F1 | GP Azerbaijan 2021, la cronaca delle qualifiche

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Pole position per Charles Leclerc, quattro bandiere rosse interrompono la sessione

Segue la cronaca delle qualifiche del GP dell’Azerbaijan 2021.

Q1

Sotto il sole di Baku, alle 16:00 la bandiera verde segna l’inizio della sessione di qualifiche, Scendono in pista solo 19 vetture su 20, in quanto sulla Williams di Russell si sta intervenendo con la sostituzione della power unit (l’unità montata è una usata, dunque non ci sono penalità) a causa della perdita d’acqua riscontrata nelle FP3.

Il primo a scendere in pista (tutti useranno gomme soft) è Charles Leclerc, il quale ottiene un tempo di 1’42.532″, proprio mentre dietro di lui in curva15 Lance Stroll finisce a muro. Il canadese arriva troppo veloce e l’impatto col muro esterno è inevitabile; il pilota della Aston Martin prosegue su tre ruote fino allo slargo dopo curva16 e poi si ferma, costringendo i commissari ad esporre la bandiera rossa.

Dopo 10′ di interruzione si riparte e a ringraziare questo break è Russell, il quale riesce a salire in vettura e presentarsi in fondo alla pit lane per iniziare le sue qualifiche. Arrivano finalmente altri giri lanciati e a 10′ dalla fine della Q1 Carlos Sainz è al comando (1’42.121″) davanti al compagno di squadra in Ferrari (+0.120″), tuttavia pochi istanti più tardi arrivano le Red Bull, le quali si portano in prima e seconda posizione con Max Verstappen (1’41.760″) e Sergio Perez (+0.208″).

Poi, tuttavia, arriva un’altra bandiera rossa e stavolta a finire a muro, con la stessa dinamica di Stroll e nello stesso punto, è Antonio Giovinazzi. Per l’italiano della Alfa Romeo-Sauber la beffa ulteriore è quella di non aver ottenuto alcun tempo cronometrato e quindi in classifica Giovinazzi finisce ultimo anche dietro a Stroll.

Dopo ulteriori 10′ di pausa, si riparte con 9’22” ancora sul cronometro e sole dieci vetture con un tempo (Verstappen al comando su Perez, Sainz, Leclerc, Ocon e Vettel) mentre altrettante devono ancora ottenerne uno e, oltre ai due incidentati, sono Raikkonen e Latifi più entrambi i piloti di Mercedes, McLaren ed Alpha Tauri.

Arriva anche la notizia che Lando Norris è sotto investigazione da parte dei commissari: il pilota della McLaren, infatti, in occasione della bandiera rossa, ha commesso una infrazione. Al replay si capisce la dinamica: quando arriva l’interruzione della sessione, il giovane inglese è lanciato sul rettilineo principale e il pannello che si illumina di rosso è l’ultimo prima dell’ingresso della pit lane. Dopo un frenetico scambio con il suo ingegnere di pista, Norris decide che l’ingresso ai box non sarebbe stato sicuro vista la velocità e dunque opta per proseguire in un altro giro confidando nella comprensione dei commissari.

Finalmente arrivano tutti i tempi e Verstappen mantiene la prima posizione, Hamilton si piazza quarto, anche grazie alla scia di Sainz, a quattro decimi, mentre Bottas è solamente nono a 0.941″. Virtualmente eliminati, oltre agli effettivamente esclusi Stroll e Giovinazzi, sono Russell (staccato di 0.650″ da Latifi, ultimo dei qualificati), Mazepin e Schumacher.

Nello sprint finale, oltre ad un lungo di Mazepin in curva3, si registrano i miglioramenti di Hamilton, che batte il tempo di Verstappen di 0.215″ (1’41.545″), di Vettel (ora nono) e di Russell che balza all’11° posto. Latifi prende bandiera e dunque il giro di Norris, ultimo dei qualificati dopo il sorpasso subito dal connazionale della Williams, è inutile per le sorti della Q1, ma gli permette lo stesso di salire al quinto posto. Hamilton dunque si aggiudica la Q1 davanti a Verstappen, Perez, Sainz, Norris, Leclerc e Gasly; eliminati Latifi, Schumacher, Mazepin ed i citati Stroll e Giovinazzi.

Q2

All’inizio della Q2 le Red Bull di Verstappen e Perez vorrebbero mettersi per prime in fondo la pit lane, tuttavia con una manovra all’ultimo secondo, passabile forse di unsafe release, Vettel si mette davanti all’olandese che, dovendo frenare, deve lasciare strada anche alle Alpine. I primi giri lanciati mettono Perez al comando (1’41.630″) davanti a Sainz e Verstappen, tuttavia l’arrivo di Leclerc cambia ancora la classifica, col monegasco secondo a soli 29 millesimi da Perez ed il quartetto Red Bull-Ferrari racchiuso in soli 0.126″.

