Verstappen sbanca a Sepang con una gara perfetta. Antonelli avvicina ulteriormente il mondiale mentre Russell si ferma col motore kappaò. Ferrari sbaglia strategia con la pioggia, ma Hamilton rimonta fino al podio
Il Gran Premio del Bahrain in Malesia, a Sepang, ha offerto una gara per tutti i gusti. Dalla pioggia al blackout totale di una decina di vetture nel corso dello schieramento, il semaforo verde è arrivato con un’ora e mezza di ritardo sulla tabella di marcia e i colpi di scena non sono mancati dall’inizio alla fine. Max Verstappen ha conquistato la sua prima vittoria stagionale, la 72esima con Red Bull (come Michael Schumacher in Ferrari) e la prima del motore costruito e sviluppato dal costruttore di Milton Keynes in collaborazione con Ford.
Kimi Antonelli ha compiuto un altro passo da gigante verso il titolo mondiale con il secondo posto, soprattutto a fronte del pesantissimo zero di George Russell. La Mercedes #63 si è fermata a sei giri dalla fine in regime di safety car e il britannico ha dovuto lasciare sul piatto i 15 punti della terza posizione.
Ne ha approfittato Lewis Hamilton, terzo dopo essersi ritrovato 15° dopo i primi due giri in bandiera verde a seguito del disastro strategico Ferrari. Il team di Maranello ha guidato il gruppo delle vetture che hanno montato le gomme slick alla partenza, molti giri in anticipo rispetto all’apertura di una figurativa finestra di utilizzo, e la successiva neutralizzazione per l’uscita di Valtteri Bottas ha consentito a coloro che erano partiti sulle intermedie di passare alle coperture da asciutto perdendo molti meno secondi rispetto a quelli guadagnati sul campo.
Charles Leclerc ha recuperato la quarta piazza dopo una partenza affannosa e un contatto con Nico Hülkenberg, precedendo un Isack Hadjar che ha sentito odore di podio ma ha dovuto soccombere alle Ferrari nel finale. Ennesima domenica nera per McLaren, con Oscar Piastri sesto e Lando Norris nono dopo un’uscita di pista in regime di safety car, mentre Fernando Alonso può festeggiare un grandioso ottavo posto su una Aston Martin che ha dato finalmente segni di vita in questa one-off malese.
Cronaca
Nei 40 minuti precedenti la partenza, su Sepang si abbatte un forte acquazzone che allaga la pista. In attesa di un miglioramento, il semaforo verde viene posticipato e la medical car compie diversi giri del tracciato malese per monitorarne le condizioni. Il giro di ricognizione prende il via con un ritardo di 40 minuti rispetto alla partenza prevista.
La Direzione Gara dispone due giri di formazione e una partenza da fermi. Tutti i piloti montano gomme intermedie, l’asfalto è perlopiù umido sul rettilineo principale e più bagnato in altre zone, come alla curva 3 dove Hadjar compie un’escursione nella ghiaia. Le sorprese tuttavia sono solo all’inizio, perché in uscita dalla curva 9 il software della vettura di Verstappen va completamente in tilt: la Red Bull #3 non accelera più e solo dopo un reset riesce a riprendere la marcia. Alle sue spalle, in un clamoroso effetto domino, quasi tutte le altre vetture subiscono lo stesso problema, con Hamilton che è costretto addirittura a fermarsi sul rettilineo di ritorno e a riavviare l’intero sistema. La confusione creatasi porta all’interruzione della procedura di partenza e tutti i piloti vengono richiamati in pit lane.
Le vetture escono dalla pit lane un’ora e mezza dopo l’orario previsto di partenza e la gara prende ufficialmente il via dietro la safety car. Red Bull, McLaren, Racing Bulls, Williams e la Haas di Ocon restano su intermedie, Ferrari, Audi, Alpine, Cadillac e la Haas di Bearman puntano sulle slick morbide, McLaren e Aston Martin montano slick medie. Il circuito non sembra ancora offrire chance per le gomme da asciutto e Gasly compie una pericolosa escursione alla curva 5. Pérez sceglie di rimontare le intermedie con la safety car ancora in pista.
