F1 | GP Austria 2024: il caso Sainz-Verstappen del 2023 e le responsabilità (anche) di Norris

F1 | GP Austria 2024: il caso Sainz-Verstappen del 2023 e le responsabilità (anche) di Norris

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Tempo di lettura: 4 minuti
di Alessandro Secchi @alexsecchi83
1 Luglio 2024 - 15:15
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Per analizzare lo scontro tra Verstappen e Norris viene in aiuto un caso analogo (ma senza incidente) tra l’olandese e Sainz dello scorso anno

Come ampiamente prevedibile, lo scontro (o per meglio dire la leggera toccata) tra Max Verstappen e Lando Norris sta facendo discutere. L’olandese ha rimediato una penalità di 10 secondi, standard nel caso di contatto ma inutile ai fini della classifica, dato che il campione in carica aveva quasi 18 secondi di vantaggio su Hulkenberg al momento della decisione. La penalità in sé può essere definita non contestabile perché, tra i due, è Verstappen che si “muove” verso Norris per impostare curva 3.

Viene chiamata in causa anche l’intenzionalità (e con Verstappen si fa spesso), ma questa è sempre difficile da dimostrare. L’onboard mostra che l’olandese guarda lo specchietto di sinistra a pochi decimi dal contatto, con un leggero scarto a destra come per cercare di spostarsi, senza successo.

Detto questo, c’è un precedente del 2023 che è interessante chiamare in causa, perché vede Verstappen nei panni di Norris (l’attaccante) e Sainz in quelli dell’olandese (il difendente). E questo episodio chiarisce come anche l’inglese abbia avuto le sue responsabilità nel contatto.

Vi proponiamo i due episodi in parallelo per poi andare ad analizzarli:

Le due manovre iniziano in modo diverso ma diventano perfettamente sovrapponibili dai cinquanta metri dalla famigerata curva 3. Nel 2023 Verstappen è molto più vicino a Sainz e praticamente già ai 200 metri inizia ad affiancarsi alla Ferrari, mentre Norris arriva alla ruota posteriore della Red Bull solo ai 50 metri. Questo non significa che Norris sia stato “più veloce” di Verstappen nel 2023, perché dal parallelo i due piloti approcciano i cartelli di 150/100/50 metri praticamente sincronizzati, quindi con la stessa velocità. Quello che cambia è la posizione di chi è interno.

Nella manovra del 2023, passato il cartello dei 100 metri, Sainz inizia ad allargarsi per impostare curva 3, spingendo Verstappen verso l’esterno. L’olandese sta al gioco, nel senso che reagisce alla manovra dello spagnolo allargandosi. I quattro frame, presi a 150/100/50/25 metri sono chiari sullo spostamento della Red Bull verso sinistra. Tra 150 e 100 metri Verstappen addirittura rientra leggermente verso l’interno, mentre tra i 100 e i 25 passa dall’essere sulla riga bianca ad essere con le ruote di sinistra oltre al cordolo, che ricordiamo essere largo un metro. Questo significa che l’olandese si è spostato di almeno un metro, un metro e 10 a sinistra per evitare il contatto con la Ferrari, per poi incrociare la traiettoria e passare all’interno verso curva 4.

Per la manovra di Norris i frame sono presi a 100/75/50/25 metri, perché Verstappen era più avanti di Sainz. Norris decide di buttarsi all’esterno, con l’olandese che inizia ad allargare per impostare curva 3 ai 70 metri circa dalla curva, sulla base delle riprese aeree. La McLaren affianca la Red Bull ma Norris “non” reagisce completamente alla manovra. Gli spazi e i tempi di frenata delle macchine all’esterno tra 2023 e 2024 sono gli stessi, quindi l’inglese avrebbe tutta la possibilità di spostarsi verso sinistra, ma lo fa solo di una trentina di centimetri.

Il parallelo ai 50 metri mostra come Sainz lasci ancora meno spazio a Verstappen di quanto l’olandese faccia con Norris. Tornando all’articolo precedente, l’episodio non è stato nemmeno considerato perché, contrariamente a quanto più volte sostenuto (e scritto nero su bianco) dagli stewards, si tiene conto solo delle conseguenze e quasi mai delle azioni.

Ai 25 metri dalla curva, nel 2023, sicuramente non c’è lo spazio di una vettura tra la Ferrari e la riga bianca, con Sainz che era affiancato ormai da quasi 150 metri. Nel 2024, invece, lo spazio è risicatissimo con Norris che si è affiancato però molto più avanti, cogliendo anche probabilmente di sorpresa l’olandese.

Altro caso: 2018. Sebastian Vettel (che in questo caso è il pilota che supera) e Lewis Hamilton. Anche qui non c’è spazio di una macchina tra Ferrari e riga bianca ma Lewis si tiene con mezza macchina sul cordolo.

In conclusione, la vera differenza sta nella reazione di chi si trova all’esterno. Se si può trovare un punto d’accordo nel dire che sia Sainz che Verstappen si siano difesi allargando “troppo” (ma lo spagnolo, immagini alla mano, ha di fatto violato la regola dello “spazio di una monoposto”), non può essere contestato il fatto che, mentre Verstappen ha reagito alla manovra dello spagnolo “stando al gioco” ed allargandosi, Norris non ha fatto niente di eccezionale per tenersi un minimo a distanza dalla Red Bull mentre questa si avvicinava; ricordando che una monoposto è considerata fuori pista quando ha tutte e quattro le ruote oltre la riga bianca (e lo sappiamo bene dalla questione track limits).

I due episodi dimostrano che, se Verstappen ha allargato eccessivamente come deciso dai commissari, una parte di responsabilità ricade, comunque, anche sull’inglese della McLaren.

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