F1 | GP Russia 2021: l’analisi degli ultimi giri sotto la pioggia tra Norris e Hamilton. Pasticcio Ferrari con Leclerc

Gli ultimi giri del GP Russia hanno premiato alcuni azzardi e penalizzato altri in un gioco nel quale la strategia è stata, ed è, anche sinonimo di fortuna

Il finale del GP Russia è assomigliato ad una vera e propria roulette nella quale il numero vincente estratto, alla fine, è stato il 44 di Lewis Hamilton. La centesima vittoria del campione in carica della Mercedes è contrapposta all’azzardo di Lando Norris – più che della McLaren – di voler restare in pista con gomme slick sperando nel cessare della pioggia.

La strategia va a braccetto, in molti casi, con la fortuna. Il fermarsi o il continuare della pioggia da un momento all’altro può determinare le sorti di team e piloti che, in pochi attimi, possono passare da eroi a sconfitti e viceversa.

Andiamo a vedere cos’è successo negli ultimi caotici giri della gara di Sochi e come gli eventi hanno portato alla vittoria record di Hamilton, al rimpianto di Norris e alle scelte azzeccate o meno degli altri protagonisti.

Giri 44/45

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Il 44° passaggio è l’ultimo che si corre in condizioni di asfalto completamente asciutto. Le prime gocce di pioggia bagnano le telecamere ma ancora non si ha la sensazione che possa scatenarsi un vero e proprio temporale.

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Il 45° giro si conclude con tempi relativamente stabili eccezion fatta per Tsunoda e Giovinazzi, gli ultimi a completare il giro, che vedono il loro tempo alzarsi. L’arrivo imminente del temporale è testimoniato dalla prossima immagine. La pioggia sta per entrare dalla zona ovest della pista, tra le curve 5 e 6.

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Giri 46/47

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Il 46° giro è il primo nel quale gli effetti della pioggia si riflettono sui tempi di tutti, che iniziano gradualmente ad alzarsi soprattutto nella seconda metà della classifica, con i piloti che arrivano più tardi nella zona dove la pioggia si sta ormai scatenando.

Dal 47° passaggio in poi gli effetti dello scroscio diventano nettamente visibili in pista. Dopo curva 4 il cartello indica chiaramente “RAIN”, un avvertimento che appena una curva dopo Lando Norris capisce andando lungo e rischiando di essere passato in pista da Hamilton.

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Il cronologico del giro è impietoso e mostra come la pioggia si sia riversata così rapidamente da far crollare i tempi in un attimo addirittura oltre il minuto e 50 e solo con una parte della pista bagnata. Al termine di questo passaggio ecco i primi azzardi: Bottas, Russell, Raikkonen e Mazepin rientrano ai box per montare le Intermedie.

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Giri 48/49

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Le condizioni della pista suggeriscono alla direzione gara di disabilitare il DRS. Norris, al comando, ha girato a partire dal 44° giro rispettivamente in: 1:37.8, 1:38.0, 1:39.1, 1:42.7. Il 48° passaggio viene completato in 1:54.6, con evidenti difficoltà a tenere la McLaren in pista, ma l’inglese procede mentre si fermano ai box Verstappen, Sainz, Ricciardo, Stroll, Latifi e Tsunoda, con il giapponese che viene rimandato in pista con un set di soft sperando in repentino stop della pioggia: un azzardo ancora più esagerato.

Oltre alle difficoltà dovute al meteo, ci si mettono anche le incomprensioni tra compagni di squadra a creare attimi di panico, con Lance Stroll e Sebastian Vettel che vengono a contatto.

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I meccanici Mercedes sono pronti a ricevere Lewis Hamilton all’inizio del 49° passaggio dopo averlo richiamato ai box, ma il campione in carica prosegue dietro Norris. Lando viene informato che la pista è scivolosa e diverse monoposto stanno uscendo di pista e lui risponde con un netto “Ok, stai zitto!” al suo ingegnere.

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Al termine del giro i meccanici della McLaren si preparano con le intermedie, ma Lando richiamato via radio si rifiuta di rientrare con un secco “No!” e decide di rimanere in pista.

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È il momento che decide la gara, con Hamilton che a questo punto imbocca l’ingresso della pitlane per la sosta che gli varrà la vittoria.

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L’inglese, in realtà, non è convintissimo della scelta e lo fa sapere via radio, dicendo che la pista si sta asciugando. Non ha tutti i torti, infatti Norris lima due secondi dal suo precedente giro scendendo da 1:54 a 1:52 e Lewis è l’unico pilota a fermarsi in questo passaggio. Il suo ingegnere Bono, però, lo rassicura sul fatto che sia in arrivo ulteriore pioggia. Ha ragione.

