F1 | GP Città del Messico 2021, analisi partenza: Bottas è il capro espiatorio del capolavoro di Verstappen

La partenza del GP Città del Messico ha suscitato critiche aspre da parte di molti nei confronti di Valtteri Bottas, ma le immagini sollevano il finlandese dalla maggior parte delle colpe

La partenza del GP Città del Messico potrebbe essere uno degli eventi determinanti del campionato, grazie allo spunto con il quale Max Verstappen ha superato all’esterno in frenata le due Mercedes di Valtteri Bottas e Lewis Hamilton, partite rispettivamente in pole ed in seconda posizione, per poi andare a comandare la gara per tutta la sua durata.

Sin dal via il finlandese, scattato dalla prima posizione, è stato ampiamente criticato ed accusato di non aver sufficientemente aiutato il compagno di squadra a difendersi dalla manovra di Max Verstappen. L’analisi approfondita della partenza, però, mette in mostra come in realtà Bottas non potesse fare molto più in questa situazione per come la sequenza del via si è sviluppata metro dopo metro.

Ecco quindi l’analisi del via fino a curva 1 ripresa da quattro inquadrature. Quella esterna (in alto a sinistra), quella del cameracar di Verstappen (in alto a destra), quella del cameracar di Bottas (in basso a sinistra) e, infine, quella del cameracar di Hamiton (in basso a destra).

Start

Al via Valtteri Bottas e Max Verstappen hanno uno scatto simile. La Mercedes del finlandese sul primissimo spunto sembra partire meglio ma poi perde leggermente terreno dalla Red Bull, con l’olandese che si porta subito in scia della W12 del poleman.

gp città del messico
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Meglio di loro, però, fa Lewis Hamilton. Nonostante si trovi sul lato sporco della pista, il campione in carica ha un avvio migliore rispetto al compagno di squadra e all’olandese. Questo è un fattore determinante in tutto quello che succede da qui in poi.

La scia non funziona

Bottas, infatti, dopo aver scaricato le prime marce dal lato pulito, si sposta verso destra per tirare la scia al compagno.

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Sebbene il casco del finlandese sia poco visibile, si capisce che in questo momento Valtteri sta cercando Lewis nello specchietto di destra ma probabilmente, visto lo spazio tra sé e la Mercedes gemella (lo si nota dal camera car di Verstappen) non lo vede. A questo punto il finlandese, non “trovando” Lewis, si sposta ancora verso destra.

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In questo momento il finlandese si accorge di un Lewis già parzialmente affiancato e che non può, quindi, riaccodarsi. Il finlandese raddrizza leggermente la traiettoria.

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Da qui in poi l’assist per Verstappen è praticamente già servito soprattutto nei confronti di Hamilton, che non ha alcuna scia da poter sfruttare.

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Mentre Verstappen si avvicina alle due Mercedes, i due sembrano curarsi in realtà tra di loro. Bottas, in tutta la sequenza, non guarderà mai lo specchietto di sinistra. Nel fotogramma qui sopra, i due compagni di squadra si stanno guardando a vicenda: Bottas controlla Hamilton dallo specchietto, Lewis è girato verso la monoposto gemella.

Altro dettaglio: fino ad ora non c’è alcuna chiusura da parte di Bottas nei confronti del compagno. Tanto che, come la telecamera esterna e il camera car di Hamilton mostrano, l’inglese si trova alla sinistra della linea di uscita dalla pitlane. Proseguiamo.

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Max attacca

Mentre Verstappen è ormai prossimo al diffusore della Mercedes #77, Bottas e Hamilton si stanno ancora controllando. Dopo essersi allontanato per qualche decimo dalla monoposto gemella, il finlandese muove leggermente verso destra il volante, forse per ritrovare Lewis nello specchietto. È proprio in questo momento che l’olandese, più veloce di entrambi, trova terreno fertile per scartare verso sinistra in uno spazio che si apre precisamente per lui, anche grazie alla sede stradale che si sposta leggermente verso sinistra proprio in quel punto.

Nei prossimi quattro fotogrammi si vede l’avvicinamento finale e lo scarto di Max verso sinistra, mentre Valtteri e Lewis sono “occupati” a guardarsi tra loro, incuranti della Red Bull alle spalle.

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500 Metri

Siamo a 500 metri dalla prima curva. A questo punto l’inquadratura esterna cambia e diventa frontale.

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Si nota l’enorme spazio che Hamilton ha a disposizione attorno a sè (sulla sinistra dello schermata), mentre Bottas e Verstappen sono prossimi al margine sinistro della pista (a destra nel fotogramma) con l’olandese che si trova quasi a metà macchina rispetto alla Mercedes. Da qui in poi, la Red Bull perderà gran parte dell’effetto scia.

