F1 | GP Spagna 2022: la Mercedes è tornata? I numeri dicono, per ora, altro

A Barcellona c’è stata euforia in casa Mercedes per aver risolto (per ora) i problemi con il porpoising. Ma il cronometro non parla ancora di vero miglioramento

Mercedes ha lasciato Barcellona, in vista di Montecarlo, con il morale alto dopo il risultato del Gran Premio di Spagna di F1, considerato prova dei miglioramenti della W13 dopo gli aggiornamenti portati in pista per la sesta gara della stagione.

La quasi totale eliminazione del porpoising sul dritto (mentre resta ancora presente nelle curve veloci) è stato visto come il punto di svolta della stagione del team otto volte campione del mondo. Il quale si aspetta, da ora in poi, di poter puntare più sulle prestazioni che sulla comprensione dei problemi della monoposto.

Dal punto di vista delle prestazioni, però, il Gran Premio di Spagna al momento ci dice che la W13 è stata fondamentalmente in linea con i risultati dei primi cinque appuntamenti stagionali. Per dimostrarlo abbiamo preso in esame i distacchi rimediati in qualifica e in gara, in base all’evento, dai rivali di Ferrari e Red Bull, utilizzando come metro di riferimento quel distacco medio per chilometro di pista. Quella di Barcellona, infatti, è stata la pista più corta incontrata in questo inizio di campionato con i suoi 4,675 km, praticamente un chilometro e mezzo più corta di quella di Jeddah (6,174 km). Il distacco per chilometro è utile per avere in riferimento identico pista su pista, al di là delle differenze di ognuna in termini di conformazione.

GARAPilotaDistaccoGiriLunghezzaDistacco LapDistacco KM
Analizzato(millesimi)Analizzati(Km)(millesimi)(millesimi)
Bahrain QualiHam6805,412126
Bahrain GaraHam38275435,412890164
Arabia QualiRus9046,174146
Arabia GaraRus32732306,1741091177
Australia QualiHam9575,278181
Australia GaraHam18122155,2781208229
Imola QualiRus19644,909400
Imola GaraRus27892304,909930189
Miami QualiHam6795,412125
Miami GaraHam46907395,4121203222
Barcellona QualiRus6434,675138
Barcellona GaraRus – Lec10174124,675848181
Rus – Ver32927664,675499107

Partendo dalla gara inaugurale a Sakhir, Lewis Hamilton rimedia un distacco di 680 millesimi dalla pole di Leclerc, per un divario di poco più di un decimo a chilometro. In una gara senza interruzioni per 43 giri, prima dell’uscita di scena di Pierre Gasly, quella di Lewis è la prima Mercedes in pista con un distacco di oltre 38 secondi da Charles Leclerc in vetta, per una differenza media sul giro i quasi 9 decimi ed una chilometrica di 164 millesimi.

In Arabia Saudita la pista è oltre 700 metri più lunga e i distacchi aumentano di conseguenza. Russell si qualifica sesto con 904 millesimi di ritardo da Sergio Pérez, per un chilometrico di 146 millesimi di divario: in gara abbiamo preso in esame i giri dal rientro della Safety Car per l’incidente di Latifi fino al traguardo, con in mezzo come sappiamo la VSC per le fermate in pista di Alonso e Ricciardo. In questi trenta passaggi il distacco rimediato da Russell dal vincitore Verstappen è di quasi 33 secondi per un chilometrico di 177 millesimi, 13 in più del Bahrain.

Passiamo all’Australia: all’Albert Park va in scena il round peggiore per la W13: in qualifica Hamilton chiude quinto a 957 millesimi dal poleman Leclerc (181/km), mentre in gara i giri presi in esame sono i 15 che vanno dal rientro della Safety Car per il ritiro di Max Verstappen ed il pit stop di Leclerc, in testa alla gara. Qui Hamilton rimedia oltre 18 secondi di distacco per un divario chilometrico di 229 millesimi, il più alto registrato fino ad ora.

La Formula 1 fa poi tappa ad Imola, dove ad attendere il Circus c’è un tempo da lupi. Non prenderemo in esame le qualifiche, dove in condizioni mutevoli entrambe le Mercedes vengono escluse dal Q2 con quasi 2 secondi di ritardo dal miglior tempo di Verstappen. Per la gara vengono presi in considerazione i giri percorsi dopo il passaggio alle gomme slick, in totale 30. In questi George Russell chiude con un distacco dall’olandese, vincitore di gara, di quasi 28 secondi: il distacco chilometrico calcolato è di 189 millesimi.

Dall’Italia agli Stati Uniti la F1 fa visita a Miami per il primo GP corso sulla nuova pista che si snoda attorno all’Hard Rock Stadium. Hamilton si qualifica sesto a 679 millesimi da Leclerc e questo rappresenta il distacco chilometrico minore registrato fino ad oggi, 125 millesimi. Per la gara prendiamo in esame sempre il sette volte campione del mondo nei giri fino al 39°, poco prima dell’incidente tra Pierre Gasly e Lando Norris, che permetterà a Russell di sfruttare la Safety Car per effettuare una sosta “scontata”. Lewis rimedia quasi 47 secondi in 39 passaggi da Verstappen per un distacco chilometrico di 222 millesimi, il più alto fino ad ora.

Arriviamo quindi a Barcellona, come detto la pista più corta incontrata fino ad ora: 700 metri in meno di Miami. George Russell risolleva gli entusiasmi di Toto Wolff e compagnia con il quarto posto, ma a 643 millesimi da Leclerc. Il margine chilometrico è di 138 millesimi, superiore a Sakhir e Miami. Per la gara abbiamo due considerazioni da sottolineare. Nei primi 12 passaggi George Russell rimedia poco più di 10 secondi da Charles Leclerc prima di fermarsi per la prima sosta, per una media di 8 decimi e mezzo al giro e di 181 millesimi a chilometro, superiore a quelle di Baku e Jeddah. Se vogliamo allargare la visione alla gara in generale, l’inglese chiude i 66 giri del GP di Spagna in terza posizione, a 33 secondi da Verstappen.

Apparentemente si potrebbe parlare di un miglioramento perché il distacco chilometrico scende a 107 millesimi. A questi 33 secondi però sarebbero da aggiungere gli 8 persi da Verstappen con l’uscita in curva 4 ed il tempo perso alle spalle dell’inglese per 20 giri, con il DRS che funziona ad intermittenza. Se consideriamo che, nei giri precedenti all’errore dell’olandese, questo aveva messo tra sé e la #63 quasi 5 secondi e mezzo per una media di 672 millesimi in media al giro, un totale molto generico di parla di altri 13 secondi da aggiungere ai 41 già calcolati, arrivando così a 54.

In conclusione

I distacchi mostrati da Mercedes nei confronti di Red Bull e Ferrari a Barcellona sono in linea con quelli mostrati dalla Rossa nel 2021, team con il quale si è praticamente invertito i ruoli. Inoltre non sono stati i più piccoli visti fino ad ora: in termini generali sono stati “aiutati” da una pista più corta (soprattutto in qualifica). Ma, al di là del miglioramento di guida grazie alla riduzione del porpoising, c’è ancora molta strada da fare per dire con certezza che Mercedes da qui in avanti potrà lottare per la vittoria con la RB18 e la F1-75. Monoposto che, problemi di affidabilità a parte, si sono dimostrate per distacco le migliori della griglia.

Immagine: Media Mercedes

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