Il sette volte iridato è a un bivio della carriera. O il riscatto oppure potremmo assistere all’ultimo anno in F1
La F1 non perdona. Non lo fa con gli ultimi arrivati ed è capace di non farlo nemmeno con chi la storia l’ha scritta a suon di numeri. Lewis Hamilton, il pilota che ha riscritto record dal 2007, arriva al 2026 al bivio della carriera. Le alternative sono chiare: riscattarsi dalla stagione più difficile di sempre oppure salutare la griglia dopo diciannove lunghi anni di presenza.
Sicuramente fare peggio del 2025 sarebbe molto difficile: ecco i motivi per i quali il sette volte iridato può e, in un certo senso, deve, ritrovare se stesso; dimostrando, agli altri ma prima di tutto a se stesso, di non essere un pilota finito e, in secondo luogo, di poter ambire ancora a quel sogno che oggi sembra molto più lontano: l’ottavo titolo iridato.
Sono almeno tre gli aspetti su cui Hamilton può contare per tornare ad essere competitivo: i nuovi regolamenti, il non partire da zero in termini di ambientamento, il supporto della Ferrari.
Il nuovo ciclo tecnico
La notizia migliore per Hamilton è il nuovo regolamento tecnico, che stravolgerà la F1 riportandola, contemporaneamente, a dinamiche simili al passato. Le nuove vetture saranno più corte, più strette, più leggere ma, il punto cruciale, è rappresentato dal passo indietro sull’effetto suolo. Le nuove F1 avranno un fondo simile a quello visto fino al 2021.
Questo non può che rappresentare un sospiro di sollievo per il sette volte iridato, il cui score con il regolamento precedente non è stato all’altezza del resto della sua carriera. Il ripartire da zero e farlo con monoposto un po’ meno dipendenti dall’altezza da terra potrebbe rappresentare un boost non indifferente per l’inglese. Anche se va ricordato, per correttezza, che anche il 2021 di Hamilton era stato condizionato da qualche errore non da lui. In linea di massima, il 2026 dovrebbe aiutarlo a tornare più in alto, ma tanto dipenderà anche dalla sua motivazione.
Finito l’ambientamento
Tra i motivi che, per tutto il 2025, hanno fatto parte delle giustificazioni al tremendo anno di Hamilton, c’è la difficoltà di ambientamento al mondo Ferrari dopo vent’anni di esperienza puramente british. Si dà per scontato che queste difficoltà siano superate all’inizio della seconda stagione. Il rovescio della medaglia è che, se il sette volte iridato dovesse iniziare ancora male, l’argomento non potrebbe più essere chiamato in causa. Sicuramente, metodologie e dinamiche saranno molto più chiare rispetto agli inizi, il che significa meno tempo da dedicare ad imparare, conoscere, studiare.
Il supporto Ferrari
Abbiamo più volte sottolineato i dubbi dell’operazione Hamilton e, almeno al primo anno, sono stati confermati. Le cose ora possono, in parte, cambiare e questo dipende anche dall’atteggiamento della Ferrari. L’investimento Hamilton è stato enorme e non può concludersi senza tentare il tutto per tutto nell’accontentare le richieste dell’inglese: sarebbe contro ogni tipo di logica.
Smontato il mantra dello stile di guida identico tra lui e Charles Leclerc, è doveroso da parte della Rossa cercare di aiutare Lewis nel trovare dei setup adeguati; salvaguardando (questo è altrettanto doveroso) la confidenza del monegasco, autore di un 2025 fenomenale in generale e in particolare nel duello con il nuovo compagno. In tutto questo c’è una grandissima incognita, ovvero quella della SF-26, monoposto completamente nuova e che andrà prima di tutto capita, per poi poter lavorare di fino sullo stile dei piloti.
Gli scenari
Lo scenario più inimmaginabile, ad oggi, è quello di vedere un Hamilton in difficoltà come nel 2025. Se il 2026 si disputasse con il vecchio regolamento qualche preoccupazione in più ci potrebbe essere. Ma, con un cambio così epocale, è davvero minima la percentuale di probabilità di vedere una stagione ancora così disastrosa. Sarebbe oggettivamente incredibile, ancor più di quanto visto un anno fa.
La possibilità più veritiera è che Hamilton, almeno nel confronto interno con Leclerc, si trovi più vicino al monegasco, capace insomma di stare al passo con il compagno e anche, in alcune occasioni – ad esempio piste particolarmente amiche – di girare alla pari. La differenza d’età conta così come il fatto che Leclerc si trova all’apice della carriera, come dimostrato negli ultimi due anni. In ogni caso, non dovremmo più vedere certi distacchi, in gara e soprattutto in qualifica.
Un altro scenario improbabile è quello di vedere una situazione rovesciata rispetto al 2025, ovvero con Hamilton caposquadra in termini di prestazioni e Leclerc in difficoltà. Il monegasco era già forte con il vecchio regolamento del 2017/2021, lo è stato con quello ad effetto suolo e non dovrebbe faticare a tornare indietro.
O il riscatto o il ritiro
Quella di Hamilton, in questo 2026, sarà una storia nella storia di questo mondiale dalle mille incognite, tecniche e sportive. Quello che è certo, al 100%, è che Lewis non può sbagliare questa stagione. E questo non dipenderà tanto dalla competitività della SF-26, ma da quello che saprà fare lui in confronto al compagno di squadra. Per continuare l’avventura in Ferrari dovrà ripetere quello che Leclerc ha fatto l’anno scorso, stare davanti e convincere da subito.
Se dovesse faticare ancora, il sogno di diventare vincente con la Ferrari potrebbe tramutarsi davvero nel peggiore degli incubi, portando ad un mesto finale di carriera. Un’ipotesi che un anno fa, all’apice dell’esaltazione per l’arrivo di Lewis in rosso, sembrava impossibile da immaginare; ma che oggi, dopo la stagione peggiore della carriera, potrebbe essere più vicina.
Lewis si gioca tutto in pochi mesi. Perché la F1 non perdona: neanche i migliori.
Immagine di copertina: Media Ferrari
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