Il pilota italiano ha parlato della sua prima parte di stagione e degli obiettivi per il finale del suo primo mondiale in F1
È un Kimi Antonelli riposato e pronto a riprendere quello che ha parlato alla stampa italiana nel giovedì del GP d’Olanda che riapre la stagione 2025 di F1. Il pilota italiano della Mercedes ha parlato della sua prima parte di campionato, delle difficoltà incontrate nella parte centrale (soprattutto con la sospensione posteriore, poi momentaneamente scartata) e degli obiettivi da qui alla fine dell’anno con una prima considerazione sul 2026.
La forma fisica
Una prima considerazione interessante riguarda la forma fisica e la necessità di recuperare peso dopo tante gare di seguito.
“Durante la stagione ho perso peso e l’obiettivo di queste settimane era riguadagnarne un po’. È normale perdere un po’ durante la stagione, perché non riesci ad allenarti più come magari fai prima dell’inizio. Poi comunque, quando hai weekend consecutivi, dopo una gara perdi almeno due chili ed è anche difficile recuperare ogni volta. Quindi l’allenamento era importante per recuperare e prendere un po’ di forma fisica”.
L’inizio di stagione
“È stato un inizio molto forte, poi ho avuto un periodo un po’ difficile. Adesso sarà importante ritrovare la confidenza con la macchina e un po’ di costanza nei risultati. Durante la pausa estiva ho riguardato il bilancio della prima parte di stagione: le prime sei gare sono riuscito a trovare confidenza, a conoscere bene la macchina e il suo comportamento. Poi, con la sospensione nuova, ho fatto solo passi indietro, mai avanti. Il Canada è stato un’eccezione, perché lì la sospensione nuova si sposava bene con la pista. Dopo, invece, su tutte le altre ho faticato. Con la sospensione vecchia, a Budapest, ho ripreso confidenza”
Sospensione problematica
Il punto interessante della chiacchierata è stata relativa alle difficoltà incontrate nella parte centrale di stagione, coincise con l’introduzione di una nuova sospensione posteriore che, invece che portare benefici, ha creato problemi soprattutto per lo stile di guida di Kimi. Ecco le sue impressioni.
“Con la sospensione nuova ho fatto più fatica di George ad adattarmi, perché lui ha uno stile di guida diverso e ci è riuscito meglio. Io ho avuto più difficoltà. Io cerco di fare molto combinato in frenata, chiedo molto alla macchina. Con la sospensione nuova c’era più instabilità e facevo fatica a esprimere il mio stile di guida. Mi sono ritrovato a rincorrere uno stile che non era il mio. E non riuscivo ad andare. Per il futuro sarà importante adattarsi nel miglior modo e il più velocemente possibile. Perché non sono praticamente riuscito a trovare una via per guidare la macchina con quella sospensione.
Alla fine credo che la macchina resterà la stessa fino alla fine dell’anno. Non credo che porteremo aggiornamenti, se sì saranno pochi elementi. Però a livello di sospensione credo che la macchina resterà la stessa. Questo è positivo, perché mi aiuterà a ricostruire un po’ quella fiducia e confidenza che con la nuova ho perso. Il team ha capito che ha portato frutti ma, in certe piste, ha reso la macchina più imprevedibile, soprattutto nelle curve veloci o frenate combinate. In piste come il Canada, con frenate dritte e curve lente, funzionava benissimo, per questo andavamo forte.
Credo che il team abbia capito che si può cercare una via per farla funzionare. Se si troverà un compromesso per renderla più simile alla vecchia nel veloce, sarà un guadagno continuo. Per ora restiamo con la vecchia, perché sia io che George la conosciamo bene e la macchina ci dà più fiducia”.
Voglia di ricominciare
“Dopo Budapest non volevo andare in vacanza. Volevo fare un’altra gara per finire meglio. Però devo dire che tre settimane sono state utili per staccare un po’ e schiarirmi le idee. Arrivo in questo weekend con obiettivi più chiari. Già l’ultima settimana di vacanza iniziavo a scalpitare: sono andato sui kart, poi con la macchina radiocomandata. Non riesco a staccare del tutto.
Come obiettivi c’è ritrovare costanza nei risultati e mettere insieme il weekend. A Budapest era iniziato bene, poi è successo quello che è successo. Voglio fare meno errori, mettere i giri tutti insieme. So che il potenziale c’è ed è alto: bisogna solo sfruttarlo, e i risultati arriveranno. Credo che la seconda parte di stagione sarà più calma anche fuori pista. Non ci sarà più la scuola: nella prima parte ha portato via tante energie. Ora posso concentrarmi solo sulle gare. Sarà bello tornare a Monza, anche se non iniziò nel migliore dei modi, ma è dove tutto ebbe inizio”.
Uno sguardo al 2026
Si parla tanto del prossimo anno e dei rischi che il nuovo regolamento possa creare dei problemi con la nuova gestione della componente ibrida. Ecco le prime impressioni del pilota italiano, sulla base dei primi test al simulatore.
“Le macchine 2026 sono molto diverse. Le ho guidate un paio di volte al sim. A livello di telaio sono belle da guidare, c’è meno carico nelle curve veloci ma sono più veloci nelle lente perché sono più piccole, leggere, con fondo piatto e più staccate da terra. La PU è il punto interrogativo: non ho ancora provato la versione ufficiale, ma lì l’input del pilota farà tanta differenza, soprattutto nella gestione della batteria. Sarà un nuovo modo di guidare, ci sarà tanto da imparare”.
Immagine di copertina: Media Mercedes
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