F1 | Il film del 2020 | Parte 3

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La F1 si ferma, saltano i primi GP ed esplode il fenomeno delle gare online

Gli eventi accaduti al GP d’Australia hanno aperto definitivamente gli occhi alla F1: tante gare vengono rinviate o cancellate nel giro di pochi giorni, ma al tempo stesso i dirigenti del campionato iniziano a prendere le prime misure in vista di una ripartenza che, per il momento, sembra ancora essere molto lontana.


Dopo la repentina cancellazione del GP d’Australia, il mondo della F1 viaggia su due strade parallele, destinate a rincontrarsi solamente quattro mesi dopo: da un lato si costruiscono degli “spettacoli” alternativi da fornire agli appassionati di questo sport, che vanno dalle gare virtuali alla riproposizione integrale di Gran Premi più o meno d’annata; dall’altro si inizia a lavorare in vista di una possibile ripresa del campionato.

La FIA inizia a muoversi da subito: innanzitutto la tradizionale pausa estiva viene anticipata ai mesi di marzo e aprile, in modo tale da poter correre a ritmo serrato a luglio e ad agosto qualora l’evoluzione della pandemia lo permetta. Visto il lungo stop che si prospetta, le squadre convertono le loro attività alla produzione di macchinari e apparecchiature utili nella lotta al virus.

La prospettiva di poter tornare a correre a breve, tuttavia, non è realistica: il 19 marzo vengono rinviati i Gran Premi di Olanda, Spagna e Monaco, rispettivamente quinto, sesto e settimo appuntamento del calendario originale; poche ore dopo l’Automobile Club de Monaco annuncia la cancellazione del Gran Premio del 2020: la F1 tornerà sulle stradine del Principato solamente nel 2021. Quattro giorni viene rinviato anche il GP dell’Azerbaigian.

Nel frattempo la Formula 1 si inventa i Virtual Grand Prix, gare online corse utilizzando il gioco F1 2019 “in sostituzione” dei veri Gran Premi. Al contrario di quanto accade con altre discipline che si impegnano in iniziative simili, la risposta dei piloti è a dir poco tiepida: alla prima gara in Bahrain si presenta un pot-pourri composto da piloti di formule minori, di categorie extra-F1, ex piloti di F1, motociclisti, sportivi di altro genere, sim-racer, youtuber e cantanti; gli unici due piloti iscritti al mondiale 2020 che si presentano sono Nicholas Latifi e Lando Norris.

Con il passare delle settimane la situazione migliora: la qualità dello spettacolo in pista aumenta, pur rimanendo lontana dai livelli di una vera competizione, e si aggiungono via via anche alcuni dei protagonisti del Mondiale 2020. Tra tutti, spicca quello che nei mesi successivi verrà ribattezzato il “Twitch Quartet” della F1: Lando Norris, Charles Leclerc, Alexander Albon e George Russell sono i protagonisti indiscussi di questo periodo grazie alle tante ore spese a trasmettere contenuti a carattere videoludico (e non solo) sulla piattaforma di proprietà di Amazon.

Se il mondo virtuale è capace di regalare qualche sorriso, la situazione in quello reale non accenna a migliorare: il 7 aprile viene rinviato il GP del Canada e venti giorni dopo viene cancellato quello di Francia. In questo stesso periodo, la Formula 1 è inoltre funestata dalla notizia della morte di Stirling Moss, da molti considerato come il pilota più forte nella storia a non aver mai vinto un Campionato del Mondo; Moss scompare il 12 aprile, nel giorno di Pasqua, all’età di 90 anni dopo un lungo periodo di malattia.

In questo periodo arrivano anche delle novità in chiave futura: il 1° aprile viene comunicato che, a partire dal 2021, il team Racing Point prenderà il nome di Aston Martin. Il proprietario del Team di Silverstone, Lawrence Stroll, è infatti il principale esponente di un gruppo di finanziatori che nelle settimane precedenti aveva immesso nelle casse del Costruttore britannico di 260 milioni di sterline. Per questo motivo, lo stesso Stroll viene nominato presidente esecutivo di Aston Martin.

Aprile è però anche il mese in cui la F1 inizia a programmare la ripartenza: Ross Brawn per primo parla della concreta possibilità di iniziare il campionato a porte chiuse e Chase Carey a fine mese traccia le linee guida su cui si sarebbe mossa la Formula 1 in estate e in autunno per mettere in scena un campionato composto da 15-18 Gran Premi. Lo scenario prospettato dal CEO della Formula 1 non si compirà completamente (ad esempio non si andrà a correre né in America né in Estremo Oriente), ma in buona parte sì.

A maggio esplode il mercato piloti per il 2021. Martedì 12 la Ferrari annuncia la separazione da Sebastian Vettel a fine anno: il contratto verrà rispettato fino alla scadenza naturale, ma non sarà rinnovato. Due giorni dopo la McLaren comunica l’ingaggio Daniel Ricciardo per sostituire Carlos Sainz al fianco di Lando Norris; pochi minuti dopo i pezzi del puzzle si incastrano con la conferma da parte della Ferrari dell’ingaggio del pilota madrileno come compagno di squadra di Charles Leclerc.

In questa fase l’emergenza medico-sanitaria sta lentamente rientrando e c’è già chi prova a ripartire: spinta dalla volontà di disputare tutte le 36 gare in programma e di mantenere inalterate le date dei playoff, il 30 aprile la Nascar annuncia il ritorno in pista per domenica 17 maggio, a Darlington.

Sullo storico ovale della South Carolina va in scena la prima gara di interesse mondiale dopo il lockdown primaverile: le tribune sono vuote, gli organici delle squadre sono ridotti al minimo indispensabile, ma le vetture sono regolarmente in pista; è la dimostrazione definitiva che, con gli opportuni protocolli e le dovute precauzioni, è possibile rimettere in moto in tutto il mondo la macchina del motorsport.


Immagine di copertina da Youtube/F1

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