F1 | Il film del 2020 | Parte 2

CONDIVIDI

SEGUI P300.it

Telegram | Canale News

Telegram | Discussione

Google News

Twitter

Instagram

Il mondiale di F1 è pronto a partire, ma l’emergenza Coronavirus ferma tutto

Il 2020 è l’anno del Sars-CoV-2, non solo per la F1 ma per il mondo intero; in inverno, tuttavia, la Serie iridata era stata coinvolta solo marginalmente dalla questione, in virtù del rinvio del GP della Cina.

Team, macchine e addetti ai lavori sono partiti alla volta dell’Australia, dove però l’intera F1 dovrà fare i conti con la dura realtà.


Mentre in Formula 1 si dibatte sul motore Ferrari, il mondo inizia a scricchiolare sotto i colpi della pandemia. Alcuni paesi iniziano ad imporre delle restrizioni sui voli internazionali, in particolare nei confronti di quelli provenienti dall’Italia, tanto che il 1° marzo viene cancellato il GP del Qatar del Motomondiale, categoria MotoGP: al contrario, le due categorie minori scenderanno regolarmente in pista dato che le squadre già si trovavano a Losail per i test pre-stagionali.

In Formula 1 la questione Sars-CoV-2 acquista maggiore gravità il 6 marzo, quando viene annunciata la sospensione della vendita dei biglietti per il GP del Bahrain, previsto per il 22 marzo; due giorni dopo, i promoter dell’evento annunciano che la gara si disputerà a porte chiuse.

I team, nel frattempo, sono sbarcati in Australia nel rispetto dei protocolli di sicurezza imposti dallo Stato del Victoria. La settimana che precede il GP è un climax di tensione. Martedì 10 marzo l’Albert Park Hotel di Melbourne comunica che un visitatore della struttura è risultato positivo al tampone e mercoledì 11 due membri del team Haas e uno della McLaren vengono posti in isolamento per sospetta positività al Sars-CoV-2; a loro si aggiungeranno successivamente altri due membri del team statunitense.

Giovedì 12 alle 12:22 italiane (le 22:22 a Melbourne) la McLaren annuncia che il membro della squadra posto in isolamento è risultato positivo al coronavirus e che, per questo motivo, il team di Woking si ritira dal GP d’Australia.

Inizia da qui un periodo di 12 ore a dir poco frenetiche, durante le quali avviene il confronto tra i promoter della gara, la FIA, Liberty Media e le squadre, che a loro volta hanno pareri discordanti: non ci sono, naturalmente, report ufficiali ufficiali delle riunioni, ma dalle voci emerse via social in quelle ore pare che i team più propensi a proseguire fossero la Red Bull e la “sorella” AlphaTauri, mentre Ferrari, Alfa Romeo e Renault premevano per la cancellazione dell’evento. Per quanto riguarda la Mercedes pare che Toto Wolff, inizialmente favorevole al proseguimento del weekend, abbia cambiato idea dopo una telefonata con la Casa Madre a Stoccarda.

Per dare l’idea di quanto la situazione fosse caotica anche per gli stessi media presenti sul posto, alle 16 (ora italiana) Craig Slater di Sky annuncia che il Gran Premio si svolgerà come da programma; mezz’ora dopo, Andrew Benson della BBC dà la notizia opposta. La situazione è riassunta da un tweet di Jonathan Noble

Passano le ore: in Europa scende la sera, in Australia spunta il sole e l’incertezza regna ancora sovrana. I tifosi iniziano ad affollarsi davanti ai cancelli per entrare in pista e alle 7:15 locali la Minardi biposto va in pista per compiere alcuni giri; meno di un’ora dopo la vettura va a sbattere, aggiungendo una vena di farsa ad un Gran Premio, a modo suo, tragico. Finché non arriva una comunicazione ufficiale in senso opposto, è logico pensare che il GP andrà avanti come da programma; ciononostante la BBC riporta che almeno due piloti, Kimi Raikkonen e Sebastian Vettel, si sono già imbarcati su un aereo per tornare a casa, senza aspettare decisioni ufficiali.

La pantomima termina ufficialmente alle 10:08 locali, le 0:08 italiane, dopo quasi 12 ore di consultazioni tra le varie parti in causa: il Gran Premio d’Australia viene cancellato per motivi di sicurezza. Meno di due ore dopo sarebbe scattato il semaforo verde per le prime prove libere della stagione.

A titolo di curiosità, va detto che pur essendo sparito dalle statistiche ufficiali, il GP d’Australia rappresenta formalmente il primo appuntamento della stagione di F1 2020: il regolamento sportivo vigente, all’articolo 2.2, prescrive infatti che un Evento del Campionato del Mondo di F1 ha ufficialmente inizio 24 ore prima dell’inizio delle FP1, in questo caso alle ore 12 locali di giovedì 12 marzo.

I team possono fare i bagagli, ma la loro destinazione non è Sakhir: la cancellazione del GP d’Australia dà il via ad un vero e proprio effetto domino tanto che alle ore 23 di Melbourne, le 13 in Italia, viene annunciato il rinvio a data da destinarsi dei GP del Bahrain e del Vietnam.

In questa situazione così delicata e senza precedenti nella storia recente del motorsport, la F1 sembra quasi far scuola. L’intero mondo delle corse si ferma: la NASCAR sospende il weekend di Atlanta e, più in generale, tutti i campionati da essa controllati; la IndyCar prova a dare un nuovo programma al GP di St.Petersburg, ma alla fine deve a sua volta desistere dopo che alcune delle sue feeder series erano già scese in pista per le prime prove libere; al Rally del Messico, iniziato giovedì, viene tolta l’ultima tappa. Nel frattempo, naturalmente, fioccano le cancellazioni e/o i rinvii di ogni manifestazione a due e a quattro ruote


Immagine di copertina da Twitter/F1

ULTIMI ARTICOLI

MONOPOSTO by SAURO

ALTRI DALL'AUTORE