A Melbourne un primo esempio del funzionamento delle nuove Power Unit
Le prime due sessioni di prove libere del Gran Premio d’Australia ci hanno permesso di vedere per la prima volta in azione le monoposto in prove ufficiali e, anche, di poter verificare finalmente gli effetti delle nuove Power Unit sulle velocità massime in pista delle varie monoposto. La situazione, almeno per quanto riguarda la pista di Melbourne, sta già presentando il conto relativamente alla questione energia.

Prendendo in esame, infatti, il giro più veloce effettuato da Max Verstappen in FP2, 1:20.366, e analizzandone la telemetria, si può vedere come il cosiddetto fenomeno del “Super Clipping”, ovvero quello che succede una volta che la batteria non ha più potenza per spingere la monoposto, con l’MGU-K che entra in fase di ricarica, porta la Red Bull del quattro volte campione del mondo a perdere velocità da 326 km orari a 279 km all’arrivo alla chicane veloce 9-10, nel secondo settore. Parliamo di una perdita di 47 km/h sul dritto a gas completamente spalancato, prima di frenare.
È evidente che si tratta di una situazione nuova e sulla quale, probabilmente, si cercherà di porre rimedio in qualche modo: ma parliamo di una perdita di velocità veramente importante e che non può essere compensata dal motore termico, in quanto questo è stato ridotto a 400 kW di potenza a partire da questa stagione. Quello che succede è quindi semplice: una volta che la monoposto perde l’uso delle batterie, il motore termico non solo non è più in grado di mantenere la velocità acquisita fino a quel momento, ma viene usato parzialmente per mandare la stessa batteria in ricarica; pertanto, la monoposto comincia a perdere slancio, nonostante l’aerodinamica attiva che funziona e bene nella prima fase di spinta.
Vedremo nel corso delle prossime gare che cosa succederà: ma questo è un esempio di quanto, con i regolamenti 2026, la F1 e la Federazione Internazionale si siano spinte un po’ troppo in là con la ripartizione della potenza tra motore termico e motore elettrico. Il tutto in considerazione del fatto che, nel corso del mondiale, ci saranno diverse piste con rettilinei che richiederanno una spinta importante da parte del motore, tanto e più che in Australia. Quello che abbiamo visto stamattina potrebbe diventare una consuetudine in questo nuovo ciclo tecnico: se piaccia o meno, forse, l’abbiamo già scoperto.
Immagine di copertina: Media Red Bull
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