Con uno strepitoso sorpasso, il campione del mondo regola l’attuale leader nell’ultima di Zandvoort. Ferrari pasticcia con la strategia, un azzardo Mercedes porta Russell sul podio
Arrivata a poco oltre la metà del suo cammino, la stagione 2026 di F1 sta vivendo il momento di Lando Norris. Dopo il successo in Ungheria, il campione in carica ha conquistato anche il Gran Premio di Olanda, l’ultimo in programma sulla pista di Zandvoort. Beffato da Kimi Antonelli nella seconda partenza, a seguito della bandiera rossa causata dall’incidente di Max Verstappen, Norris non si è dato per vinto e dopo avere inseguito la Mercedes per 53 giri ne ha avuto ragione con uno strepitoso sorpasso alla Tarzanbocht, la curva simbolo del tracciato.
Vittoria mancata ma bilancio più che mai positivo per il campionato di Antonelli, secondo e davanti ai due avversari diretti in classifica generale. La deludente gara di George Russell è stata risollevata da un pit stop non effettuato in regime di virtual safety car: l’allungamento dell’ultimo stint gli ha consentito di lottare addirittura per la medaglia d’argento con Antonelli, al quale ha comunque dovuto cedere la posizione, per poi resistere efficacemente al ritorno delle Ferrari di Lewis Hamilton e Charles Leclerc.
Ferrari, d’altro canto, all’appuntamento con le strategie efficaci è puntualmente mancata. Due soste piuttosto lente hanno ostacolato la corsa di Leclerc, che nonostante un ottimo sorpasso su Oscar Piastri non ha potuto gareggiare per il podio: troppo il tempo atteso prima della seconda sosta, quando Russell aveva ormai già guadagnato un vantaggio di sicurezza cambiando gomme proprio per evitare un attacco del monegasco; a gravare sulla corsa di Leclerc, Hamilton ha potuto beneficiare del secondo pit stop effettuato durante una virtual safety car, che gli ha consentito di superare il compagno di squadra senza lottare in pista. Il sette volte iridato ha così concluso quarto, con Leclerc quinto.
L’ottimo primo stint sembrava avere ridato vita a Piastri, che dopo un cambio gomme lento è però affondato al largo della spiaggia olandese. L’australiano ha concluso mestamente sesto precedendo Liam Lawson, autore di una gara regolare e senza sussulti sulla Red Bull lasciata libera dall’infortunato Isack Hadjar. Il neozelandese ha assistito in prima persona allo schianto di Verstappen alla fine del primo giro: la RB22 #3 è partita di posteriore sull’asfalto ancora umido in uscita dall’ultima curva e il pilota di casa non ha potuto fare nulla per controllarla; un triste addio al pubblico amico in una stagione che prosegue su un sentiero molto tortuoso.
Cronaca
La pioggia bagna la pista di Zandvoort nella mezzora precedente il via ma i piloti optano comunque per le gomme da asciutto. Le condizioni del tracciato appaiono sufficientemente adeguate alle slick: gomme medie per McLaren, Mercedes, Alpine e la Haas di Ocon, morbide per tutte le altre vetture eccetto le Cadillac, addirittura su pneumatici duri. Dal giro di ricognizione si nota come la zona più critica sia l’ultimo settore, l’unico rimasto realmente umido.
Al semaforo verde Norris è impeccabile mentre Russell rimane quasi piantato. Antonelli ne approfitta subito per prendere il secondo posto e anche Leclerc, autore di uno spunto fenomenale, trova un varco: il monegasco costringe Hamilton a cambiare traiettoria e questo porta Verstappen a mettere le ruote nell’erba all’interno. All’ultima curva del primo giro finisce il Gran Premio di casa di Verstappen, che perde il posteriore in percorrenza e con effetto pendolo impatta di muso contro il muro esterno. Nello stesso punto va in testacoda anche Bortoleto, che fortunatamente viene evitato da tutti i piloti alle spalle compreso un millimetrico salvataggio di Hülkenberg. I detriti sparsi dalla Red Bull #3 chiamano in causa la bandiera rossa.
