F1 | GP Italia 2022: la Safety Car e il recupero della McLaren di Ricciardo, una fonte anonima ci svela i retroscena [Esclusivo]

Alessandro Secchi - 13 Settembre 2022 - 20:59

La nostra analisi sugli ultimi giri di Safety Car nel GP Italia 2022 si impreziosisce con alcune informazioni e precisazioni ricevute nella giornata odierna

Dopo l’analisi di oggi, nella quale abbiamo raccontato quanto successo negli ultimi giri del GP Italia 2022, siamo stati contattati da una fonte, che manteniamo anonima, la quale ci ha svelato alcuni retroscena e spiegazioni sulla procedura di recupero della McLaren di Daniel Ricciardo che hanno portato, alla fine, alla chiusura della gara di Monza in regime di Safety Car.

Si tratta di informazioni che possiamo considerare a supporto dell’analisi odierna (“Grazie per aver fatto chiarezza su determinate cose, ci vuole qualcuno che lo faccia”, esordisce la nostra fonte) e che riportiamo a completamento del lavoro pubblicato oggi.

Il ritardo con la chiamata della Safety Car (trascorre un minuto dall’esposizione delle bandiere gialle) è dovuto al fatto che la Direzione Gara era incerta sulla strada da prendere tra Virtual e Safety Car, optando poi per la seconda. Proprio a questo proposito, la nostra fonte ha ricordato che gli attuali direttori di gara Wittich e Freitas provengono dal mondo GT, nel quale vengono solitamente preferite le Full Course Yellow per imporre alle auto un limite di velocità al posto della Safety, durante la quale spesso alcuni piloti corrono comunque troppo forte per raggiungere il gruppo non essendoci un delta time da rispettare come in F1.

Una precisazione che abbiamo ricevuto è che i commissari, ai quali è stato dato ordine di avvicinarsi alla macchina di Ricciardo con la Safety Car già operativa, hanno segnalato immediatamente che la McLaren era bloccata anche visto il fumo proveniente dall’airbox. Dalla Direzione Gara, restia a credere che la macchina non andasse in folle, è arrivata invece l’indicazione di continuare a provare, in modo tale da poter semplicemente spingere a mani la vettura nella zona di sicurezza per risparmiare tempo e poter rimuovere la Safety Car.

Una precisazione che dobbiamo riportare è che le monoposto possono essere messe in folle anche dal volante (il quale prevede un tasto “N” esattamente come sulla scocca), fino a quando non vengono completamente spente tramite uno switch presente in abitacolo. In questo ci scusiamo se, dall’articolo di analisi, il commissario impegnato a mettere in folle la McLaren può risultare incerto nel da farsi in quei frangenti. Teniamo a precisare anche che i commissari vengono istruiti con immagini e documenti relativi alle monoposto e alle azioni da intraprendere in varie casistiche.

gp italia

Questo onboard dell’Aston Martin di Sebastian Vettel ci è utile per la prossima indicazione (apriamo parentesi, per spostare la monoposto del tedesco sono serviti i guanti antistatici poiché rimasta “not safe” fino all’arrivo di un meccanico Aston Martin).

L’area nella quale è stata portata la McLaren di Ricciardo non è una di quelle preposte al recupero delle monoposto, segnalate invece con una pittura arancione (si nota sulla destra dell’immagine) proprio all’imbocco dell’apertura del guardrail. Si tratta, invece, di un’apertura di servizio, utile ad esempio ai mezzi di soccorso medico in caso di incidente. E dove, solitamente, la gru non è presente.

A proposito di gru. Quella “ufficiale” era posizionata alla Lesmo 2 ma, per arrivare al punto dove si era fermata la McLaren, avrebbe dovuto attraversare letteralmente la carreggiata, prendere in carico la vettura e fare inversione ad U per tornare alla sua postazione. Una situazione simile si era verificata in Porsche Supercup con una vettura uscita di pista e girata in contromano rispetto al senso di marcia. Ma, essendo le vetture raggruppate e ben più lente delle F1, è stato possibile far attraversare la pista alla gru senza rischi per i piloti.

Considerato che le monoposto in pista durante il GP non erano compattate ma divise in due tronconi, come abbiamo visto nell’analisi, sarebbe stato ancor più pericoloso procedere in questo senso; pertanto si è deciso di utilizzare la gru più arretrata, non prevista, sebbene abbia dovuto percorrere alcune decine di metri in retromarcia. In ogni caso, dal momento in cui i commissari sono usciti, in pista e sui pannelli luminosi è stata esposta la doppia bandiera gialla.

Relativamente alla bandiera rossa, “viene inserita in pista nei momenti in cui c’è un incidente che ha causato un’alterazione della sicurezza delle barriere” con queste, quindi, che necessitano il loro ripristino, o quando è necessario lasciare spazio a team medici o di estrazione dei un pilota grave. In questo caso, come ha ricordato anche la Direzione Gara, non era necessaria la sospensione della gara.

Ringraziando la nostra fonte per le informazioni speriamo, con queste precisazioni, di aver chiarito ancora di più il caso di Monza.

Immagini: F1