F1 | GP Giappone 2026, il punto della gara di Suzuka

Di: Alessandro Secchi
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Pubblicato il 29 Marzo 2026 - 19:15
Tempo di lettura: 5 minuti
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F1 | GP Giappone 2026, il punto della gara di Suzuka

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Il recap di quanto successo su una delle piste migliori del mondiale, tra nuovi record e ancora qualche polemica

Il terzo Gran Premio della stagione di F1, quello del Giappone a Suzuka, ci consegna un pilota italiano in testa al Mondiale Piloti. Kimi Antonelli, infatti, dopo aver conquistato la sua prima vittoria in carriera nel Gran Premio di Cina, si è ripetuto anche in Giappone: vincendo nettamente, soprattutto nella seconda parte di gara, una corsa condizionata da una Safety Car che, in realtà, lo ha anche aiutato dopo una partenza non brillante. Antonelli è stato straordinario nel secondo stint, dalla ripartenza in poi, con un passo inavvicinabile per tutti gli inseguitori.

Dopo ben 21 anni, un italiano torna così a guidare il campionato e lo fa con il pilota più giovane della storia a guidare il gruppo. La curiosità è che, dopo aver scalzato Giancarlo Fisichella come ultimo italiano ad aver conquistato una pole position (Spa 2009) e una vittoria (Sepang 2006), Antonelli succede al romano anche come leader del Mondiale. Fisichella, infatti, aveva guidato la classifica dopo la vittoria nel primo Gran Premio del 2005 in Australia. Corsi e ricorsi storici che ci restituiscono un Antonelli molto più consapevole dopo quanto fatto a Shanghai e davvero impressionante nella seconda metà della gara.

Meno convincente, invece, George Russell, che probabilmente dopo la prima gara di Melbourne si aspettava una situazione più gestibile nei confronti del compagno di squadra. L’inglese ha chiuso quarto, ma con maggiori difficoltà rispetto ad Antonelli. Va anche detto, ad onor di cronaca, che è stato sfortunato in occasione della Safety Car causata dall’incidente di Oliver Bearman, perché aveva appena effettuato il pit stop poco prima dell’ingresso della vettura di sicurezza, rimanendo penalizzato dalla tempistica. Nonostante questo, con una monoposto competitiva, non è riuscito a inserirsi nella lotta per il podio, chiudendo alle spalle di Oscar Piastri e Charles Leclerc.

Proprio l’australiano è stato protagonista di una prestazione molto interessante, che mostra i primi progressi della McLaren. Dopo un avvio difficile in Australia e il mancato via in Cina, con entrambe le vetture ferme, il team di Woking ha mostrato segnali incoraggianti. La seconda posizione di Piastri è sorprendente visto l’avvio di campionato, con l’australiano che ha anche guidato la gara nei primi giri. Lando Norris ha chiuso quinto, leggermente più in difficoltà rispetto al compagno, ma resta importante sottolineare un aspetto: McLaren è l’unico top team che, al momento, utilizza ancora la stessa monoposto dei test pre-stagionali, senza aggiornamenti significativi. Il lavoro si è concentrato soprattutto sull’affidabilità della Power Unit Mercedes. Proprio per questo, in vista di Miami, il team potrebbe diventare una seria minaccia sia per Ferrari che, chi lo sa, anche per Mercedes.

Ottimo anche il terzo posto di Charles Leclerc con la Ferrari, autore di una gara ricca di sorpassi che hanno restituito agli spettatori il vero spirito della F1 in un periodo non esaltante. Il monegasco si è reso protagonista di manovre di alto livello, in particolare su George Russell e sul compagno di squadra Lewis Hamilton, conquistando un podio importante che mostra, ancora una volta, tutta la sua tenacia. Ferrari, tuttavia, ha ancora del lavoro da fare per poter ambire con continuità alla vittoria, mostrandosi a Suzuka come terza forza. Lewis Hamilton ha chiuso sesto, con una seconda parte di gara in difficoltà, nonostante fosse stato favorito dall’ingresso della Safety Car. Un risultato che pesa sul bilancio del weekend del sette volte campione del mondo, meno convincente rispetto a quanto visto in Cina. Sarà interessante capire, a partire da Miami, quale sarà il vero livello dell’Hamilton 2026.

Settimo posto per un ottimo Pierre Gasly che, con l’Alpine, ha dovuto difendersi nella seconda metà di gara dagli attacchi di Max Verstappen. Il francese è riuscito a tenere dietro il quattro volte campione del mondo anche grazie alla Power Unit Mercedes, che gli garantiva una migliore trazione e quindi la possibilità di guadagnare metri preziosi in uscita di curva. Verstappen era riuscito anche a superarlo all’ultima chicane, ma nel gioco delle batterie è stato immediatamente ripassato sul rettilineo del traguardo, in una scena curiosa che ha visto l’olandese salutare ironicamente Gasly mentre veniva superato.

Red Bull continua a faticare: l’olandese ha chiuso ottavo, dopo essere partito undicesimo, escluso dal Q2, mentre il compagno di squadra Isack Hadjar ha terminato dodicesimo, accusando un distacco significativo di 24 secondi dal caposquadra. Il team dovrà capire quale configurazione della RB22 sia più efficace, tra quella aggiornata utilizzata da Verstappen e quella precedente portata in pista da Hadjar, sembrata più efficiente in qualifica.

A chiudere la top 10 troviamo Esteban Ocon con la Haas superstite, al termine di una gara segnata anche dall’incidente che ha acceso molte polemiche. Il contatto ha coinvolto il compagno di squadra del francese, Ollie Bearman e Franco Colapinto: in ingresso alla curva Spoon, Bearman è arrivato alle spalle dell’argentino con una differenza di velocità di circa 50 km/h. Colapinto non si è accorto dell’arrivo della vettura dietro, anche a causa della traiettoria scelta — comunque utilizzata spesso in quel punto della pista — e Bearman si è trovato senza spazio, finendo sull’erba e poi contro le barriere. Fortunatamente è uscito dalla vettura sulle proprie gambe, senza fratture.

Il tema delle differenze di velocità tra monoposto, legato a questo regolamento, è stato sollevato più volte dai piloti e rappresenta un rischio concreto. L’episodio di oggi ne è una dimostrazione evidente. La FIA ha già fatto sapere che nel mese di aprile, privo di gare, analizzerà tutti i dati per valutare eventuali interventi. È però evidente che serva agire rapidamente per ridurre i rischi di situazioni simili, come sottolineato anche da Carlos Sainz. Lo spagnolo ha sottolineato che Suzuka ha offerto vie di fuga adeguate, ma in circuiti cittadini veloci come Baku o Las Vegas le conseguenze potrebbero essere ben più gravi.

Per il resto, la gara ha registrato un solo ritiro, quello di Lance Stroll, mentre Fernando Alonso è riuscito a concludere la corsa con la seconda Aston Martin. Dal punto di vista dell’affidabilità si sono visti meno problemi rispetto alla Cina. Ora c’è un mese intero a disposizione di team, FIA e Formula 1 per analizzare cosa ha funzionato — poco — e cosa invece no — molto — in queste prime tre gare della stagione. Vedremo quali decisioni verranno prese nelle prossime settimane, con la speranza di arrivare a Miami con una F1 più in linea con la sua tradizione ma senza stravolgere i valori in pista. Sarebbe l’ennesima contraddizione in una stagione già molto discussa e segnata da un regolamento che, al momento, convince davvero poco.

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