Alla ripartenza l’ordine è dunque rappresentato da Norris, Antonelli, Russell, Leclerc, Piastri, Hamilton, Lawson, Lindblad, Gasly e Colapinto nei primi dieci. Norris passa a una gomma morbida, Leclerc ne monta una nuova della stessa mescola e Piastri monta una dura, mentre le Mercedes rimangono su medie. Nel giro di schieramento si ferma la Haas di Bearman e la Direzione Gara indica un’ulteriore tornata libera.
Antonelli anticipa Norris al via ed è sorprendentemente buono anche lo spunto di Piastri, su pneumatici duri. L’australiano supera subito Leclerc e addirittura infila Russell alla Scheivlak, per il terzo posto. Hamilton resta accodato in sesta posizione, poi Lawson. Lindblad e Colapinto ricevono invece un drive through per avere superato in regime di bandiere gialle prima dell’interruzione.
Antonelli impone il suo ritmo e al decimo giro ha già oltrepassato il secondo di margine su Norris. Leclerc non trova occasione per scalzare Russell e la situazione resta generalmente plafonata. Le penalità scontate da Lindblad e Colapinto portano in zona punti Hülkenberg e Tsunoda.
Al 17° giro Russell monta gomme dure anche per liberarsi dalla pressione delle Ferrari, un giro dopo è imitato da Piastri ma la sosta del pilota McLaren (ancora su dure) è molto lenta e gli fa perdere posizione. Al 22° passaggio è il turno di Antonelli, Norris e Leclerc: i primi due rimangono nell’ordine, su dure, con poco meno di due secondi su Russell, il monegasco esce su gomme medie a sei secondi e mezzo da Piastri. Hamilton compie la sua sosta al giro 25, montando a sua volta pneumatici a banda gialla e tornando in pista a sette secondi da Leclerc.
Si scatena la bagarre per gli ultimi punti a disposizione. Gasly prova a superare Lindblad alla variante ma il britannico resiste, il pilota Alpine blocca e perde la posizione su Hülkenberg. L’Audi #27 prosegue nella sua azione e poco dopo, alla Tarzanbocht, ha ragione dello stesso Lindblad per la decima posizione, ottava virtuale in attesa delle soste di Alonso e Sainz. Gasly deve invece cedere pure a Tsunoda, scivolando 13°.
Il secondo stint di Norris è più convincente del primo e il campione del mondo rimane sotto il secondo da Antonelli. Russell tiene a distanza Piastri, il quale è puntato da Leclerc su una Ferrari che tuttavia continua a non avere lo slancio finale per guadagnare la posizione. Tempi interessanti ad inizio stint per Hamilton, che al 31° giro è a cinque secondi dal compagno di squadra. Lawson è più distanziato al settimo posto, a precedere un Alonso che continua nel suo lunghissimo run di apertura su gomme morbide.
Capolavoro di Leclerc al 34° giro. La Ferrari #16 incrocia la linea con Piastri in uscita dalla Tarzanbocht, i due percorrono affiancati la successiva sequenza di curve e il monegasco mette il muso davanti alla Gerlachbocht, completando il sorpasso per il quarto posto. Hamilton è nel frattempo arrivato e anche lui mette la sua impronta, affondando sulla McLaren alla Tarzanbocht e riportandosi quinto. Si fa interessante la gara di Alonso, che dopo la sosta è 12° e al 39° passaggio scalza Albon per l’11° posto.
Al 40° giro Antonelli effettua il secondo pit stop per montare un nuovo set di dure e Russell, ormai prossimo a subire l’offensiva di Leclerc, copia la mossa. Importante, per l’italiano, è il fatto di riguadagnare la pista davanti a Piastri. Hamilton raggiunge Leclerc e pone subito la questione di essere più veloce, ma il monegasco rifiuta di entrare ai box chiedendo un maggiore vantaggio di gomma nell’ipotesi di un nuovo duello con Russell. Il pit stop della vettura #16 arriva al 43° giro, quando il gap a Russell è di quasi sette secondi.
