F1 | GP Turchia 2020, anteprima AlphaTauri: parlano Gasly e Kvyat

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Segue l’anteprima del team AlphaTauri per il GP Turchia 2020

Pierre Gasly

“Peccato per com’è andata a Imola. Eravamo stati veloci per tutto il fine settimana, nelle prove libere come in qualifica, durante le quali ho anche eguagliato il mio miglior piazzamento di sempre. Il ritiro è stato duro da digerire, perché potevamo chiaramente ottenere un altro ottimo risultato. Ma queste sono le corse.

Sapevo che sarei rimasto insieme al team il prossimo anno già un bel po’ di tempo prima dell’annuncio e sono molto felice di continuare con AlphaTauri. Lavoriamo bene insieme, è una grande squadra e stiamo facendo una bella stagione. Per quest’anno dobbiamo affrontare altre quattro gare e sono concentrato su quelle al momento, ma è anche vero che stiamo scoprendo delle cose che ci torneranno utili per la prossima stagione e, quindi, questi ultimi appuntamenti sono importanti per preparare il 2021.

Subito dopo Imola, abbiamo fatto una piccola pausa. Tutto ruota nello stare a casa il più possibile e che eventuali spostamenti in palestra fossero fatti senza correre alcun rischio di contrarre il virus. Dicono che la pista di Istanbul sia dura per il collo, ma credo di essere più in forma ora di quanto non sia mai stato durante tutta la mia carriera, quindi la cosa non mi preoccupa. Mantenersi in forma e fare la propria vita sta diventando più complicato, ora che sono entrate in vigore delle ulteriori restrizioni. Bisogna rispettare le regole, assicurarsi di non contrarre il virus e poter finire la stagione.

Come la maggior parte dei piloti, non ho mai corso ad Istanbul, quindi scoprirò la pista per la prima volta. Il layout sembra molto interessante e, quindi, non vedo l’ora di provarlo dal vivo. Sono riuscito a fare alcuni giri al simulatore e sembra una pista unica, con curve insolite. Tutti hanno sentito parlare almeno una volta della veloce e lunga curva 8.

Il primo settore sembra interessante e ha alcune zone cieche. Ci sono anche dei saliscendi e tante curve in cui si hanno carichi laterali e longitudinali elevati, in cui ci si trova a sterzare e frenare allo stesso tempo. Penso sia abbastanza difficilema mi piacciono quelle piste con tante curve in cui devi trovare il tuo ritmo. Penso che mi divertirò: è un’altra opportunità per provare a fare qualcosa di buono”.

Daniil Kvyat

“Ho avuto tempo per pensare al mio quarto posto a Imola, mentre ero in viaggio verso Monaco, la notte dopo la gara. Ero contento del risultato. Era importante ottenerlo perché, oltre a essere la gara di casa del team, era anche cruciale per il Campionato Costruttori. Siamo stati veloci per tutto il weekend e questo è un segnale positivo per il finale di stagione. Ho fatto una buona ripartenza dopo la safety car e siamo quasi andati a podio. Ma non si può chiedere troppo al destino e siamo orgogliosi e felici di questo risultato.

Mancano quattro gare, a cominciare da questo round in Turchia. Sono sempre stato cosciente della necessità di fare attenzione alla situazione legata al Covid. In effetti, lo sono stato tutto l’anno, ma bisogna trovare un modo per vivere un po’ in sicurezza, altrimenti si rischia di impazzire. Mi sono concentrato sulle basi di una buona igiene, mantenere le distanze dagli altri, indossare la mascherina e così via.

Non ho mai corso sul circuito di Istanbul e, vista la situazione attuale, non sono neppure riuscito a provare al simulatore, quindi partirò davvero da zero. Certo, so in che direzione vanno le curve e ho guardato delle vecchie gare. So che si gira in senso antiorario, come nell’ultima gara di Imola, che ci sono dei saliscendi e poi c’è a famosa curva 8 che sembra non finire mai.

Con i livelli di carico aerodinamico delle moderne F1, dovrebbe essere molto veloce e altrettanto impegnativa. Poi ci sono delle curve simili a tratti famosi d circuiti come Spa e Interlagos, quindi mi aspetto un fine settimana interessante. Ma sono già stato in Turchia! Da bambino, sono andato in vacanza con la mia famiglia, perché è abbastanza vicino alla Russia. Ricordo di aver apprezzato il caldo al mare, il buon cibo e la bella gente”.

Immagine di copertina:AlphaTauri

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Alessandro Secchi
Classe 1983. Ragioniere sulla carta, informatico per necessità, blogger per anni ed ora giornalista. Una sedia, una tastiera e tre schermi sono il mio habitat naturale.
"Il mio Michael" è il mio libro su Schumi ma, soprattutto, il mio personale modo di dirgli "Grazie". #KeepFightingMichael, sempre!

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