F1 | GP Toscana 2020, gara: Hamilton distrugge Bottas e fa 90 in una gara folle. Ferrari disastro nel GP 1000: Leclerc 8°, Vettel 10°

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L’inglese è pronto a raggiungere Schumacher a quota 91 dopo una prova di forza mentale sul compagno di squadra

Due sospensioni con bandiera rossa, tre partenze da fermi, incidenti a ripetizione, due ore e mezza per conoscere il vincitore. Il Gran Premio di Toscana che introduce il Mugello nel Mondiale è un evento unico in tutti i sensi, ma non cambia l’attore principale. Lewis Hamilton si porta a meno uno dal record di vittorie di Michael Schumacher e, con tutte le probabilità, la storia si farà tra il Gran Premio di Russia quello dell’Eifel.

Una gara completamente pazza quella del Mugello, con due interruzioni con bandiera rossa e tre partenze dal palo. La prima sospensione arriva al rientro della Safety Car uscita nel corso del primo giro per l’incidente che mette fuori gioco Max Verstappen e Pierre Gasly. L’olandese, risucchiato dal gruppo dopo poche centinaia di metri, aveva già avuto problemi prima della partenza e si sarebbe probabilmente ritirato in ogni caso. Al rientro ai box della Safety Car un misunderstanding a centro gruppo causa un incidente che coinvolte Giovinazzi, Magnussen, Sainz e Latifi. È la prima bandiera rossa.

Si riparte alle 15.55 e qui Hamilton spezza il sogno di Valtteri Bottas, fulminandolo all’esterno della San Donato e prendendosi la prima posizione che non lascerà più. Con le Mercedes che dominano la lotta è per le posizioni più indietro con Ricciardo, Stroll, Perez e Albon in lotta.

La seconda interruzione arriva nel corso del 44° passaggio per un brutto incidente occorso a Lance Stroll, fino a quel momento in lotta per il podio. Il canadese è vittima probabilmente di una foratura all’ingresso dell’Arrabbiata 2 e vola nelle protezioni, fortunatamente senza conseguenze.

Altra ripartenza alle 17.12, con Hamilton che mantiene la prima posizione e Bottas che viene sorpreso anche da Ricciardo, per poi recuperare la seconda posizione dopo un giro. La gara termina con Alex Albon che, dopo le critiche delle ultime gare, conquista il primo podio in carriera salvando il weekend della Red Bull dopo i problemi di Max Verstappen, che lascia la doppietta Monza-Mugello con zero punti.

Quella del campione in carica è una prova di forza senza appello, con la quale demolisce qualsiasi speranza di Valtteri Bottas in ottica mondiale. Il finlandese parte meglio al primo via ma, nelle successive due partenze, mostra tutte le sue debolezze. Il mondiale è sempre più chiuso quando manca ancora metà del suo percorso.

Giù dal podio un grande Daniel Ricciardo che, per parte della gara, ha sognato il primo podio con Renault. Sergio Perez è quinto con la Racing Point superstite e non aggiornata, davanti ad un anonimo ma concreto Lando Norris con l’unica McLaren restata in pista. Daniil Kvyat salva la giornata AlphaTauri davanti a Charles Leclerc, Kimi Raikkonen e Sebastian Vettel che chiude la top ten.

Senza una penalità per il finlandese dell’Alfa Romeo, per non essere rientrato in modo corretto in pitlane, le due Ferrari avrebbero chiuso al nono e decimo posto, davanti solo alla Williams di George Russell ed alla Haas di Romain Grosjean. Un risultato che certifica una crisi senza fine. Nonostante tutti gli eventi della gara non c’è stata alcuna possibilità di ottenere di più, con la SF1000 passata sul dritto da chiunque con una differenza di velocità imbarazzante. Il modo peggiore per festeggiare il 1000° GP della Rossa, sul circuito di proprietà della stessa Ferrari.

Hamilton allunga ancora in classifica a 190 punti contro 135 di Bottas e 110 di Verstappen.

Segue il risultato di gara, a seguire la cronaca completa.

Immagine di copertina: Twitter – Mercedes

MONOPOSTO by SAURO

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Alessandro Secchi
Classe 1983. Ragioniere sulla carta, informatico per necessità, blogger per anni ed ora giornalista pubblicista per passione. Una sedia, una tastiera e tre schermi sono il mio habitat naturale.
"Il mio Michael" è il mio libro su Schumi ma, soprattutto, il mio personale modo di dirgli "Grazie". #KeepFightingMichael, sempre!

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