F1 | GP Abu Dhabi 2020, anteprima AlphaTauri: parlano Gasly e Kvyat

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Segue l’anteprima del team AlphaTauri per il GP Abu Dhabi 2020

Pierre Gasly

“È in arrivo la terza gara consecutiva sotto le luci artificiali, ormai siamo diventati dei veri nottambuli. È bello correre la sera quando c’è un po’ più di fresco. Mi piacciono queste gare, così come quella di Singapore, perché è tutto diverso dal solito. I risultati storici del team su questa pista non sono stati eccezionali, ma sono un ottimista per natura e penso che questo sia un buon momento per cambiare le cose. 

La pista mi piace moltosoprattutto l’ultimo settore che è molto tecnico e nel quale bisogna tenere un buon ritmo in molte curve. I primi due settori, con i rettilinei, sono più da motore e quest’anno abbiamo fatto un bel passo avanti su questo fronte e siamo competitivi, quindi credo che potremmo contare su un buon passo gara.

Questa è stata una stagione molto strana e impegnativa per tutti, con 17 gare disputate in cinque mesi e mezzo. Per noi piloti non c’è stato molto tempo per riprendere fiato, ma è stata ancora più dura per i meccanici e tutto il personale del team: con tanti viaggi e voli, hanno avuto pochissimo tempo da trascorrere a casa. Sarà piacevole per tutti poter trascorrere la fine dell’anno con le proprie famiglie. È quello che farò anche io e ne approfitterò per rilassarmi un po’, anche se dobbiamo continuare a tenere alta la guardia contro il virus.

È vero che con tutte le restrizioni è stata una stagione meno godibile. Penso principalmente al fatto che non abbiamo quasi visto fan sui circuiti per tutto l’anno e quindi è mancata un po’ di energia e atmosfera. Ma, in generale, siamo stati molto fortunati a poter vivere una stagione così intensa, perché in molti altri sport non è andata allo stesso modo.

In realtà, siamo riusciti a correre una stagione completa ed è fantastico. Anche se per alcune persone ci sono stati momenti difficili e ricordi spiacevoli, per me resterà sempre un anno storicoquello in cui ho ottenuto la mia prima vittoria in Formula 1. Non dimenticherò mai le emozioni che ho vissuto a Monza, nella migliore stagione in assoluto per questa squadra”.

Daniil Kvyat

“Lo scorso weekend in Bahrain è stato bello per me: ero contento della prestazione del venerdì e lo sono stato anche dopo le qualifiche. La gara in sé è stata strana e le tempistiche d’uscita delle safety car non mi sono state d’aiuto. Il team non ha sbagliato nulla, ma speravo in un risultato migliore partendo dal sesto posto sulla griglia.

Tuttavia, per certi versi è stata la mia miglior gara dell’anno, anche se il risultato non lo dimostra pienamente. Guardando ad Abu Dhabi, il circuito di Yas Marina mi piace moltoè una struttura bella e moderna, anche se per i miei gusti ha un po’ troppe vie di fuga. Tuttavia, si tratta di un circuito particolarmente tecnico, soprattutto l’ultimo settore che è molto impegnativo. Ci sono alcuni rettilinei e zone DRS ben piazzate, quindi solitamente in gara ci si può divertire un po’. Lì in passato ho vinto il titolo GP3 e in F1 sono finito a punti in un paio d’occasioni.

Questa è la nostra terza gara di fila sotto le luci artificiali, mi piace correre in notturna. Ripensando alla stagione in generale, non è andata così male, anche se a volte i risultati non erano quelli che io e i miei ragazzi avremmo meritato. A volte è stato un po’ frustrante, ma nel complesso ho fatto tante belle gare quest’anno.

Ci sono stati alti e bassi, ma sentivo di essere cresciuto come pilota: ho avuto molta più esperienza dalla mia parte e sono riuscito a mantenere la calma quando le cose non sono andate nel verso giusto. Comunque, sono riuscito a fare una seconda parte di stagione molto forte e ne sono felice. È stata una stagione unica in circostanze insolite e tutti quelli che l’hanno vissuta la ricorderanno per molto tempo. Tutti all’AlphaTauri hanno dovuto lavorare ancora più duramente del solito per portare in pista due vetture ogni fine settimana e quest’anno abbiamo decisamente fatto un passo avanti”.



Immagine di copertina: AlphaTauri

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Alessandro Secchi
Classe 1983. Ragioniere sulla carta, informatico per necessità, blogger per anni ed ora giornalista pubblicista per passione. Una sedia, una tastiera e tre schermi sono il mio habitat naturale.
"Il mio Michael" è il mio libro su Schumi ma, soprattutto, il mio personale modo di dirgli "Grazie". #KeepFightingMichael, sempre!

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