F1 | GP Monaco 2022: il giallo della riga di uscita box, perché i risultati di Red Bull sono legittimi

A quasi 72 ore dalla bandiera a scacchi di uno dei tre gioielli della Tripla Corona, persiste la fiamma della polemica per quanto concerne il risultato finale della corsa.

Non è stato un Gran Premio di Monaco semplice sotto qualsiasi punto di vista, a cominciare dalle difficile condizioni meteorologiche figlie di un cielo lattiginoso (che sembravano richiamare l’incubo della farsa di Spa-Francorchamps), passando per i problemi elettrici sul rettilineo del traguardo sino alla “linea-gate” su cui verte questo articolo. Nonostante siano passati giorni, ci si interroga ancora sulla validità del risultato a causa di un pubblico, comprensivo della maggior parte degli addetti ai lavori, ancora particolarmente scottato dalle lingue di fuoco che hanno incendiato il finale della passata stagione e che hanno bruciato, nonostante fosse stato scagionato, il ruolo di Michael Masi all’interno dell’organigramma della Federazione, seppur in attesa di ricollocamento.

E se la stessa FIA era poi intervenuta per fare il punto della situazione eliminando qualsiasi dubbio dal Regolamento Sportivo (la sostituzione della parola “any” con “all” nel computo della procedura di sdoppiaggio) e sostituendo l’australiano con la doppia soluzione Eduardo Freitas (incaricato di dirigere il GP di Monaco, nd) e Niels Wittich in alternanza, sono riapparsi i punti interrogativi sul voto finale del compito svolto dalla Direzione di gara, questa volta in merito alla protesta depositata da Scuderia Ferrari contro il posizionamento finale delle due Red Bull nel Principato, specialmente quella del Campione del mondo in carica Max Verstappen.

Gli episodi e la loro analisi: cosa è successo e cosa dice il regolamento

Nel valzer dei pit stop che ha coinvolto numerosi piloti nel passaggio da gomma intermedia a slick, i due alfieri della Red Bull non sono stati da meno, optando per un set di pneumatici duri nel corso del 22° passaggio. Uscendo dalla fast lane, gli uomini di Christian Horner sono incappati in un inciampo dovuto a un sovrasterzo reciproco causato, probabilmente, sia dalla gomma fredda, sia dall’asfalto umido in quel tassello di pista. Il risultato è stato un’esibizione di controsterzo per Perez e Verstappen, che li ha portati però a toccare, se non apparentemente a tagliare, la riga gialla posta alla loro sinistra.

Le note del Direttore di gara imponevano ai piloti di mantenere la destra nella fase di uscita dai box, rispettando dunque il confine di delimitazione. È doveroso specificare, così com’è stato fatto nel sopracitato documento, che tale paragrafo sia in accordo con quanto stabilito dal Capitolo 4 (Sezione 5, punto C) dell’Appendice L dell’International Sporting Code il quale aggiunge il divieto di tagliare la linea, anche se una forza di causa maggiore può essere presa in considerazione per depenalizzare la violazione. Da sottolineare, comunque, l’assenza singolare ma irrilevante di questa specifica interdizione dallo scritto di Freitas, soprattutto se presente negli scorsi tre Gran Premi.

La giustificazione più logica per una mancata sanzione sarebbe stata una causa di forza maggiore: pneumatici dal battistrada liscio su pista ancora scivolosa avrebbero potuto salvare gli alfieri di Milton Keynes? No, essendo stata questa una condizione affrontata dall’intera griglia di partenza e, dunque, etichettabile come errore di guida e potenzialmente sanzionabile.

La protesta Ferrari e l’episodio del Gran Premio di Turchia del 2020

Nel post gara si è giocata la seconda partita del fine settimana del Principato, ossia quella che si sarebbe poi disputata tra Ferrari e Red Bull dinanzi al collegio dei commissari. Le parole del Team Principal di Maranello Mattia Binotto sono state inequivocabili (qui l’intervista completa rilasciata all’emittente televisiva nazionale Sky): “L’International Sporting Code parla di ‘crossing the line’ (tagliare la linea, ndr), si vede Max sulla linea e secondo me anche Sergio, magari non l’ha completamente attraversata; le note del Direttore di gara, che comunque come squadra siamo costretti a seguire, parla di restare a destra della linea. Questo era un chiarimento avvenuto in Turchia nel 2020 per evitare discussioni sul taglio o meno della linea e loro sulla destra non ci sono stati perché sono andati sopra.”

Il caso della corsa svolta in territorio ottomano nell’anno dello scoppio della pandemia riguarda, ancora una volta, Max Verstappen, reo di aver attraversato la linea una volta uscito dal box dopo la sua prima sosta, quella che l’ha portato a svestire le gomme da bagnato in favore delle coperture intermedie.