Dopo due giri completi in neutralizzazione, le vetture si schierano per una partenza da fermi mentre Piastri, le Audi e Stroll rientrano per gomme intermedie. Al semaforo verde Verstappen si muove molto lentamente mentre le Mercedes di Antonelli e Russell sfrecciano davanti; l’olandese deve respingere anche l’offensiva di uno scatenato Lawson, che non trovando un varco sicuro sceglie di restare alle spalle del quattro volte iridato. Tra i piloti su gomme da asciutto è il caos più totale e Leclerc danneggia l’ala anteriore toccandosi con Hülkenberg alla curva 9. Alla fine del terzo giro Hamilton, primo tra i piloti su slick, è 15° a quasi mezzo minuto da Antonelli.
I primi tre procedono assieme, Lawson dista sette secondi e mezzo e controlla Hadjar mentre Piastri è risalito decimo dopo essere partito dai box. Norris e Alonso sulle medie, superano Hamilton sulle morbide, ma il gap ha già superato i 50 secondi dalla testa della corsa. All’inizio del sesto giro Russell va lungo alla curva 1 e porge il fianco a Verstappen, che ne approfitta subito alla curva 4 per prendersi il secondo posto. Entra in azione anche Hadjar, che toglie a Lawson la quarta piazza.
Nelle retrovie Leclerc, dopo il pit stop per la sostituzione dell’ala e il passaggio alle intermedie, ha recuperato tutto il gruppo dei piloti sulle slick. All’ottavo giro Antonelli sbaglia all’ultima curva, Verstappen cerca di approfittarne sul rettilineo di partenza ma il leader del mondiale resiste. Bottas si inghiaia alla curva 13 e l’uscita della Cadillac provoca l’ingresso della safety car proprio nel momento in cui le performance di gomme intermedie e slick si stanno avvicinando. I leader ne approfittano per cambiare pneumatici, nel momento migliore possibile.
Mercedes decide di affrontare questa fase di transizione con gomme medie a differenza di Red Bull, che punta sulle soft con entrambi i piloti. Lawson riparte con le dure al quinto posto. Tra i piloti già sulle slick Norris passa alle gomme dure mentre Hamilton non rientra. Costretto alla sosta anche Leclerc, ora sulle morbide al 17° posto, alle spalle di Norris.
La gara riprende al 13° giro. La maggiore aderenza della soft di Verstappen consente all’olandese di scavalcare Antonelli nell’accelerazione verso la curva 3 e anche Russell ne approfitta per scalzare il compagno di squadra. Dietro, Hamilton recupera il 12° posto davanti a Norris, con Leclerc 15°.
All’inizio del 16° giro Hamilton supera anche Hülkenberg per il nono posto, Norris e Leclerc seguono poco lontano. Davanti al britannico della Ferrari c’è Piastri, che su gomme dure ha mantenuto più cautela nei primi passaggi. Al comando, Verstappen inizia a segnare giri record per staccare le Mercedes e al 17° giro ha due secondi di vantaggio su Russell.
Prosegue la rimonta di Hamilton, che al 19° giro supera anche Piastri e Lindblad ed è settimo. Antonelli nel frattempo inizia a farsi minaccioso su Russell e al 21° giro lo infila all’interno della curva 4, con Verstappen ormai fuggito a quattro secondi e mezzo. Nello stesso frangente Hamilton supera Ocon per la sesta posizione e Leclerc ha ragione di Norris per l’11esima. La Ferrari #44 completa la risalita scalzando anche Lawson.
Alla fine del 24° giro Antonelli sbaglia la frenata dell’ultima curva e tocca il paletto di ingresso pit lane. Russell è lontano un paio di secondi e non costituisce una minaccia immediata, ma Verstappen allunga a otto secondi. Piastri, Leclerc e Norris si liberano in sequenza di Ocon, il monegasco rientra al 28° giro per effettuare un pit stop prima delle McLaren: ancora gomme soft per la Ferrari #16.
Anticipano la sosta anche le Racing Bulls e Ocon, con il francese che compie un’escursione prima dell’ingresso in pit lane. Al 31° giro arriva il turno di Hadjar e Hamilton, ormai divisi da un paio di secondi: il transalpino è su gomme morbide, il britannico su medie. Russell mette un treno di soft nuove al 32° passaggio e un giro più tardi rientrano anche Verstappen e Antonelli, a loro volta su soft. Con un buon undercut, intanto, Leclerc si è liberato di Lawson e Piastri in attesa del pit stop di Norris.
