F1 | GP Cina 2026, il punto della gara di Shanghai

Di: Alessandro Secchi
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Pubblicato il 15 Marzo 2026 - 16:30
Tempo di lettura: 5 minuti
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F1 | GP Cina 2026, il punto della gara di Shanghai

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Mercedes domina ancora, Ferrari insegue, Red Bull sprofonda e McLaren non parte proprio nella seconda gara della stagione

Il risultato del Gran Premio di Cina, con la vittoria di Kimi Antonelli davanti a George Russell e alle Ferrari di Lewis Hamilton e Charles Leclerc, certifica in parte quello che si è visto in questo inizio di stagione con la monoposto del team di Brackley. La vettura si è dimostrata, almeno dal punto di vista delle prestazioni pure, la migliore in pista.

Mercedes domina

Sul giro singolo, al momento, non c’è fondamentalmente nulla da fare per avvicinare il britannico e l’italiano. Per quanto riguarda invece il passo gara, quando le due monoposto d’argento si trovano con pista libera, il loro ritmo non è assolutamente avvicinabile dalle Ferrari. A Shanghai le due rosse sono riuscite a lottare per qualche giro con Russell, ma solo grazie alle dinamiche del nuovo regolamento che, tra overtake mode e deploy della batteria, permettono in qualche modo di restare vicini a chi precede.

Una volta che Russell si è liberato delle due Ferrari, è sostanzialmente sparito dai radar, anche se ormai era troppo tardi per recuperare il terreno perso su un ottimo Antonelli. È evidente che, in una situazione del genere, il campionato sembra già — dopo soltanto due gare — un affare riservato ai due piloti di Toto Wolff, che può dirsi assolutamente soddisfatto sia delle prime due doppiette stagionali sia della prima vittoria dell’italiano.

Ferrari prima inseguitrice

Ferrari, dal canto suo, può essere contenta di essere in questo momento la seconda forza conclamata del campionato, anche se a Maranello si vorrebbe ovviamente qualcosa di più. Considerati però i problemi degli altri top team, per la Scuderia c’è comunque motivo di essere soddisfatti.

Incredibile, invece, quanto accaduto alla McLaren, con entrambe le monoposto che non sono nemmeno riuscite a partire a causa di due differenti problemi di natura elettrica alla power unit, emersi ancora prima della partenza. Il team campione del mondo in carica sta vivendo un inizio di stagione davvero tremendo.

Oscar Piastri, infatti, non ha ancora completato un giro di gara: in Australia non era nemmeno riuscito a prendere il via e anche in Cina non è partito. Lando Norris, invece, sta vivendo la sua stagione da campione del mondo in carica con il freno tirato. La sensazione è che a Woking ci sia davvero tantissimo lavoro da fare per riuscire a recuperare terreno.

Per quanto riguarda Red Bull, le buone impressioni viste in Australia vacillano dopo quanto accaduto in Cina. Isack Hadjar ha chiuso ottavo dopo essersi girato nel corso del primo giro, mentre Max Verstappen è stato costretto al ritiro dopo 45 giri dei 56 previsti.

Una Red Bull che sembra già aver fatto un passo indietro rispetto a Melbourne: la vettura pecca di bilanciamento, di grip e, in generale, praticamente in tutte le aree. Non basta, in questo momento, nemmeno una power unit tutto sommato decente come quella vista nelle prime uscite — e peraltro completamente nuova — per riuscire a essere competitivi. Il ritiro di Verstappen, insieme a quello di altri protagonisti, ha dato il via a una classifica finale piuttosto diversa rispetto alle aspettative iniziali.

Il resto del gruppo

Spicca un incredibile Oliver Bearman, quinto con la Haas già prima del ritiro di Verstappen, che lo stava inseguendo — così come l’ottima prestazione di Pierre Gasly con l’Alpine, sesto davanti a Liam Lawson, allo stesso Hadjar e a Carlos Sainz, che ha sfruttato i ritiri davanti a sé per portare i primi punti stagionali alla Williams.

Un peccato invece quanto accaduto a Franco Colapinto, speronato da Esteban Ocon nel corso della gara. L’argentino poteva probabilmente ambire a un bottino di punti più consistente rispetto al singolo punto ottenuto con il decimo posto. Aprendo una parentesi, sono davvero beceri gli insulti che Ocon sta ricevendo sui social da parte di alcuni tifosi argentini per quell’incidente. È una situazione su cui qualcuno dovrebbe intervenire seriamente, perché onestamente non se ne può più di questo livello di odio online.

Da segnalare in negativo anche quanto accaduto ad Aston Martin, con entrambe le monoposto ritirate: Lance Stroll dopo nove giri e Fernando Alonso dopo 32. Il due volte campione del mondo è stato letteralmente distrutto dalle vibrazioni della sua AMR26 e a un certo punto è stato addirittura costretto a lasciare il volante in rettilineo per evitare conseguenze più serie alle mani.

Una situazione decisamente imbarazzante, per una squadra che sta vivendo un vero e proprio incubo rispetto alle aspettative di inizio stagione. Ora ci saranno due settimane di pausa prima del Gran Premio del Giappone e la speranza è che questo periodo possa servire almeno ad attenuare alcuni problemi.

Oltre alle due McLaren, non sono partite anche altre due monoposto: l’Audi di Gabriel Bortoleto e la Williams di Alexander Albon, per un totale di quattro vetture che non si sono presentate sulla griglia di partenza in questo Gran Premio.

Sorpassi e controsorpassi, ancora non ci siamo

Dal punto di vista del regolamento, anche in Cina si sono viste dinamiche di gara che rendono difficile definire certi sorpassi come tali. Nella lotta a tre tra Russell, Hamilton e Leclerc si è potuto osservare chiaramente — e i dati lo confermano — come in alcuni momenti ci possano essere differenze di velocità sul rettilineo superiori ai 30–35 km/h.

Questo porta di fatto più a scambi di posizione che a veri e propri sorpassi basati su coraggio e intuito del pilota. La pista della Cina, tra l’altro, è stata indicata come una delle più semplici dal punto di vista della gestione dell’energia. Per questo, come già si diceva a Melbourne, sarà interessante capire cosa potrà accadere su circuiti decisamente più impegnativi per il recupero e il deploy della potenza elettrica.

Se, da un lato, è sicuramente bello per noi italiani vedere un nostro pilota tornare in cima alla classifica di un Gran Premio, dall’altro restano diversi dubbi su una Formula 1 che fatica a convincere i puristi. Evidentemente, almeno per qualche giorno, nel nostro paese, ci sarà ben altro di cui discutere: e, soprattutto, di cui essere fieri.

Immagine di copertina: Media Mercedes

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