La scelta di non penalizzare l’olandese in assenza di prove che evidenziassero il taglio ha dunque scaturito il dialogo citato dall’ingegnere del Cavallino, portando a delle modifiche all’interno delle note del Direttore di gara per quanto concerne il rientro in pista dalla sosta ai box. Va comunque sottolineato che il Capitolo 4 (Sezione 5) dell’Appendice L dell’International Sporting Code non presentasse modifiche significative nel’ambito di questa procedura rispetto alla versione attuale.

Nel 2021, il Codice Sportivo ha subito dei cambiamenti, ma il significato del Capitolo 4 (Sezione 5) dell’Appendice L è rimasto pressoché invariato ed è la versione tutt’ora in vigore e mostrata antecedentemente.

Utilizzando come argomentazione principali gli eventi occorsi due anni fa nel rientrante GP turco, Scuderia Ferrari ha poi depositato ufficialmente la protesta contro gli austriaci.

L’esempio di Tsunoda e il precedente di Stroll

In sede di collegio dei commissari la storica struttura nostrana ha, innanzitutto, imputato una seconda violazione, ossia l’articolo 16.1 del Regolamento Sportivo, in merito alla presenza di una circolare (il cui contenuto è a noi ignoto) distribuita prima dell’evento. Successivamente, per esporre la propria posizione circa la protesta, è stato menzionata la penalità di 5 secondi (10 totali dato che il pilota ha commesso due volte la stessa infrazione, ndr) inflitta a Yuki Tsunoda nel corso del Gran Premio d’Austria del 2021 anche se, nel caso del giapponese, non si trattava del taglio in uscita dai box, ma in ingresso.

A contrapporsi alle penalità dell’uomo di AlphaTauri c’è un precedente di Lance Stroll nello stesso teatro delle controversie della domenica da poco passata. Il canadese non ha tagliato alcuna linea, ma bensì toccata, non ricevendo punizioni. D’altronde quel capitolo specifico dell’Appendice L del Codice è sempre stato chiaro: non bisogna andare oltre la delimitazione.

La conclusione dei commissari

Tra note del Direttore di gara e International Sporting Code, aveva aggiunto Binotto, sono presenti incongruenze e ciò è stato rimarcato ulteriormente davanti agli stewards. Per il nativo di Losanna, calpestare quel margine aveva portato le vetture alla sinistra di esso, quando le indicazioni di Freitas imponevano il mantenimento della posizione nel lato opposto; il contrasto con l’ISC viene risaltato dalla possibilità data dal documento di toccare il tratto.

Il verdetto dei giudici non ha coinvolto Perez, dato che la stessa Ferrari ha ammesso di non aver raccolto sufficienti prove per testimoniare contro il messicano. D’altro canto, le evidenze per portare avanti la “casus belli” contro Verstappen c’erano.

La difesa di Red Bull è stata, al contrario, concisa, portando alla luce la mancata violazione del Codice e la posizione della vettura #1 rispetto alla riga, ossia a destra.

Quello che ha aggiunto poi Freitas è stato che l’Articolo 5 dell’Appendice L del Code ha subito cambiamenti rispetto alla versione 2021 e che le note sono una copia carbone di quelle dell’edizione dell’anno precedente del Gran Premio svolto tra le storiche strade del Principato di Monte Carlo.

La versione della scuderia austriaca è stata poi sposata anche dai rappresentanti di Maranello: è vero che Verstappen aveva parte delle ruote posteriori e anteriori sinistre nell’altra sponda della delimitazione, ma le stesse gomme erano rimaste su di essa senza sfociare completamente sull’asfalto.

Gli stewards, infine, hanno specificato come sia assolutamente impossibile che le note e l’ISC siano in contraddizione tra loro e che tutti gli ufficiali di gara, come stabilito dall’Articolo 2.1 del Regolamento Sportivo, debbano sottostare al Codice e al suddetto Regolamento. Quindi, il Campione del mondo non ha violato alcun punto del rulebook: la sua mancata infrazione dell’International Sporting Code è più importante di qualsiasi interpretazione delle note.

Red Bull e le gomme non fissate a 5 minuti dal via: perché non sono stati penalizzate?

Un altro dubbio sollevato da Binotto concerne il mancato ancoraggio degli pneumatici sulle vetture di Milton Keynes all’esposizione del cartello dei 5 minuti dall’inizio del giro di formazione. Tale episodio, a livello temporale, fa riferimento alla partenza originale della corsa.

L’Articolo 44.4 del Regolamento Sportivo rimanda a una sanzione nel caso in cui, all’esposizione del segnale, uno dei seguenti punti non venisse rispettato:

  • Gomme fissate;
  • Termocoperte scollegate da qualsiasi alimentazione;
  • Personale delle squadre e relativi carrelli devono iniziare a lasciare la griglia

Davanti all’effettiva violazione della regola, è comunque mancata una punizione in quanto la procedura di partenza è stata rinviata e, quindi, non concretizzata all’orario prestabilito, permettendo il movimento della lancetta dell’orologio di altri 10 minuti ulteriori prima del semaforo verde.

Immagini: www.fia.com

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