Giri 50/51

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Hamilton torna in pista all’inizio del 50° giro con 25.7 secondi di ritardo da Norris ed inizia subito a recuperare terreno, con il suo ingegnere che lo accompagna lungo il giro raccontandogli passo passo via radio quanto sta guadagnando sulla McLaren.

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Quando Norris taglia il traguardo per l’inizio del 51° passaggio, il distacco si è ridotto di 8 secondi, ma ormai è troppo tardi. Vedere la Haas di Mazepin più veloce con le Intermedie non è bastato per convincerlo a cambiare strategia.

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Alonso, Perez e Vettel rientrano. Lo stesso fa Tsunoda, il cui azzardo delle soft non ha decisamente pagato…

Nel tempo di un giro la pista è diventata completamente impraticabile con le slick da metà curva 3 in poi. Norris, ora, capisce di aver rischiato troppo.

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Hamilton, sempre ben informato dal suo muretto (soprattutto sulle condizioni della pista nella zona più pericolosa) recupera i 17 secondi in arrivo alla curva 5, dove Norris va lungo cedendo la prima posizione al suo connazionale. Per il giovane della McLaren finisce il sogno di vincere la sua prima gara in carriera.

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L’inglese impiega 3 minuti e 15 secondi per tornare ai box a montare le Intermedie, commettendo anche un errore in ingresso della pitlane che non viene annotato dagli Stewards.

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Lando è in compagnia di altri irriducibili, Ocon, Gasly e Giovinazzi, che si fermano nel suo stesso passaggio. Nel frattempo chi si è fermato in anticipo vede la sua strategia pagare: Max Verstappen si porta in seconda posizione, seguito da Sainz, Ricciardo e Valtteri Bottas che, dalla 14a piazza, risale addirittura in quinta.

Norris esce dai box ottavo, tra Kimi Raikkonen (ottima strategia anche la sua) e Sergio Perez.

Giri 52/53

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Manca un nome di spicco all’appello ed è quello di Charles Leclerc. Il monegasco della Ferrari è ancora in pista con le slick ma non può fare altro che galleggiare letteralmente, andando anche lungo sempre nel 51° giro. Completa il passaggio in 3 minuti e 19 secondi rientrando ai box per montare, finalmente, le Intermedie: la sua gara è completamente compromessa dopo una buona rimonta dal fondo alla top ten.

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Leclerc è l’ultimo pilota ad effettuare il pit e questo lo fa sprofondare in 14a posizione, mentre Lewis Hamilton comanda con un margine di ben 52 secondi su Max Verstappen.

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Lando Norris, intanto, recupera su Kimi Raikkonen per tentare di agguantare almeno una posizione in più. Una magra consolazione, ovviamente, visto l’andamento della gara.

Hamilton vince quindi la sua gara numero 100, con Norris che proprio nel finale agguanta la settima posizione su un comunque ottimo Kimi Raikkonen.

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Dai team radio emerge il pasticcio della Ferrari

Da un’analisi approfondita dei team radio emerge la confusione che porta il muretto della Rossa a fornire a Leclerc informazioni contraddittorie. Ma andiamo con ordine.

Leclerc viene informato all’inizio del 47° passaggio che la pioggia si sta intensificando nelle curve dalla 4 alla 7 e, successivamente, che l’intensità resterà uguale per 10 minuti. L’ingegnere del monegasco, Xavier Marcos, chiede anche un parere sulle gomme senza ricevere risposta. All’inizio del 48° passaggio Leclerc viene informato che la parte più bagnata della pista corrisponde con le curve 6 e 7 e che diverse macchine stanno faticando in quel tratto. A metà giro Charles riceve la segnalazione che diversi piloti si stanno fermando per montare le intermedie, che lo stesso Sainz si fermerà per il pit e che le gomme da bagnato sembrano essere la scelta giusta.

Il monegasco, però, decide di restare fuori e lo comunica a metà del 49° passaggio, ricevendo l’ok dal muretto: “Resta fuori se riesci a tenerla in pista”. Come il monegasco arriva nella zona più bagnata, nel corso del 50° passaggio, comunica due volte che è il caso di fermarsi, “Altrimenti è finita”. Dal muretto rispondono: “Ci aspettiamo che la pioggia aumenti, quindi fermati a questo giro”. Poco dopo, però, Charles riceve una comunicazione contraddittoria: “Se pensi di poter tenere la monoposto in pista sarebbe meglio stare fuori, altrimenti entra”.