400 Metri

Ai 400 metri la Red Bull è oltre la metà macchina rispetto alla Mercedes di Bottas ma sia lui che Hamilton sono ancora intenti a guardarsi tra di loro.

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L’inglese, negli ultimi 100 metri, si è spostato verso sinistra, tanto che ora le tre monoposto sono equidistanti l’una dall’altra. Andiamo avanti.

300 Metri

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Le due Mercedes si distanziano leggermente tra loro, con Verstappen che si presenta nel camera car di Bottas con la paratia destra dell’ala anteriore. Il finlandese sta ancora guardando verso destra ma, contemporaneamente, la sua linea stringe la Red Bull verso bordo pista. Per quanto riguarda Verstappen, questo è il punto di massimo affiancamento dopo aver perso l’effetto scia. Da qui in poi la Mercedes #77 allungherà di qualche decina di centimetri.

200 Metri

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Al cartello dei 200 metri l’ala Red Bull non è più visibile nell’inquadratura della Mercedes di Bottas e il finlandese è ancora in controllo del compagno di squadra, che ormai lo ha quasi affiancato.

150 Metri

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Ai 150 metri abbiamo un’altra inquadratura esterna, dall’alto, dalla quale si vedono le Mercedes ormai affiancate e la Red Bull di Verstappen leggermente dietro rispetto alla W12 di Bottas. Dal cameracar della Red Bull si nota, rispetto ai 300 metri (due immagini più sopra) come Valtteri abbia guadagnato qualche decina di centimetri sull’olandese.

La frenata

Arriviamo ora al punto nel quale Verstappen rischia il sorpasso all’esterno su entrambe le monoposto campioni in carica. Iniziamo col dire che Verstappen sta percorrendo la traiettoria ideale e pulita della pista. Può permettersi, quindi, di andare un po’ più lungo rispetto alle Mercedes. Ma quanto?

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Bottas inizia a frenare 5 frame dopo il passaggio dei 150 metri, quando si trova a 308km/h come da GPS. Come riferimento, oltre ai frame del video, abbiamo tenuto conto anche dei “quadrati” colorati del cordolo, che sono 21 tra i 150 e i 100 metri. Il finlandese ne passa poco più di 5, il che porta ad una distanza di quasi 12 metri dal cartello dei 150. Considerate eventuali tolleranze ed imprecisioni, possiamo ipotizzare che la frenata del finlandese arrivi quindi attorno ai 138 metri.

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Sempre nel parallelo GPS Hamilton frena nello stesso identico momento, quindi parliamo più o meno della stessa distanza dalla curva rispetto al compagno di squadra. Passiamo ora a Verstappen.

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Non potendo vedere il rallentamento dell’olandese dall’onboard dei due avversari, ci affidiamo al GPS, nel quale Max risulta frenare 6 frame dopo Bottas, 11 “quadrati” colorati dopo il cartello dei 150 metri. Il dato indica quindi che la Red Bull abbia iniziato a frenare ai 120 metri, quando la Mercedes di Bottas era già scesa sotto i 300 all’ora.

100 Metri

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Ai 100 metri i 20 di frenata ritardata di Verstappen si fanno sentire con l’olandese che sfila entrambe le Mercedes all’esterno in fase di rallentamento. Hamilton allunga leggermente la sua frenata per passare Bottas all’interno; il quale, quindi, si vede sfilato da entrambe le monoposto.

75 Metri

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In 25 metri Verstappen sfila definitivamente entrambe le Mercedes, passando dall’essere ancora parzialmente affiancato a quella di Bottas a davanti ad entrambe. La manovra dell’olandese è tutto tranne che scontata nella sua riuscita, perché sebbene in favore di traiettoria ideale bisogna tenere conto del serbatoio pieno. Osservando gli ultimi due screen si nota come sia molta meno la distanza che Hamilton guadagna su Bottas rispetto a quella che Verstappen guadagna su entrambi.

50 Metri

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Il sorpasso da parte dell’olandese è ormai compiuto, mentre Hamilton ha il muso davanti rispetto al compagno che deve necessariamente lasciar sfilare la monoposto gemella.

Ingresso curva

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L’azzardo di Verstappen è tirato. L’olandese gira largo in ingresso curva sollevando anche dello sporco, mentre Hamilton ha un’entrata più pulita. Bottas, per lasciare sfilare Lewis, si è reso vulnerabile a Ricciardo che (immagine in alto a sinistra) ha bloccato l’anteriore e tra poco colpirà la Mercedes #77.

