F1 | I test privati dei team in vista dell’inizio del mondiale 2020

F1 | I test privati dei team in vista dell’inizio del mondiale 2020

La Formula 1 è ormai pronta a cominciare questo tribolatissimo 2020, praticamente mai partito a causa della situazione di emergenza globale provocata dalla pandemia da COVID-19. Dopo la ‘falsa partenza’ di Melbourne, il paddock (in versione ridotta all’osso, come da protocolli sanitari adottati dalla FIA) si appresta a recarsi in Austria, al Red Bull Ring, dove la prossima settimana ci sarà il Gran Premio d’Austria, nella veste inusuale di prova d’apertura del campionato, seguito subito dopo e sullo stesso circuito, dal Gran Premio della Stiria, per il primo doppio evento della storia.

Una stagione la cui durata è ancora tutta da definire, dopo la pausa più lunga di sempre (e ben quattro mesi dopo i test invernali del Montmelò). Al momento di certo ci sono solo le prime otto gare, con Budapest, Silverstone (altro doppio evento), Barcellona, Spa e Monza che seguiranno le due prove austriache. I rumors degli ultimi giorni danno ormai per fatto l’accordo per un GP una tantum al Mugello, che dovrebbe essere denominato Gran Premio di Toscana; dovrebbe esserci anche Portimao (Portogallo), mentre sperano ancora Hockenheim e anche Imola (estremamente difficile); in stand-by al momento Sochi.

In relazione alle eventuali tappe extraeuropee, in Asia sembrano aumentare le chance per due doppi eventi a Shanghai e soprattutto al Sakhir, in Bahrain (questo praticamente certo), oltre a gareggiare anche a Yas Marina; nelle ultime ore riprende piede la possibilità di un ritorno del Circus a Sepang. Più complicata la situazione nelle Americhe, sempre a causa della pandemia, ancora molto virulenta da quelle parti: a parole, ad Austin, Città del Messico ed Interlagos dovrebbe corrersi regolarmente; la realtà è che è tutto ancora maledettamente in forse. Intanto, circola voce che Montreal potrebbe rientrare nella seconda metà di ottobre, tornando quindi all’antico (quella era la collocazione delle prime edizioni del Gran Premio del Canada, prima a Mosport Park e a Mont-Tremblant, poi sul circuito intitolato a Gilles Villeneuve).

Fatte queste premesse, c’è da dire che la settimana terminante oggi ha visto gran parte delle squadre tornare a saggiare la pista. In primis con l’obiettivo di far tornare a prendere confidenza al volante ai propri piloti, dopo tanta inattività; quindi per testare quelle che saranno le procedure che verranno utilizzate nei weekend di gara per evitare rischi di contagio da COVID-19. Ad aprire le danze sono stati i Campioni in carica, nonché grandi favoriti anche in questo anomalo 2020, ovvero la Mercedes. Una due giorni (10-11 giugno) di test privati in quel di Silverstone, con Valtteri Bottas prima e Lewis Hamilton poi alla guida della W09, la monoposto titolata del 2018.

Seconda in ordine di tempo è stata la Renault. Il team di Enstone è stato a sua volta impegnato in una due giorni di test privati (16-17 giugno) con i piloti Daniel Ricciardo ed Esteban Ocon. L’italo-australiano e il francese hanno guidato al Red Bull Ring la R.S.18, completando assieme un totale di 260 giri.

Sempre il 17 giugno è stato il turno della Racing Point, la prima a riportare sull’asfalto una monoposto 2020. A pochi passi dalla sede del team (dal prossimo anno Aston Martin), vale a dire a Silverstone, Lance Stroll e Sergio Perez sono stati impegnati nel secondo ed ultimo filming day concesso dal regolamento, al volante della discussa RP20.

Anche la McLaren ha scelto lo storico circuito del Northamptonshire come sede del ritorno in pista dei suoi due piloti (18 giugno), il promesso sposo della Ferrari, Carlos Sainz Jr., e il giovane Lando Norris. Con una differenza: non avendo a disposizione una monoposto di due anni fa con un propulsore Renault, incidendo in questo anche un certo ostruzionismo dei francesi, dato che il team di Woking il prossimo anno tornerà con Mercedes, i due piloti hanno guidato due vetture di F3, gentilmente concesse dal Team Carlin.

Il 23 giugno è toccato invece alla Ferrari, che ha scelto il Mugello come scenario per il ritorno in pista di Sebastian Vettel e Charles Leclerc. Una decisione non casuale, vista l’elevata possibilità che proprio il circuito toscano, tra l’altro di proprietà della Scuderia, ospiterà la gara #1000 in Formula 1 del Cavallino Rampante. Seb e Charles hanno saggiato la splendida pista del Mugello al volante della SF71-H del 2018.

Circuiti italiani protagonisti anche il giorno dopo, mercoledì 24 giugno. Ad Imola, infatti, è stata l’AlphaTauri a rendersi protagonista. Alla presenza di entrambi i piloti, Pierre Gasly e Daniil Kvyat, il team di Faenza (fu Toro Rosso) ha portato in pista al mattino la STR13 del 2018, mentre al pomeriggio è stato il turno della nuova AT01, con il secondo ed ultimo filming day concesso dal regolamento (come per la Racing Point).

Mentre Alfa Romeo, Haas e Williams (che ha però presentato la nuova livrea, figlia dell’addio dell’ex title sponsor ROKiT) hanno deciso di non effettuare shakedown, filming day o quant’altro, l’ultimo team in ordine di tempo a scendere in pista è stata la Red Bull. A Silverstone, lo scorso 25 giugno, Alexander Albon ha condotto in pista la RB16, anche in questo caso per un filming day. Assente invece Max Verstappen.

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Gianluca Zippo
Classe 1988. Laureato in Giurisprudenza, ancora in cerca della sua 'strada'. Appassionato di sport in generale, malato in particolare di Formula 1 e calcio, senza disprezzare MotoGP e NBA. Michael Schumacher, Valentino Rossi, Andriy Shevchenko, Marco Pantani e Stephen Curry i miei 'fari'.

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