine maggio arrivano due importanti novità: mercoledì 27 il Consiglio Mondiale della FIA approva una serie di modifiche ai regolamenti per il 2020, il 2021 e il 2022, la maggior parte delle quali in risposta all’emergenza Coronavirus con l’obiettivo di rendere possibile il ritorno in pista. La notizia più importante arriva però tre giorni dopo: gli organizzatori del Gran Premio d’Austria ricevono il nulla osta da parte del governo di Vienna al protocollo messo a punto per la realizzazione dell’evento nel rispetto della salute pubblica.

Il via libera da parte dell’Austria dà una spinta decisiva alla formazione del nuovo calendario, che però non comprenderà il GP d’Olanda: la gara di Zandvoort viene definitivamente cancellata il 28 maggio per decisione degli stessi promoter, che vogliono celebrare il ritorno della F1 dopo 35 anni di assenza in un clima di totale normalità e con le tribune gremite di tifosi.

La F1 oramai vede la luce in fondo al tunnel e il 2 giugno il Campionato del Mondo del 2020 (ri)nasce con l’annuncio della prima parte del calendario: otto gare, il minimo indispensabile da regolamento per dichiarare valido il Campionato, su sei diverse piste distribuite nell’arco di due mesi.

Per la prima volta nella storia si organizzano più GP sulla stessa pista: il Red Bull Ring sarà sede delle prime due gare dell’anno, che prenderanno i nomi di GP d’Austria e di Stiria, mentre a Silverstone si correranno il GP di Gran Bretagna e quello del 70° Anniversario del Mondiale. I GP d’Ungheria, Spagna, Belgio e Italia completano il quadro.

A quest’annuncio fa seguito quello della cancellazione di tre GP: il 12 giugno vengono eliminati definitivamente i GP dell’Azerbaigian (inizialmente solo rinviato), di Singapore e del Giappone; tutti e tre torneranno ad ospitare il Circus iridato nel 2021.

I tempi sono maturi per riaccendere i motori e prendere confidenza con i nuovi protocolli anti-Covid. I primi a scendere in pista sono quelli della Mercedes, che il 10-11 giugno provano a Silverstone con la W09 del 2018; la prima squadra a tornare in pista con la monoposto 2020 è la Racing Point, sempre a Silverstone, in occasione di un filming day in data 17 giugno.


Manca ancora un ultimo tassello prima di poter tornare in pista. I mesi in cui il mondo della F1 (e non solo) si è fermato non è stato contrassegnato solamente dalla pandemia di Sars-CoV-2, ma anche dal brutale omicidio di George Floyd a Minneapolis ad opera di un agente di polizia. L’assassinio ha acceso scontri e proteste, in particolare negli Stati Uniti, e ha riportato alla luce il problema della discriminazione razziale.

Il mondo della F1 non sta a guardare e il primo a muoversi è proprio il suo pilota più rappresentativo: il 20 giugno Lewis Hamilton dà il via alla Hamilton Commission, un progetto che si pone lo scopo di individuare e rimuovere tutte le barriere che rallentano e ostacolano il progresso delle persone di colore nel mondo del motorsport, in particolare quello britannico, a tutti i livelli. Il riferimento è soprattutto ai ruoli legati alle discipline “STEM”, acronimo inglese che racchiude Scienze, Tecnologie, Ingegneria e Matematica.

Il giorno dopo è la Formula 1 stessa a lanciare la propria campagna, denominata “We Race As One”, volta sia a sostenere i progressi nella battaglia contro il Covid-19 che a lottare contro il razzismo e le ineguaglianze.

L’iniziativa di maggior impatto visivo proviene senza dubbio dalla Mercedes: ad una settimana dal GP d’Austria, il team di Brackley svela una nuova livrea nella quale il nero sostituisce il tradizionale argento come colore principale. Anche la McLaren modifica la propria livrea, sia pur in modo più discreto, aggiungendo i colori dell’arcobaleno sulle pance laterali.

Anche la Williams modifica la propria livrea rispetto ai test invernali, ma in questo caso il cambiamento ha motivazioni puramente economiche: il 29 maggio era stata infatti annunciata la fine della partnership con RoKit e la contestuale messa in vendita della squadra, ormai non più in grado di reggersi autonomamente nella F1 2020.


Immagine di copertina da Twitter/Red Bull Racing

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