F1 | GP Australia 2026: Aston Martin, un barlume di speranza dopo la qualifica

Di: Alessandro Secchi
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Pubblicato il 7 Marzo 2026 - 14:30
Tempo di lettura: 2 minuti
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F1 | GP Australia 2026: Aston Martin, un barlume di speranza dopo la qualifica

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Ritardo quasi dimezzato rispetto ai top team e Alonso che ha chiuso il sabato senza problemi. La AMR26 arranca ma si vede un piccolo segnale di miglioramento

Dopo un inizio di weekend a dir poco tremendo per Aston Martin — segnato anche dalla conferenza congiunta di Adrian Newey e Koji Watanabe, capo di HRC — in cui di fatto è stato annunciato che la AMR26 avrebbe girato in maniera limitata durante il weekend, dal risultato delle qualifiche del Gran Premio d’Australia si intravede una piccolissima luce in fondo a un tunnel che, evidentemente, è ancora molto lungo.

Questo soprattutto grazie a Fernando Alonso che, nel corso del Q1, ha incredibilmente sfiorato il passaggio al Q2. Certo, va ovviamente ricordato che Max Verstappen e Carlos Sainz non hanno praticamente girato, così come Lance Stroll: anche se in questo caso parliamo comunque dello stesso team.

L’aspetto forse più significativo, però, è che almeno sul piano dei tempi sul giro Aston Martin sembra aver recuperato quasi la metà del divario mostrato fino a ieri: un distacco che arrivava a superare i quattro secondi, anche quattro secondi e mezzo, rispetto ai team di prima fascia.

Si tratta ovviamente ancora di un gap enorme, ma è possibile che le contromisure di cui si è parlato in conferenza stampa — pensate per limitare le fortissime vibrazioni che la Power Unit Honda andava a creare sulla monoposto — abbiano portato qualche piccolo beneficio dal punto di vista della guidabilità; forse sono riuscite almeno in parte ad attenuare le conseguenze dei problemi legati soprattutto al motore termico.

Quello di oggi è probabilmente il primo piccolo segnale positivo che Aston Martin può mettere a referto da quando la monoposto è scesa in pista per la prima volta, nel giovedì dei test di Barcellona: quindi oltre un mese e mezzo fa. Aver quasi dimezzato il divario rispetto ai team di vertice può essere considerato quantomeno un punto di partenza. Servirà tempo, ma almeno si intravede qualcosa di meno negativo rispetto a quanto visto finora.

Ora bisognerà capire se e quanto questa monoposto riuscirà a girare domani in gara, e soprattutto quanti giri potrà completare. In questo momento Aston ha infatti a disposizione soltanto due pacchi batterie, ovvero quelli montati sulle due vetture, senza alcuna unità di ricambio. Da verificare è comunque il problema sulla monoposto di Stroll, oggi rimasta ai box. Tutto ciò che arriverà in gara sarà quindi tanto di guadagnato, sia in termini di chilometraggio sia per i dati raccolti, fondamentali per cercare di migliorare qualcosa già nelle prossime tappe in Cina e in Giappone.

Il tutto prima di quella che potrebbe diventare una lunga pausa prima di Miami, nel caso in cui i Gran Premi del Bahrain e dell’Arabia Saudita dovessero effettivamente saltare.

Immagine di copertina: Media Aston Martin

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