La gara di Piastri appare abbastanza compromessa da un secondo stint deludente, ma in McLaren cercano di mettere il carico da 90 equipaggiando la vettura #81 con gomme morbide per gli ultimi 26 passaggi. L’australiano paga 11 secondi da Leclerc, ma ha due step di pneumatico più prestazionale. Al 47° giro è invece il momento di Norris, che avendo tardato la sosta deve ora recuperare quasi sei secondi da Antonelli con sette giri di vantaggio di gomma.
Il passo di Norris ad inizio stint è clamoroso e in quattro giri il campione in carica ha pressoché azzerato il gap da Antonelli, che si sta avvicinando a Hamilton ma senza un grande vantaggio sulla Ferrari, la quale ha ancora un pit stop da affrontare. Antonelli lamenta carenza di grip al posteriore e Norris si aggancia alla Mercedes.
Al 54° giro Antonelli abbozza un attacco su Hamilton all’interno della Tarzanbocht ma questa è proprio l’occasione che attendeva Norris, che si lancia all’esterno e guadagna la posizione sul leader del campionato. Il pilota McLaren diventa capoclassifica scalzando anche Hamilton alla chicane e pochi secondi dopo Antonelli trova a sua volta il sorpasso sulla Ferrari.
All’interno della Hugenholtzbocht si ferma la Haas di Ocon, provocando una virtual safety car. L’occasione è più che mai propizia per Hamilton, che può effettuare il cambio gomme rientrando (con le morbide) alle spalle di Russell e davanti a Leclerc e Piastri, richiamati a loro volta ai box. Nel tentativo di sovvertire l’esito della corsa, anche Antonelli opta per un pit stop per le morbide ma questo lo porta dietro a Russell.
Bandiera verde al 58° giro con Norris che ha sei secondi e mezzo su Russell e quasi 13 su Antonelli, inseguito da Hamilton. Leclerc e Piastri sono molto più attardati, la distanza tra le due Ferrari è di altri sei secondi. Mercedes ha cercato di recuperare la gara del britannico non fermandolo durante la virtual safety car ma Antonelli sta naturalmente limando il margine, con molta più prestazione di gomma.
Al 66° giro Antonelli raggiunge Russell e il britannico, su richiesta del box Mercedes, lascia la posizione al compagno di squadra. Ora il duello per il podio è con Hamilton, che a sua volta ha chiuso il divario con il connazionale.
Con Hamilton attaccato agli scarichi di Russell, al 70° giro viene chiamata una virtual safety car per i detriti lasciati in pista dalle Williams di Albon e Sainz, protagonisti precedentemente di un contatto. Hamilton prova un nuovo attacco all’ultimo giro, senza successo, e si ritrova anche a dover difendere la posizione da Leclerc alla Scheivlak.
Norris vince solitario l’ultimo Gran Premio di Olanda a Zandvoort. Antonelli è secondo a 11,5 secondi, Russell incassa un insperato podio precedendo le Ferrari di Hamilton e Leclerc, poi Piastri. Lawson completa il suo ritorno one-off in Red Bull con un settimo posto, nonostante una penalità di dieci secondi, mentre il resto della zona punti è composto da Hülkenberg, da un fenomenale Alonso sulla Aston Martin e Gasly.
Aumenta ancora una volta il vantaggio di Antonelli in classifica generale. Il bolognese si presenterà a Monza con 242 punti contro i 183 di Russell e Hamilton, ora appaiati. Il secondo successo consecutivo porta Norris a 159 punti, davanti a Leclerc con 155. La graduatoria costruttori è naturalmente tutta per Mercedes, leader con 425 punti a fronte dei 338 di Ferrari e dei 263 di McLaren.
L’appuntamento è quindi tra due settimane, quando il tempio della velocità di Monza ospiterà il Gran Premio d’Italia.
Classifica:

Immagine di copertina: Media McLaren
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