Max largo ma tiene, Bottas si gira

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Verstappen riesce a tenere dentro la sua Red Bull per metà, con Hamilton alle spalle. Bottas, colpito da Ricciardo, controsterza ma senza riuscire a fermare il posteriore della Mercedes, che finirà in testacoda mentre le altre monoposto sopraggiungono. Il successivo contatto tra Ocon, Tsunoda e Schumacher, con il ritiro di questi ultimi due, porta l’ingresso della Safety Car, dopo la quale Verstappen si involerà verso la vittoria.

Il video completo

Considerazioni

Sono diverse le considerazioni che possono essere fatte su quanto successo nei primi secondi del Gran Premio di Città del Messico.

Partiamo da Valtteri Bottas, l’oggetto del contendere e delle critiche maggiori in questa sequenza. Le immagini mostrano chiaramente come il finlandese si preoccupi, dopo il via, esclusivamente della posizione di Hamilton senza mai guardare verso la sua sinistra. Dopo lo scatto iniziale Valtteri si sposta a destra e, quando dallo specchietto scorge Lewis ormai già affiancato, non può fare altro che restare in posizione centrale non potendo più offrire la propria scia. È proprio in questo frangente che, nel frattempo, Verstappen ha già capito cosa fare senza esitazione buttandosi sulla sinistra. Una volta che i tre sono affiancati Bottas non può che lasciare spazio al compagno all’ingresso di curva 1, con la Red Bull che sfila a sinistra.

Dal punto di vista tecnico il finlandese ha uno scatto leggermente inferiore sia rispetto a Verstappen che rispetto a Hamilton ma, successivamente, si comporta correttamente. Non è vero che chiude Hamilton, come si è letto su diversi media e come le immagini certificano, così come non è vero che “ha lasciato la porta aperta” a Verstappen – inteso con una certa malizia improntata alla volontarietà – dato che, a conti fatti, Bottas si è accorto della presenza della Red Bull solo dopo il cartello dei 150 metri dalla prima frenata.

Passiamo a Lewis Hamilton. Paradossalmente lo scatto migliore rispetto a Bottas e Verstappen gli è stato fatale. Raggiungendo subito la Mercedes del compagno ed affiancandosi Lewis ha perso la possibilità di prendere la scia e di arrivare più avanti alla frenata di curva 1. A posteriori è facile pensare che sarebbe stato più utile accodarsi, prendere slancio e passare di forza il compagno, ma non possiamo sapere quanto questo avrebbe inciso in termini di metri in più. Certo è che Lewis è quello che ci ha rimesso di più e che il Messico si conferma tappa dove partire in prima fila regala più grattacapi che altro.

Max Verstappen, invece, forse ora rivedrà il suo pensiero su Yuki Tsunoda dopo quanto successo sabato in qualifica. La partenza dal terzo posto è stata a conti fatti una mezza fortuna, ma la frenata con la quale l’olandese si è messo davanti alle due Mercedes è azione preziosa e simbolica della confidenza dell’olandese.

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Se torniamo al cartello dei 200 metri senza sapere cos’è successo dopo, questa istantanea lascia immaginare che i primi tre entreranno in curva 1 nell’ordine che vediamo da sinistra a destra, al massimo con la monoposto centrale che tira la staccata. Verstappen sarà stato certamente aiutato dal favore della traiettoria (lo ha ammesso anche lui), ma l’azzardo di staccare comunque 20 metri più avanti rispetto a Bottas e Hamilton, con serbatoio pieno, resta qualcosa di importante e difficile da portare a termine senza errori (l’olandese è andato leggermente largo in curva 1) indipendentemente dal vantaggio di posizione.

Mediaticamente parlando, Bottas è stato travolto dalle critiche per non aver chiuso, bloccato, ostacolato Verstappen. Come abbiamo visto dalle immagini, la sequenza iniziale ha dato lo spunto all’olandese per infilarsi e da lì in poi, anche se il finlandese si fosse avveduto della presenza della Red Bull alla sua sua sinistra, non avrebbe potuto fare niente – di corretto, si intende – per bloccare l’olandese. Vista la frenata di Verstappen, l’unico modo per fermarlo sarebbe stato quello di “non frenare” finendo per portare entrambi lunghi nella via di fuga.

Forse, però, questo è chiedere un po’ troppo ad un pilota che da due mesi non fa praticamente più parte di Mercedes e che, in questi anni, è stato usato in ogni modo per aiutare il compagno tra rallentamenti al limite dell’imbarazzo (come Sochi 2018), continui cambi di motore tattici e, come successo ieri, non uno ma due cambi gomme per rubare il punto del giro più veloce al leader della gara. Regola, questa, perfettamente in linea con la confusione che regna in F1 al giorno d’oggi.

Immagine: ANSA

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