Stessa manovra, sanzioni opposte. Possibile essere ancora a questo punto?
È sempre curioso vedere come, a distanza di pochi anni, situazioni simili vengano valutate in maniera opposta, semplicemente sulla base dei protagonisti coinvolti. Quello che è successo nel primo giro del Gran Premio di Città del Messico tra Charles Leclerc e Lewis Hamilton ha aperto un vaso di Pandora enorme: specialmente per le accuse di Lewis, durante e dopo la gara, nei confronti del compagno, reo di avergli impedito di conquistare la vittoria. Almeno, questa è la teoria del sette volte iridato. Eppure basterebbe tornare indietro di un paio d’anni per ricordarci che cosa è successo nella stessa curva, non tra compagni di squadra, ma tra Max Verstappen e Lando Norris, che al tempo si stavano giocando il Mondiale. È bene ricordare l’episodio del 2024 perché i giudizi sono stati esattamente opposti a quelli che stiamo vedendo dopo la gara di ieri.


Le dinamiche sono praticamente identiche: un pilota, in questo caso Leclerc e due anni fa Norris, tenta di passare all’esterno, arriva con il muso davanti alla corda e viene poi accompagnato fuori dal compagno di squadra / avversario. Fa sorridere pensare al giudizio dei commissari, perché due anni fa Max Verstappen fu penalizzato con dieci secondi per quella manovra, pur essendo rimasto nei limiti della pista al contrario dell’inglese.

Come abbiamo potuto vedere ieri, invece, Hamilton nel tentativo di difendere la posizione è uscito a sua volta ben oltre la riga bianca, andando in difficoltà e finendo per essere superato da Verstappen. In questo modo, Leclerc non ha potuto restituire la posizione, finendo per prendere penalità di cinque secondi e, di fatto, perdere la prima posizione ai box dall’olandese.
Questa volta le colpe sono state addossate completamente a chi ha provato il sorpasso mentre chi difendeva, ieri era nella posizione di Verstappen di due anni fa, è passato indenne dalla manovra. A questo punto la domanda naturale: è giusto quello che è stato deciso ieri o è giusto quello che è stato deciso due anni fa? Perché, come al solito, c’è in ballo un discorso di coerenza che spesso e volentieri in F1 viene ribaltato sulla base degli eventi.
È giusto ricordare anche che Verstappen, due anni fa, per quella manovra (arrivata dopo Austin) fu criticato aspramente da tutti, con richieste di sanzioni ben peggiori arrivate un po’ da tutte le parti. Ieri è successa la stessa cosa, ma la colpa è stata ribaltata su chi stava superando. C’è anche da chiedersi come possa, Hamilton, sostenere via radio di essere stato messo fuori dal compagno di squadra quando era lui all’interno…
Avevamo criticato Verstappen per quella manovra e per quella avvenuta subito dopo, con la spinta a Norris che gli era costata altri dieci secondi di penalità. Per coerenza, ci si doveva aspettare questa volta che anche Hamilton fosse penalizzato per aver spinto fuori Leclerc, perché non si possono valutare due episodi identici in maniera diversa. Almeno, in un mondo ideale…
Le alternative sono quindi due: o Hamilton si sta lamentando trovandosi completamente nel torto, oppure due anni fa la sanzione è stata assegnata solo perché si trattata di Verstappen. Lasciamo a voi ogni giudizio…
Immagine di copertina: Media F1
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