F1 | GP Australia 2026, il punto delle qualifiche

Di: Alessandro Secchi
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Pubblicato il 7 Marzo 2026 - 12:45
Tempo di lettura: 6 minuti
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F1 | GP Australia 2026, il punto delle qualifiche

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Come sono andate le qualifiche di Melbourne? Ecco una panoramica del sabato del GP d’Australia

Le qualifiche del primo Gran Premio della stagione 2026 di Formula 1, il Gran Premio d’Australia, confermano quelle che erano le sensazioni della vigilia riguardo al team da battere a livello di prestazioni. La Mercedes ha fatto un po’ quello che ha voluto, conquistando l’intera prima fila con la pole position di George Russell e il secondo posto di Kimi Antonelli, bravo tra l’altro a tornare subito competitivo dopo il brutto botto nelle FP3 del mattino.

I top team

Sorprende il divario che Mercedes ha in questo momento sulla concorrenza sul giro singolo. Va però ricordato che il KO del grande rivale, Max Verstappen, uscito di pista al primo tentativo del Q1 per un problema di bloccaggio al ponte posteriore della Red Bull, potrebbe aver un po’ accentuato la percezione del vantaggio della W17 sulla concorrenza.

Alle spalle del duo di Brackley troviamo Isack Hadjar, ottimo terzo con la RB22 all’esordio da compagno di Verstappen, dopo un weekend fino ad ora concreto. Ed è proprio il mondo Red Bull, inteso come gruppo, la nota positiva di queste qualifiche: il team di Milton Keynes e Racing Bulls sono stati capaci di piazzare tre monoposto in top 10, con Lawson ottavo e il rookie Arvid Lindblad nono, il tutto con una Power Unit completamente nuova.

Si tratta di un risultato assolutamente eccezionale, non previsto, che dimostra quanto si sia lavorato bene, in sordina, senza fare proclami. Anzi, quasi con la preoccupazione di essere molto indietro rispetto agli altri. Per questo vanno fatti i complimenti alla Red Bull: la Power Unit sviluppata in collaborazione con Ford sembra spingere molto bene e la presenza di tre vetture del gruppo nella top 10 conferma l’ottimo lavoro svolto.

La McLaren, invece, da campione del mondo in carica non ha particolarmente brillato. Lando Norris è sembrato leggermente in difficoltà per tutto il weekend e le due MCL40 si sono qualificate al quinto e sesto posto, separando le due Ferrari. Norris è stato anche sfortunato: rimasto fermo in FP1 per un problema tecnico alla frizione, durante le qualifiche ha subito anche un danno all’ala anteriore, dopo aver colpito un soffiatore perso dalla Mercedes di Antonelli, colpevolmente lasciato attaccato dai meccanici per una multa da 7.500€. Piastri, fino a questo momento, è sembrato più sul pezzo a livello generale.

La Ferrari esce da queste qualifiche con un po’ di delusione, ed è difficile nasconderlo. Gli otto decimi rimediati da Charles Leclerc, quarto, e i nove accusati da Lewis Hamilton, settimo, rappresentano un distacco piuttosto ampio. Va detto che in questo inizio di 2026 la Ferrari è stata brava a mantenere un profilo basso, senza proclami né entusiasmi prematuri. Un atteggiamento che probabilmente ha aiutato a gestire le aspettative, ma da questa qualifica forse ci si aspettava qualcosa in più. Otto e nove decimi sono tanti e sembra che ci sia stato qualche problema legato alla gestione dell’energia, tema su cui torneremo. Per quanto riguarda il giro secco, dunque, la giornata non è stata particolarmente positiva.

Il resto della griglia

Passando al centro gruppo, vanno fatti i complimenti ad Audi, che ha portato Gabriel Bortoleto in Q3. Il brasiliano però ha avuto un problema e non ha potuto disputare la sessione finale, mentre Nico Hülkenberg si è comunque mantenuto subito alle spalle del compagno di squadra. Anche qui, un bel risultato considerata la PU totalmente nuova per il team tedesco guidato da Mattia Binotto.

Guardando al resto della griglia troviamo una Haas che forse ha fatto un po’ meno di quanto ci si potesse aspettare, con Bearman e Ocon alle spalle delle Audi. Williams invece paga evidentemente il peso aggiuntivo sulla FW48 con Alex Albon (15°) e ha dovuto fare i conti anche con un problema di affidabilità che ha praticamente impedito a Carlos Sainz di girare.

Delude anche Alpine: ci si aspettava qualcosa di più dalla nuova accoppiata con la Power Unit Mercedes, invece la squadra continua a ritrovarsi nelle stesse posizioni della passata stagione, verso il fondo griglia. Un inizio deludente anche in considerazione dei cambi strutturali apportati all’interno del team.

