Segue l’anteprima del GP Australia 2026 di P300.it
Dopo la pausa invernale più breve degli ultimi anni, la Formula 1 è pronta a riaccendere i motori e far partire ufficialmente la sua 77esima stagione. Il campionato 2026 è probabilmente uno dei più attesi dell’ultimo decennio, complice un imponente cambio regolamentare che ha stravolto le monoposto e, su tutto, la Power Unit. Si scoprirà presto se tale attesa sarà ripagata da uno spettacolo all’altezza dello sport oppure, preoccupazione di molti, genererà malcontento e richiederà modifiche immediate al fine di tutelare l’immagine della disciplina.
89° GP d’Australia
40a edizione valevole per il mondiale di F1
GP 1/24 – 6/8 marzo 2026
Gran Premio #1150
Per la prima volta dopo 17 anni, la McLaren si presenta al via del Mondiale da Campione del Mondo Piloti in carica. Merito di Lando Norris, che non vede l’ora di scendere in pista calzando quel numero 1 inseguito per un’intera carriera. Chi ha invece voglia di rivalsa, dopo la cocente delusione del 2025, è senza dubbio Oscar Piastri. L’australiano, a Melbourne, gareggerà davanti al pubblico di casa, pronto a sostenerlo come mai prima d’ora per spingerlo verso quel podio che mai nessun pilota “Down Under” è riuscito a conquistare di fronte ai propri tifosi.
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Il regno papaya potrebbe incontrare il primo rivale nella successione al trono iridato nella Mercedes. Nel corso delle ultime due stagioni, si è più volte parlato del potenziale vantaggio del quale dovrebbe godere il motopropulsore fabbricato a Brixworth rispetto alla concorrenza. Nei test pre stagionali, tale impressione sembra essersi confermata, seppur non siano mancate alcune noie per affidabilità.
Se lo augura su tutti George Russell, al via della sua quinta campagna in argento e, per la prima volta, inquadrato da appassionati e addetti ai lavori come il potenziale favorito numero 1 per la conquista dell’iride. Per Kimi Antonelli, pupillo del manager austriaco fin dalle sue prime uscite sui kart, l’esperienza accumulata negli ultimi 12 mesi permetterà certamente al bolognese di affrontare il suo secondo anno nella massima serie con un maggior numero di certezze, nella speranza che le sbavature e gli sbagli del 2025 possano presto essere un lontano ricordo.
Attesa ad un appuntamento con la storia è certamente la Red Bull. Per la prima volta dal loro ingresso in F1 nel 2005, la scuderia di Milton Keynes comincerà una stagione equipaggiata con un propulsore interamente prodotto in casa, dopo essersi divisa nel corso degli anni tra le creature tecniche di Renault e Honda. Nonostante un iniziale scetticismo, dovuto anche alla collaborazione con la rientrante Ford, la Power Unit realizzata in Inghilterra si è presentata bene alla prova della pista. Eccezion fatta per alcuni problemi di affidabilità, comprensibili vista la scarsa esperienza in questo campo, il motore della Red Bull Powertrains si è dimostrata competitiva ed efficace soprattutto dal punto di vista della gestione dell’energia, fondamentale più che mai nel corso del 2026.
Max Verstappen, non certo tra i più entusiasti della deriva che pare aver preso la F1 con questi nuovi regolamenti, si presenta al via del Mondiale privo del suo amato numero 1 per la prima volta dal 2022. Spodestato da Norris per appena due punti alla fine della scorsa stagione, l’olandese ha grande voglia di rivalsa e spera che lo stravolgimento delle carte in tavola possa favorirne un’ulteriore corsa all’iride. Al suo fianco, si appresta a cominciare la sua annata d’esordio in Red Bull Isack Hadjar.
Il francese ha impressionato nella sua stagione da rookie, conquistando un podio inaspettato a Zandvoort e guadagnandosi la promozione nella squadra madre a suon di prestazioni convincenti e nettamente superiori rispetto al vicino di box. Il classe 2004 spera che il destino dei suoi predecessori sia diverso dal proprio, per fornire un contributo numerico maggiore rispetto a quanto visto con profili come Pierre Gasly, Alexander Albon, Liam Lawson e Yuki Tsunoda, tutti finiti nel tritacarne del fuoriclasse di Hasselt.
Il 2026 si prospetta come potenzialmente decisivo e con un possibile impatto di rilievo sul prossimo futuro per la Ferrari. La Scuderia è reduce da un 2025 più che deludente, nel corso del quale le altissime aspettative di inizio anno sono state presto schiacciate dalle scarse prestazioni della monoposto di Maranello. Il quarto posto rimediato nella classifica Costruttori e il numero 0 alla voce vittorie hanno drasticamente abbassato i proclami per il campionato venturo. Dopo 7 anni ad inseguire il suo sogno, Charles Leclerc comincerà la sua nona stagione in F1, l’ottava al volante della Rossa.