Mentre Ocon tocca leggermente il muro con la posteriore destra, le Mercedes optano ancora per il doppio giro di lancio e la tattica funziona ancora con Hamilton, secondo a soli 0.004″ dal messicano, mentre Bottas è solo settimo a quasi mezzo secondo. L’incredibile lotta però non è finita qui, infatti Verstappen col secondo tentativo si porta al comando con appena 0.005″ sul compagno di quadra e così Max, Sergio, Lewis e Charles sono racchiusi in appena 34 millesimi.

All’inizio dell’ultimo tentativo i virtualmente eliminati sono Ocon, Tsunoda, Ricciardo, Raikkonen e Russell. George non migliora la sua posizione, mentre Yuki compie un piccolo capolavoro portandosi addirittura in quarta posizione a 0.029″ da Verstappen ed escludendo dalla top10 Vettel. Il tedesco quattro volte campione del mondo viene fatto uscire dai box per ultimo ed è lui quindi a venire fregato dall’incidente di Ricciardo a 1’30”, il quale entra troppo forte in curva3, e chiude la sessione in anticipo.

Verstappen chiude la Q2 al comando con 0.005″ su Perez, 0.009″ su Hamilton, 0.029″ su Hamilton e 0.034″ su Leclerc; Sainz, Norris, Gasly, Bottas ed Alonso completano la top10; Vettel (out per 29 millesimi), Ocon, Ricciardo, Raikkonen e Latifi sono gli eliminati.

Q3

L’ordine di uscita che si forma in pit lane al semaforo verde vede Bottas davanti ad Hamilton, Leclerc, Sainz, Norris, Perez, Verstappen ed Alonso, mentre le Alpha Tauri di Gasly e Tsunoda rimangono ai box. Le Mercedes proseguono col doppio giro di riscaldamento e dunque a mettersi in pole provvisoria, grazie alla scia di Hamilton, è Leclerc che ferma il conometro sul 1’41.218″, mentre Sainz è staccato di ben 0.358″.

Anche le Red Bull devono accodarsi: Verstappen è secondo sì, ma a ben 0.345″, Perez addirittura quinto a 0.699″ e a peggiorare la loro situazione ci pensa l’arrivo della Mercedes di Hamilton (Bottas soffre ancora), la quale si porta in prima fila a 0.232″ dalla pole position.

Ai -4’30”, mentre gli altri otto tornano ai box in vista del secondo tentativo, si lanciano le Alpha Tauri, con Tsunoda ancora in versione gregario e Gasly a tentare il colpaccio; nel T1 Pierre registra il settore migliore, tuttavia il resto del giro non va come previsto ed il francese è “solo” quarto a 0.347″ da Leclerc.

A -2’45” escono tutti dai box e inizia un giochetto pericoloso in stile Monza 2019: la vittima sacrificale nel tirare la scia al gruppo sembra essere Bottas, tuttavia il finlandese sembra ribellarsi alla situazione, desideroso di migliorare il tempo deludente ottenuto, ma il suo rallentamento notevole non ottiene l’effetto sperato e così deve tirare il giro a tutti.

Poi però l’imprevisto: Tsunoda, che stava tentando un secondo giro veloce, arriva lungo in curva3 e finisce contro le barriere, dietro di lui Sainz non si avvede del pericolo e quando frena è troppo tardi, lo spagnolo perde il controllo e finisce nella via di fuga riuscendo a ripartire a fatica con la vettura danneggiata.

Con la Alpha Tauri nelle barriere e una Ferrari che potrebbe perdere detriti, i commissari non possono non esporre la bandiera rossa che chiude le qualifiche in anticipo, regalando per la seconda vola consecutiva la pole position a Charles Leclerc in maniera analoga alla gara di casa. Seguono Hamilton, Verstappen, Gasly, Sainz, Norris, Perez, Tsunoda, Alonso e Bottas.

Immagine di copertina: Twitter – F1

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Gabriele Dri
Nato a Udine 28 anni fa, sono un laureato in ingegneria civile appassionato di strade. Cresciuto con la F1, sono appassionato di ogni forma di motorsport, senza esclusioni. Maniaco della Nascar dal 2014, nel settembre del 2016 sono sbarcato su Twitter per raccontarla giorno per giorno. Sono un amante delle statistiche sportive e la prova che anche nei momenti più difficili può nascere qualcosa di buono.

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