Perfetta gestione della gara per Antonelli, che comanda dall’inizio alla fine. Russell segue a distanza. Hamilton batte Leclerc nel duello Ferrari. Verstappen ritirato, McLaren out prima della partenza
A quattro giorni dallo scoccare del ventennale del Gran Premio di Malesia 2006, l’Italia è tornata a vincere in F1. Il Gran Premio di Cina a Shanghai è stato conquistato in maniera inappuntabile da Kimi Antonelli, al volante di una Mercedes ancora una volta irraggiungibile. Il nativo di Bologna ha gestito la gara alla perfezione, dalla partenza al passo perfetto mostrato nella seconda parte passando per i duelli dei primi giri. Il campionato è vivo ma pressoché solo per i colori della Stella, con George Russell a completare un’altra doppietta al termine di un fine settimana piuttosto complicato.
Primo podio “vero” in Ferrari per Lewis Hamilton, che ha combattuto per tutta la corsa resistendo alle ripetute offensive di Charles Leclerc. Questa volta il pluri-iridato ha avuto ragione del compagno di squadra, tornando a godersi la premiazione finale per la prima volta dal Gran Premio di Las Vegas 2024. Per Maranello può essere considerata una gara incoraggiante nella sua dinamica, anche se i 25 secondi tra Antonelli e Hamilton dovrebbero portare a riflessioni meno positive.
Il resto della scena è per il quinto posto di Oliver Bearman al volante della Haas e per l’esaltante weekend di Alpine, con Pierre Gasly sesto e Franco Colapinto di nuovo a punti in decima posizione: l’argentino non ha cambiato gomme durante l’unica safety car e ha lottato per ogni piazza in mezzo al gruppo, subendo anche un’entrata scellerata di Esteban Ocon che lo ha mandato in testacoda.
Dietro la lavagna Red Bull e McLaren. Per Milton Keynes arriva l’ottavo posto di Isack Hadjar e il ritiro di uno sconsolato Max Verstappen, sesto al momento dell’avaria che ha fermato la sua vettura; per Woking la situazione è ancora peggiore, poiché le due vetture iridate in carica non hanno nemmeno preso il via, peraltro per motivi distinti. Oscar Piastri, trionfatore a Shanghai un anno fa, non ha ancora marcato un giro percorso in due Gran Premi.
Cronaca
Doppio colpo di scena prima del via: entrambe le McLaren, dalla terza fila, vengono portate ai box. Per Norris si parla di problema alla centralina, l’inconveniente di Piastri resta avvolto nel mistero. Bortoleto e Albon, invece, non infilano nemmeno la tuta e restano ai box. Strategia aggressiva per le Red Bull, che partono su gomme morbide, al contrario nelle retrovie tante squadre seguono l’opzione della gomma dura: Aston Martin in blocco oltre a Hülkenberg, Colapinto, Ocon e Lindblad. Tutti gli altri sono su pneumatici medi.
Solito spunto fenomenale delle Ferrari allo spegnersi dei semafori rossi. Hamilton salta entrambe le Mercedes, con Antonelli che stavolta riesce a partire bene e a tenersi dietro Leclerc, mentre Russell si accoda al quarto posto. Nonostante le coperture morbide, è disastro Red Bull: Verstappen crolla 12°, Hadjar finisce in testacoda alla curva 13 e rientra in pit lane alla fine del primo giro per montare gomme dure. Sfreccia invece Colapinto, che risale sesto alle spalle di Gasly.
Sul lungo rettilineo, al secondo giro, è già occasione propizia per Antonelli, che torna in vetta alla classifica scalzando Hamilton. Poco dopo tocca anche a Russell su Leclerc. Nel frattempo, entrambi i piloti McLaren scendono dalle rispettive vetture: dramma in particolare per Piastri, che ha accumulato zero giri in due Gran Premi. Tra i migliori partenti si segnalano anche Lindblad, da 15° a nono, e Sainz, da 17° a 11°.
Al quinto giro Verstappen prova a superare Lindblad ma la Red Bull ha uno scatto improvviso e finisce lunga nella via di fuga della curva 1. Tutto da rifare per il quattro volte iridato, alle prese con una vettura molto complicata.
Al nono passaggio c’è battaglia tra le Racing Bulls. Il rimontante Lindblad attacca Lawson alla curva 14 ma blocca le ruote e finisce lungo, permettendo al neozelandese di mantenere l’ottavo posto. Molto migliore il tentativo del giro seguente, che va a buon fine. Alle loro spalle, in contemporanea, Bearman scavalca un Verstappen in preda al graining dell’anteriore sinistra. Lawson e Verstappen rientrano per montare gomme dure.
All’inizio del decimo giro si ferma all’esterno della prima curva l’Aston Martin di Stroll: viene chiamata in causa la safety car. Doppio pit stop per Mercedes e Ferrari oltre a Gasly, Bearman, Sainz, Bottas e Hadjar. Antonelli resta al comando davanti a Colapinto, Ocon, Russell, Hamilton, Lindblad, Leclerc, Hülkenberg, Gasly e Bearman. Con un giro di ritardo, cambia gomme anche Pérez.