Fin dal suo arrivo a Maranello, il monegasco ha spesso rappresentato uno degli unici ancoraggi della Scuderia, specialmente nei momenti più bui nei quali la sola speranza di ottenere un risultato di rilievo era riposta sulle sue spalle. Le ultime due annate hanno mostrato un pilota maturato e cresciuto sotto tutti gli aspetti, sempre più leader all’interno del box e ormai annoverato a gran voce come uno dei migliori sulla griglia.
Di riscatto e di rivincita dovrà essere, senza scusante alcuna, il campionato di Lewis Hamilton. Trovare la minima traccia positiva nel 2025 del britannico è praticamente impossibile, soprattutto quando si tenta il confronto con la campagna di Charles, ed è per questo motivo che, quest’anno, non saranno ammessi ulteriori passi falsi. Si è parlato tanto di come questo cambio regolamentare possa rappresentare un’occasione potenzialmente decisiva per il futuro del 7 volte Campione del Mondo, visti i suoi trascorsi tutt’altro che felici con le monoposto ad effetto suolo.
Alle spalle dei quattro top team si trova un gruppo piuttosto ampio di contendenti. Dai dati emersi dai test, le principali contendenti per le prime posizioni del midfield sembrano essere Haas e Alpine, quest’ultima passata proprio quest’anno alla Power Unit Mercedes. Quest’ultimo innesto potrebbe rivelarsi cruciale nella risalita della squadra di Enstone, reduce da un 2025 disastroso e privo di grandi acuti. Più in difficoltà sono apparse Williams, arrivata in ritardo e in sovrappeso alle prime uscite stagionali, e Racing Bulls, l’unica scuderia a schierare un debuttante per quest’anno in Arvid Lindblad.
Si presenta per la prima volta ai nastri di partenza un nome dal grande peso nel panorama motoristico come Audi, che ha rilevato la vecchia Sauber e punta tutto sulla coppia formata, ancora una volta, da Nico Hulkenberg e Gabriel Bortoleto. A chiudere il gruppo, al momento, ci sono senza dubbio Cadillac, anch’essa all’esordio assoluto in F1, e Aston Martin. Se per la scuderia americana era pronosticabile una partenza in salita, tutt’altro scenario si immaginava per quella inglese. I gravi problemi di affidabilità evidenziati dalla Power Unit Honda hanno frenato drasticamente il lavoro degli uomini in verde, che si sono ritrovati a completare poche centinaia di giri tra lo shakedown di Barcellona e i sei giorni a Sakhir.
La situazione sembra talmente drammatica che il ritiro preventivo nei primissimi giri della gara di domenica è un’ipotesi tutt’altro che utopica. Per Fernando Alonso, che ha scommesso sul progetto di Lawrence Stroll e si era detto entusiasta dell’arrivo del genio dell’aerodinamica, Adrian Newey, il 2026 non pare per ora rappresentare l’ultima speranza di riuscire a conquistare la tanto agognata 33esima vittoria della carriera.
I nuovi regolamenti
Il 2026 apre una nuova era della Formula 1. Monoposto più strette, più corte, più leggere e semplificate nell’architettura della Power Unit con la rimozione dell’MGU-H, ma non nella loro gestione. La ripartizione al 50%/50% tra le potenze distribuite dal motore termico (depotenziato) e dal motore elettrico, l’MGU-K (quasi triplicato, da 120kW a 350), porta con sé una sfida completamente nuova che rischia di trasformare la Formula 1 da una categoria velocistica ad una di pura gestione.
A tutto questo si aggiunge l’aerodinamica attiva, una sorta di doppio DRS (inteso come sistema) di supporto all’efficienza, al fine di consumare meno batteria sui rettilinei. A tal proposito, ali anteriori e posteriori si apriranno in tutti i tratti dritti di ogni circuito, in zone prefissate dalla FIA.
Il DRS inteso come sistema di sorpasso non c’è più, sostituito dall’Overtake Mode, una modalità di potenza supplementare che ricalcherà la dinamica precedente, ovvero con la disponibilità solo quando si è all’interno del secondo dalla monoposto che precede. La modalità “Boost”, invece, acquisisce un nome per un qualcosa che esisteva già, ovvero una disponibilità di potenza generale da utilizzare nel corso del giro.