Il monegasco va in confusione e alla fine del giro, mentre dal box cambiano ancora idea (“Box, Box“), resta fuori sottolineando la comunicazione precedente: “Se posso tenerla in pista…”. Si tratta del colpo di grazia, perché la pista peggiora ancora e, come da screen precedente, Charles nel 51° passaggio impiega oltre tre minuti prima di tornare ai box e cambiare finalmente gomme.

Passando dall’altro lato del garage, Carlos Sainz nel corso del 47° passaggio segnala i problemi in pista e suggerisce un passaggio alle soft. “Se continua a piovere così dobbiamo fermarci”, insiste lo spagnolo ma poi, in accordo con Riccardo Adami, decide di restare fuori un altro giro. Lo spagnolo si rende conto però presto che è necessario tornare ai box e non per le soft, ma per le Intermedie. Il 48° è l’ultimo giro in pista prima di passare alle gomme da bagnato.

Per quanto riguarda Max Verstappen, i primi team radio relativi al meteo arrivano nel corso del 46° giro. Nel passaggio successivo Max segnala che la pista sta iniziando a diventare scivolosa. All’inizio del 47° giro viene raccomandato all’olandese di fare attenzione da curva 2 in poi, segnalando che le Intermedie nel caso sono pronte. Poco dopo viene chiesto un parere sulla pista e Max risponde: “Scivoloso ma non sono sicuro se dobbiamo fermarci”. Poco dopo conferma: “Non fermiamoci”. Il 48° passaggio è quello buono per fermarsi. Il team informa che alcuni piloti si stanno per fermare e Max segnala che ora è davvero il momento per effettuare il pit per le intermedie. Dal pit in poi il pilota olandese viene aggiornato sulla sua posizione e sul recupero che lo porterà in seconda piazza dietro Hamilton, limitando di molto i danni in un weekend difficile.

Valtteri Bottas, quando riceve la prima segnalazione di pioggia dal muretto all’inizio del 47° passaggio (dopo aver già passato i primi pannelli con l’indicazione del meteo) chiede se si deve fermare ma viene invitato a restare in pista e a fare attenzione da curva 2 in poi. Arrivato nella zona critica dice che “le condizioni sono brutte, dovevamo fermarci” e riceve conferma dal box del pit imminente, al termine del giro.

Siamo andati a risentire anche Kimi Raikkonen: il finlandese segnala le difficoltà in pista nelle curve 7, 8 e 9 nel corso del 47° passaggio. La pioggia aumenta e la conversazione con il team è costante per tutto il giro. Dal muretto suggeriscono di continuare ma Kimi non è convinto, soprattutto per le condizioni nella parte più lontana della pista, e decide di rientrare. Il suo ingegnere gli chiede se vuole montare soft o intermedie e Kimi va per le seconde. Mossa azzeccata così come per Bottas e Russell, che recupereranno diverse posizioni proprio negli ultimi passaggi.

In conclusione

L’arrivo della pioggia ha scombinato evidentemente le carte in tavola, affidando a team e piloti il ruolo decisionale in una situazione in continua evoluzione. Quello che si può evincere nelle fasi più concitate e ascoltando i team radio è il diverso approccio di alcuni piloti rispetto ad altri e la modalità di confronto di essi con il muretto, così come la costanza delle informazioni o meno da parte degli ingegneri.

Hamilton, che nei team radio è spesso dubbioso con le scelte del team, fa uso della sua lunga esperienza sia per decidere di stare in pista un giro in più (per marcare Norris) sia per valutare come le condizioni siano proibitive optando per il rientro e cambiando, quindi, idea. Lando, invece, va di istinto e si gioca il tutto per tutto pur di vincere, mancano un po’ di lucidità; assolutamente comprensibile quando si vede vicina la prima vittoria. Il confronto tra Verstappen e il muretto Red Bull è costante ed è l’olandese che, alla fine, preferisce non rischiare un ulteriore giro spingendo per il pit. Lo stesso fanno Kimi Raikkonen e Valtteri Bottas, svoltando la loro gara. Il finlandese dell’Alfa ci pensa per oltre mezzo giro e, infine, chiama il pit. Il connazionale della Mercedes, invece, rimprovera il mancato pit anticipato di un giro, che sarebbe valso forse altre posizioni recuperate.

Il capitolo Ferrari è quello più annoso. Leclerc riceve diverse comunicazioni anche contraddittorie tra loro e, alla fine, si trova quasi solo a decidere cosa fare. Sainz e Adami, invece, sono più allineati con Carlos che, grazie all’esperienza, intuisce in modo autonomo la necessità di scartare le soft per le Intermedie.

Di certo abbiamo assistito ad una gara più interessante del solito, con le condizioni meteo che hanno influito pesantemente sul risultato finale esaltando il valore umano tra piloti e muretto.

Immagini: Twitter \ F1

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