Si riparte al giro 14. Russell non è impeccabile già dalle prime fasi e alla curva 6 finisce lungo, spalancando il portone a Hamilton che si prende il quarto posto. Alla staccata della curva 14 il britannico riesce a sopravanzare anche Ocon, che dopo un paio di tentativi non riusciti su Colapinto deve cedere alla Ferrari #44. Le difficoltà di Russell lo espongono pure a Leclerc, che sul rettilineo di partenza si prende la quinta piazza. Hamilton risale prontamente secondo ai danni di Colapinto al 15° giro e si lancia all’inseguimento di Antonelli, il quale non ha guadagnato che un secondo di margine. Leclerc sfila Ocon mentre Lindblad scavalca di forza Bearman al tornantino.
Dopo qualche momento di crisi nel mettere in temperatura la gomma dura, Russell ha ragione di Ocon e Colapinto e si riporta quarto. Anche Verstappen ritrova un minimo agio e si riprende la zona punti a svantaggio di Hülkenberg; successivamente tocca anche a Lindblad.
Al 19° giro si infiamma la battaglia tra il quinto e il nono posto, con Colapinto che controlla le Haas e Bearman che supera Ocon nel duello in famiglia Haas. In tutto questo rientra pure Verstappen, il quale mette la sua vettura davanti a Gasly.
La top 4 si ricompatta nello spazio di tre secondi, con Antonelli sempre leader e le Ferrari di Hamilton e Leclerc davanti a Russell. Verstappen si sbarazza di Ocon e intravede la fine di una bagarre potenzialmente pericolosa, nella quale Bearman ha ragione di un Colapinto che comunque continua a fare spalle molto larghe. Al 23° giro l’olandese supera anche l’argentino della Alpine.
Al 24° giro arriva l’avvicendamento tra le Ferrari, con Leclerc che affonda su Hamilton al tornantino. Il sette volte iridato cerca di rispondere all’esterno della curva 1 senza successo. Una battaglia che dà più respiro ad Antonelli, che allunga a quattro secondi il suo vantaggio.
Passano due tornate e Hamilton cerca di replicare a parti invertite: supera Leclerc al tornantino, il monegasco riesce però a riprendersi la posizione alla curva 1; le due Ferrari procedono affiancate tra le curve 8, 9 e 10 con altri due avvicendamenti e questo espone Hamilton a Russell, che sul lungo rettilineo soffia la terza piazza al connazionale. In coda alla zona punti, Colapinto cede il passo a Ocon e Gasly ma in realtà è la Haas ad esporsi ad un doppio attacco delle Alpine: il vincitore della battaglia è Gasly, ora settimo.
Alla fine del 29° giro si ricompone la doppietta Mercedes: il sorpasso di Russell su Leclerc, al tornante 14, appare molto facile. Queste schermaglie hanno portato Antonelli ad un vantaggio di quasi otto secondi. Ocon affronta il suo cambio gomme, montando le medie e scivolando in fondo alla classifica.
Al 32° giro anche Colapinto monta gomme medie. All’uscita dei box trova però una brutta sorpresa, poiché Ocon tenta un improbabile attacco all’interno della curva 2: le due vetture vengono a contatto e vanno in testacoda. Non ci sono particolari conseguenze, a parte qualche lieve danno aerodinamico per entrambi. Al giro 34 termina la gara di Alonso, in fondo alla classifica e di nuovo costretto al ritiro.
Giro 35: Hamilton lamenta problemi di potenza ma dopo pochi secondi si ritrova alle calcagna di Leclerc, che arriva lungo alla curva 14 e viene sfilato nel successivo allungo verso la curva 15. Il tentativo di controsorpasso alla curva 1 non ha successo. Ocon viene penalizzato di dieci secondi per lo scontro con Colapinto.
Il duello tra le Ferrari non appare finito. Al giro 39 nuova occasione per Leclerc al tornantino, il monegasco si infila ma espone il fianco a Hamilton verso la curva 1. Da questo momento Hamilton riesce a guadagnare margine sul compagno di squadra.
Al 46° giro rallenta la Red Bull di Verstappen, fino a quel momento sesto ad un paio di secondi da Bearman. Il muretto gli chiede di rientrare ai box, per l’olandese è un mesto ritiro. Ocon rientra per un cambio gomme, oltre a scontare la penalità.
Per Antonelli arriva un ultimo sussulto con un lungo al tornantino 14 al 53° giro, ma il vantaggio è ampio: il bolognese vince il Gran Premio di Cina ed è il primo italiano a conquistare una vittoria in F1 dal Gran Premio di Malesia del 2006. Russell termina secondo, Hamilton è terzo e centra finalmente il primo podio in Ferrari precedendo Leclerc. Quinto Bearman, sesto Gasly, settimo Lawson, ottavo Hadjar, nono Sainz e decimo Colapinto, di nuovo a punti dopo oltre un anno.
In classifica generale Russell resta al comando con 51 punti ma Antonelli si riavvicina a quota 47. Il testa a testa tra le Ferrari si ripropone con Leclerc a 34 punti e Hamilton a 33. Il primo degli altri è ora Bearman, clamorosamente quinto con 17 punti. Nel mondiale costruttori è ovviamente Mercedes a dettare il passo con 98 punti contro i 67 di Ferrari, i 18 di McLaren e i 17 di Haas.
Il prossimo round è in programma tra due settimane, con il Gran Premio del Giappone sulla leggendaria pista di Suzuka. Segue la classifica di gara, a breve le dichiarazioni dei protagonisti.

Immagine copertina: Ansafoto
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