Hamilton non sembra contento delle coperture a banda gialla ma nel frattempo ha chiuso il divario su Hadjar. Norris effettua la sosta e riparte nono, su gomme morbide, alle spalle di Piastri e Lawson ma davanti a Lindblad.
La marcia solitaria di Verstappen procede e al 39° giro il gap su Antonelli è salito a dieci secondi. L’italiano ha a sua volta distanziato Russell a 4,5 secondi, con Hadjar quarto ad ulteriori 12. Hamilton non trova molto agio nel duello con la Red Bull e per il momento può solo limitarsi a mettere pressione all’avversario. Con un perfetto incrocio di traiettorie tra le curve 1 e 2, al 40° giro Alonso soffia la decima posizione a Lindblad e porta l’Aston Martin in zona punti. Se Hamilton sta soffrendo per avere ragione di Hadjar non va meglio a Leclerc, che sta vedendo riavvicinarsi la McLaren di Piastri su un pneumatico duro che in questa fase di gara rende di più.
Al 43° giro Albon si ferma in uscita dalla curva 2 per la rottura del cambio della sua Williams, viene data virtual safety car e Verstappen rientra subito per un cambio gomme: sulla Red Bull viene messo un altro treno di soft e Antonelli passa al comando. Doppia sosta in casa Ferrari, Hamilton riparte dietro a Piastri (sesto) e Leclerc cede la posizione anche a Norris e Lawson (nono). Puntano alla sicurezza anche in Mercedes, richiamando entrambi i piloti un giro più tardi, e anche Hadjar carica un treno di soft più fresco per il finale di gara.
La nuova classifica al 45° giro, sempre in regime di virtual safety car, vede dunque Verstappen davanti ad Antonelli, Russell, Hadjar, Piastri, Hamilton, Norris, Lawson e Leclerc. La vettura di Albon è inchiodata in una posizione giudicata non sicura e al 46° giro entra la safety car, mentre le McLaren e Lawson effettuano una sosta parecchio ritardata e tornano in pista dietro a Leclerc.
In questa domenica eterna i colpi di scena si susseguono anche quando la gara è neutralizzata e al 50° giro la Mercedes di Russell si ferma in fondo al rettilineo principale con il motore ammutolito. Poco avanti Norris va lungo alla curva 1 e scivola 11°, lasciando Piastri da solo all’attacco delle Ferrari.
La gara riparte per lo sprint finale al 52° giro. Verstappen è impeccabile e allunga su Antonelli, Hadjar mantiene il terzo posto sulle Ferrari mentre Piastri viene ingaggiato da Lawson, che lo supera all’uscita della curva 2 ma viene sopravanzato nuovamente alla staccata della curva 4.
Hadjar allunga l’ultima curva e Hamilton ne approfitta subito sul rettilineo principale: al 53° giro è terzo. Passa un’altra tornata e il francese viene infilato anche da Leclerc, che segue le orme del compagno di squadra.
Verstappen torna alla vittoria per la prima volta da Abu Dhabi 2025, Antonelli mette un’altra pietra sul mondiale con il secondo posto e Hamilton completa il podio davanti a Leclerc. Hadjar termina quinto, poi Piastri, Lawson, un eccezionale Alonso che controlla Norris all’ultimo giro e Lindblad, a completare la zona punti.
Antonelli allunga ulteriormente nella classifica generale con 320 punti, contro i 236 di un Russell ormai disastrato. Hamilton conferma il terzo posto a 214, Leclerc si porta quarto con 191 e Verstappen aggancia Norris a 188. Tra i costruttori Mercedes sale a 556 punti, Ferrari rafforza la piazza d’onore con 405 allontanando McLaren a 316.
Il trittico di settembre-ottobre della F1 2026 si completerà il prossimo fine settimana con il Gran Premio di Singapore.

Immagine di copertina: Media Red Bull
Ricevi le notifiche TELEGRAM WHATSAPPSEGUICI su GOOGLE
Stai visualizzando da visitatore. Accedi o registrati per navigare su P300.it con alcuni vantaggi
È vietata la riproduzione, anche se parziale, dei contenuti pubblicati su P300.it senza autorizzazione scritta da richiedere a info@p300.it.
Supporta P300.it
Se ti è piaciuto questo articolo e vuoi sostenere il nostro lavoro, puoi aiutarci con un piccolo contributo.P300.it è una realtà totalmente indipendente, il tuo supporto è per noi importante.