Già nei test in Bahrain si sono aperti dibattiti e polemiche per le modalità con cui le nuove monoposto devono essere gestite. Le nuove vetture richiedono un elevato lift and coast e tutta una serie di tattiche per far sì, in mancanza dell’MGU-H, di ricaricare le batterie. A Sakhir abbiamo visto difficoltà nei sorpassi e anche ad arrivare a fine rettilineo in spinta. Il grande timore è che la ripartizione al 50%/50% sia stata troppo ottimistica nei piani della F1 e si sta già discutendo dell’argomento, con la possibilità che vengano apportate delle modifiche ai regolamenti qualora la situazione dovesse rappresentare un danno.
C’è sicuramente molto interesse, come per ogni ciclo tecnico al via, per chi capire chi avrà lavorato meglio e chi avrà saputo sfruttare il regolamento nel modo migliore. A proposito di questo, Mercedes è ancora nel mirino degli avversari motoristi per la vicenda del rapporto di compressione, che ha tenuto banco praticamente per tutto l’inverno. Dal 1° di giugno, la FIA cambierà metodo di verifica dei parametri aggiungendo il controllo a caldo, che diverrà poi unico in vigore dal 2027.
30 per Melbourne
Melbourne festeggia il trentennale della sua prima edizione nel 1996. Al tempo, il cittadino dell’Albert Park entrò nel calendario come prima gara del mondiale, il 10 marzo, in sostituzione di Adelaide, sulla quale si era corso dal 1985 al 1995. Curiosità, l’Australia ebbe quindi due Gran Premi in sequenza. L’ultimo appunto della stagione 1995 ed il primo del 1996, vinto da Damon Hill (poi vincitore del titolo iridato) con la Williams.
La prima gara di quell’anno fu caratterizzata da un incidente tremendo occorso a Martin Brundle nel corso del primo giro, con la Jordan volata in aria e spezzata in due. Per il britannico solo un po’ di polvere e niente più. Quello del 1996 fu anche il primo GP in Ferrari per Michael Schumacher. Il tedesco iniziò la sua avventura con il Cavallino con un ritiro in una stagione nella quale, con la difficile F310, sarebbe poi riuscito a conquistare tre vittorie.
La pista è stata rinnovata da pochi anni e resa molto più veloce, con l’eliminazione della vecchia chicane 9/10 e la riprofilazione di altre curve, rese meno spigolose. Paradossalmente, le modifiche attuate per rendere più spettacolari le gare potrebbero, ora, rendere più difficile la gestione dell’energia con i nuovi regolamenti. Scopriremo gli scenari già dalle prove libere.
Chi è il favorito
Mai come questa volta è difficile fare pronostici. Tante sono le incertezze, molti i dubbi e provare a stilare una classifica parziale dopo i test è davvero poco affidabile. La sensazione generale è che il blocco dai quattro top team abbia un vantaggio sostanziale sul resto del gruppo. Aston Martin sarà sicuramente in fondo al gruppo, con Cadillac più avanti. Alpine e Haas potrebbero essere le sorprese, con Audi che è apparsa meglio del previsto.
In ogni caso, ci vorranno diverse gare per avere una situazione più o meno chiara dei valori in campo. Sempre che eventuali problemi generali sulla gestione di queste monoposto non costringano la Federazione ad intervenire pesantemente, in corso d’opera, sui regolamenti; più di quanto non sia già stato fatto con i controlli sul rapporto di compressione. Già questo ci lascia intendere come la situazione sia complicata.
In ogni caso, ci siamo. Venerdì, alle 2:30 di notte, la prima sessione di prove libere. Buon campionato a tutti!
LA MAPPA

LE GOMME

DATI CIRCUITO – Albert Park GP Circuit
Nazione: Australia
Circuito: Albert Park
Primo Gran Premio: 1996
Lunghezza del circuito: 5,278 km
Giri da percorrere: 58
Distanza totale: 306,124 km
Numero di curve: 14
Senso di marcia: orario
Mescole Pirelli: Hard (C3), Medium (C4), Soft (C5)
RECORD – GP Australia
Giro gara: 1:19.813 – C Leclerc – Ferrari – 2024
Distanza: 1h20:26.843 – C Sainz – Ferrari – 2024
Vittorie pilota: 4 – M Schumacher
Vittorie team: 12 – McLaren
Pole pilota: 8 – L Hamilton
Pole team: 11 – McLaren
Km in testa pilota: 1.190 – M Schumacher
Km in testa team: 3.295 – Ferrari
Giri in testa pilota: 235 – M Schumacher
Giri in testa team: 719 – McLaren
Migliori giri pilota: 6 – K Raikkonen
Migliori giri team: 11 – Ferrari
Podi pilota: 10 – L Hamilton
Podi team: 28 – Ferrari, McLaren
Albo d’oro e orari TV del GP Australia 2026

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