Discorso a parte per Aston Martin. Al di là del fatto che Lance Stroll non ha girato in qualifica, Fernando Alonso sta assumendo davvero i contorni dell’eroe sportivo: ha sfiorato il passaggio in Q2 con una vettura chiaramente in difficoltà. È qualcosa che sorprende e che dimostra ancora una volta, se ce ne fosse bisogno, il valore del pilota spagnolo alla soglia delle 45 primavere. Questo significa anche che i primi interventi correttivi apportati alla AMR26, per risolvere il problema delle vibrazioni, qualche effetto lo hanno avuto. Alonso ha ridotto il distacco dai primi team da oltre quattro secondi a circa due e mezzo. Forse una piccola luce in fondo al tunnel comincia a intravedersi, anche se il lavoro da fare resta enorme.

Abbiamo poi una Cadillac lentissima che occupa le ultime posizioni. Era qualcosa che ci si poteva aspettare, visto che parliamo di un team completamente nuovo, ma il distacco è davvero importante e la squadra partirà dal fondo dello schieramento, al netto di chi non ha potuto girare.

Affidabilità?

Nel complesso, queste qualifiche hanno confermato le impressioni della vigilia sulla forza della Mercedes. Tuttavia il giro secco è una cosa, mentre la distanza di gara è tutt’altra storia. C’è infatti più di qualche campanello d’allarme dal punto di vista dell’affidabilità per quanto riguarda questa Power Unit.

Lo si è visto anche con la Williams di Sainz e lo stesso George Russell ha ammesso che sulla sua Mercedes sono già state sostituite alcune componenti tra ieri e oggi, dopo aver riscontrato piccoli problemi. La gara è lunga e Mercedes, soprattutto come team ufficiale, ha avuto difficoltà anche nei test del Bahrain. È possibile quindi che ci si trovi di fronte a una PU capace di spingere fortissimo sul giro secco, gestendo l’energia in maniera molto efficace — soprattutto nelle fasi di rilascio e ricarica — ma che deve ancora essere verificata sulla distanza di gara. Da questo punto di vista la Ferrari potrebbe essere messa meglio in termini di affidabilità.

Il Super Clipping che imbarazza

Un’altra nota purtroppo negativa, confermata sia ieri sia oggi, riguarda il nuovo regolamento tecnico. Sui rettilinei più lunghi le monoposto arrivano a perdere davvero troppa velocità e nessun pilota sembra essere soddisfatto di questa situazione. Dagli onboard è piuttosto evidente: le vetture arrivano anche vicine ai 330 km/h sul lungo rettilineo opposto del tracciato di Melbourne, ma quando la batteria si esaurisce scendono improvvisamente fino a 260–270 km/h pur con il piede completamente sul gas. Questo fenomeno, il cosiddetto super clipping, porta l’MGU-K ad andare in ricarica frenando di fatto la macchina mentre il pilota sta accelerando al 100%. Il problema è il “quanto” l’effetto rallenti le monoposto: davvero troppo.

È una dinamica che, onestamente, finisce per togliere senso al concetto stesso di Formula 1. Spiace vedere le alte cariche della categoria difendere questa situazione, sostenendo che le cose miglioreranno con il passare delle gare. In realtà l’unico vero modo per migliorare la situazione sarebbe modificare la ripartizione della potenza. Una distribuzione del 50% tra motore termico e motore elettrico difficilmente può funzionare a lungo termine e andrebbe rivista per permettere una gestione diversa dell’energia. E la vociferata riduzione della potenza dell’MGU-K in fase di deploy rappresenterebbe un palliativo per nascondere la radice del problema.

La verità è che questo regolamento è stato impostato male proprio nella sua concezione. Ed è un peccato, perché per il resto le monoposto sono più leggere, più corte e più strette: sembrano più agili rispetto a quelle del passato. A una nota positiva del regolamento, dunque, se ne contrappone una negativa che in questo momento pesa molto di più.

Detto questo, la gara sarà un’altra storia. Non sono da escludere problemi tecnici, visto quello che si è già visto nelle prime due giornate. C’è poi molta curiosità attorno alla partenza, uno dei temi più delicati di questo precampionato. La speranza è che tutto proceda senza intoppi e che non ci siano problemi proprio al via, che in questo momento rappresenta forse l’aspetto più preoccupante. A questo punto non resta che attendere la gara per poter iniziare a tracciare le prime, inevitabilmente ancora molto leggere, analisi su questo inizio di Mondiale.

Immagine di copertina: Media Mercedes

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