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F1 | GP Austria 2020, la cronaca delle qualifiche

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Segue la cronaca delle qualifiche del Gran Premio d’Austria 2020, che ha visto Valtteri Bottas ottenere la pole position con record della pista davanti a Lewis Hamilton e Max Verstappen. Male le Ferrari, con Charles Leclerc 7° e Sebastian Vettel 11°, escluso dalla Q2.

Q1 | Latifi e le Alfa Romeo sono le prime ad andare in pista per la Q1. Il canadese torna all’azione dopo l’incidente delle FP3. Il suo è il primo tempo in 1.07.208, arrivano poi le due Alfa a mettersi davanti con Giovinazzi che scende a 1:05.478. Bene Russell che si porta ad un decimo dall’italiano. 1:04.678 è invece il tempo con cui Lance Stroll porta in testa la Racing Point per il suo primo giro veloce. I tempi si susseguono con Verstappen che si porta momentaneamente in testa in 1:04.326. Vettel è 4° dietro Sainz e Perez, Leclerc è nono ma in Austria, per far segnare il tempo, si compiono più giri veloci con lo stesso set di gomme. A sei minuti dal termine i primi 16 sono racchiusi in nove decimi, con Hamilton momentaneamente 14° prima di riportarsi in seconda posizione. Con un gran balzo Lance Stroll si porta in testa con la Racing Point per 17 millesimi su Max Verstappen. L’ultimo minuto è concitato a causa del traffico su una pista così corta: in fondo migliorano un po’ tutti. Restano esclusi Magnussen (Haas), Russell (Williams), Giovinazzi, Raikkonen (Alfa Romeo) e Latifi (Williams). Da notare, comunque, il balzo della Williams che non è più saldamente l’ultima vettura. In classifica Verstappen si riprende la prima posizione in 1:04.024 davanti a Bottas, Hamilton, Stroll, Leclerc, Sainz, Perez e Vettel.

Q2 | Mercedes, Stroll, McLaren e Ferrari subito in pista per l’inizio della Q2. Verstappen, invece, tenta l’azzardo della gomma gialla sulla sua Red Bull per avere una strategia diversa ad inizio gara. I primi tentativi sono serviti: Hamilton gira in 1:03.325, Bottas è secondo in 1:03.530. Seguono Norris in 1:03.940 con la McLaren, Stroll, Perez, Ricciardo, Leclerc, Verstappen, Sainz, Vettel. Con un altro giro Verstappen si porta in sesta posizione a quasi sette decimi e con gomma gialla. Tra la terza posizione di Norris e l’ottava di Leclerc passa poco più di un decimo. È un Q2 tiratissimo: si torna in pista per gli ultimi giri ed il verdetto è quello che si temeva soprattutto per la Ferrari. Charles Leclerc è decimo, Vettel è undicesimo ed incredibilmente eliminato da Albon – che passa terzo – all’ultimo tentativo. Le Ferrari prendono 1.026 e 1.191 di distacco dalla vetta. Bottas è primo in 1:03.015 davanti a Hamilton, Albon, Norris, Perez, Stroll, Sainz, Verstappen (con gomma media), Ricciardo, Leclerc. Sono questi i piloti che vanno in Q3. Esclusi Vettel, Gasly e Kvyat (AlphaTauri), Ocon (Renault), Grosjean (Haas).

Q3 | Le Mercedes entrano in pista per prime per la Q3, seguite dalle McLaren e dalla Racing Point di Perez. Arrivano i primi giri ed ecco che la Mercedes si mostra per quello che è, la vettura migliore: Valtteri Bottas fa segnare il nuovo record della pista in 1:02.939, con Hamilton che si piazza secondo in 1:03.061. Verstappen è terzo in 1:03.551, alle sue spalle c’è Albon con 3 decimi di ritardo. Sainz, quinto, precede Perez e Leclerc, a 1.6 dalla Mercedes in testa. Arriva anche il primo ed unico giro di Stroll, che si porta in sesta posizione a 1.1 da Bottas. Arriviamo agli ultimi tentativi: Bottas parte per battere il suo tempo, migliora il primo settore ma sbaglia nel secondo e va per prati in uscita da curva 4. Hamilton prova ad approfittarne ma il compagno è uscito di pista di fronte a lui, con le bandiere gialle sventolate. L’inglese conclude il giro ma la pole gli scappa per soli 12 millesimi! Verstappen è terzo, con Lando Norris che con un balzo fantastico con la McLaren si porta in quarta piazza davanti ad Alex Albon. Perez è in terza fila davanti a Leclerc, settimo e Sainz, ottavo. Stroll e Ricciardo partiranno in quinta fila.

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Alessandro Secchi
Classe 1983. Ragioniere sulla carta, informatico per necessità, blogger per anni ed ora giornalista pubblicista per passione. Una sedia, una tastiera e tre schermi sono il mio habitat naturale.
"Il mio Michael" è il mio libro su Schumi ma, soprattutto, il mio personale modo di dirgli "Grazie". #KeepFightingMichael, sempre!

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