F1 | Ferrari, Vasseur: “Obiettivo Mondiale, spirito di squadra fondamentale”

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Tempo di lettura: 8 minuti
di Alessandro Secchi @alexsecchi83
Coautore: Paolo Filisetti
27 Gennaio 2023 - 01:00
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Prime parole ufficiali da Team Principal della Ferrari per Fred Vasseur

Sono molti i temi trattati nel primo incontro ufficiale con la stampa italiana di Frédéric Vasseur. Il nuovo Team Principal della Ferrari, entrato in carica da poco più di due settimane, si è concesso ai media nostrani per rilasciare le sue prime dichiarazioni e raccontare il primo approccio con il mondo del Cavallino dopo la lunga esperienza in Sauber/Alfa Romeo.

Fedele all’outfit delle prime foto pubbliche, in maglioncino scuro, Vasseur ha esordito scusandosi per l’italiano scarno ma confessando di essere già in fase di studio, ritenendo importante parlare la nostra lingua per dimostrare spirito di ambientazione all’interno del gruppo Ferrari. Prendere lezioni di italiano è stata “La prima decisione da Team Principal”, dice col sorriso.

La pressione di essere a capo della Ferrari? C’è ed è giusto che ci sia: “Sto dormendo abbastanza bene, mangio molto meglio, le notti sono corte. La pressione c’è ma onestamente devi accettarla se sei in questo business. Se non la senti devi cambiare lavoro. Sono sempre stato in grado di gestirla e spero di riuscire anche stavolta”.

L’arrivo in Ferrari

Vasseur conferma che la chiamata ufficiale è arrivata dopo i rumours esplosi sul finire della stagione e la scelta è stata facile, con l’appoggio totale da parte della famiglia (che più in là lo raggiungerà). Il passaggio di consegne con Mattia Binotto “è stato perfetto, con un mood positivo, abbiamo trattato tutti i temi e ho particolarmente apprezzato tutto questo da parte sua”. Il nuovo Team Principal conferma che questa è la sfida più grande della sua carriera: “Assolutamente. Questo è chiaro. In passato ho avuto sfide difficili, per esempio quando ho iniziato in Formula Renault dal nulla. Se mi guardo indietro è stata dura. Qui sei molto più esposto, l’aspettativa è molto alta ma credo sia anche conseguenza di questo team, uno dei top. Abbiamo un obiettivo chiaro che è il titolo”.

Positivamente colpito dalle strutture e dalle risorse durante i primi sopralluoghi all’interno dell’azienda, Vasseur ammette che le prime settimane alla guida del Cavallino sono state toste ma anche per una sua volontà: “Qui iniziano molto presto e finiscono molto tardi. La prima volontà è stata voler conoscere tutte le persone per capire le potenzialità. Ogni team è basato su relazioni umane e questo significa che devo conoscere tutti. Ho avuto delle one to one con molte persone, volevo conoscerle. È un buon feeling, il mood è positivo, la motivazione è mega”.

Quando gli viene chiesto se ha consapevolezza di non essere il Team Principal solo di un team ma di una sorta di istituzione del Motorsport, conferma la sensazione: “Ho avuto la stessa sensazione quando sono arrivato. Diciamo che è un buon aspetto del progetto, l’entusiasmo dietro al team è mega. Abbiamo tanti fan e tante persone dietro di noi e forse a volte dobbiamo calmare questo entusiasmo ed essere più pragmatici. Ripeto, è una buona cosa ma è come quando si parla del numero di gare, tutti si lamentano ma due anni fa facevamo fatica a trovare posti per correre. Non possiamo lamentarci dell’entusiasmo”.

Al ricordo che il suo illustre predecessore Jean Todt ha impiegato sei anni prima di conquistare un titolo, Vasseur sorride, aggiungendo “Non si possono fare paragoni con il passato, sarebbe un errore pensare a cosa succedeva negli anni ’90…”

Il nuovo ruolo

Vasseur parla del suo ruolo di General Manager: “Il mio ruolo è gestire la Scuderia e l’obiettivo vincere il mondiale, c’è confusione sui termini perché la Scuderia è un dipartimento della Ferrari e non una compagnia a sé, quindi non deve avere un suo CEO. Il mio ruolo è gestire la scuderia dalla scelta dei piloti ai meccanici e devo fare in modo che tutti lavorino al meglio”. Quando gli viene chiesto perché secondo lui la Ferrari pensa sia la persona giusta, indica che non spetta a lui rispondere, specificando meglio il ruolo che gli è stato affidato: “Non sono un aerodinamico, non sono un meccanico, non sono un chief designer, ma il mio ruolo è di mettere tutti loro nelle migliori condizioni per fare un buon lavoro”. La presenza di Leclerc “non so quanto abbia influito” nell’arrivo a Maranello, ma “Il Team Principal non è qui per mettere solo Charles nelle migliori condizioni ma tutto il team”.

Obiettivo titolo

In un’ora di presentazione le parole Titolo e Mondiale vengono ripetute più volte e questo è un po’ il filo conduttore della giornata. Vasseur non si nasconde e parla chiaro pur senza ostentare certezze che non può avere: “L’obiettivo non è lavorare con Ferrari ma vincere con Ferrari, per la storia e la tradizione che c’è dietro tutti noi. Il target, quando hai queste risorse e piloti come Charles e Carlos è vincere. È lo stesso in Mercedes, è lo stesso in Red Bull ma alla fine dell’anno solo uno vince. Non possiamo avere altro obiettivo.”. Un altro messaggio importante che Vasseur lascia passare è quello dell’unità di gruppo, dello spirito di squadra: “Per me è cruciale la migliore collaborazione tra tutti i membri del team e lo spirito del team stesso, il fatto che tutti spingano nella stessa direzione”.

Charles e Carlos

Non sono mancate delle dichiarazioni sulla coppia di piloti e sull’annosa questione delle pari opportunità all’interno del team: “Credo che come Ferrari abbiamo la capacità di fornire ai due piloti la stessa macchina. L’obiettivo è vincere a prescindere, che sia Charles, Carlos o un altro pilota. La mia politica è chiara: spingere come il diavolo con entrambi i piloti e ad un certo punto della stagione se dovremo concentrarci di più su uno lo faremo. Non avremo un numero 1 e 2 a prescindere”.

A chi gli chiede conto del suo rapporto di lunga data con Leclerc, Vasseur mette le mani avanti specificando che il Team Principal deve mettere davanti a tutti gli interessi della squadra e non del singolo pilota. Sottolineando, poi, di avere una grande stima nei confronti di Sainz, ricordando di aver spinto per averlo in Renault senza lavorarci insieme dato il suo passaggio in Sauber. Sullo spagnolo, Vasseur elogia il suo processo di maturazione specificando che il rapporto tra i due è “migliore di quanto possa sembrare dall’esterno”. Nessuna fretta per i rinnovi, questi non sono una priorità né per la squadra né per i piloti stessi (la scadenza per entrambi è a fine 2024).

Sui problemi ereditati

È difficile poter dire, dopo sole due settimane, di aver capito pienamente i problemi dello scorso anno. Vasseur, a proposito, è molto chiaro: “La parte più difficile del mio lavoro è capire cosa non funziona quando non vinci. È la cosa più complicata e anche quando sei dentro al team è difficile. Non sono un arrogante che arriva e in due settimane dice “questo non va, questo non va”. Dall’esterno si è parlato di affidabilità e performance rispetto agli altri ma non si tratta di capire solo la parte visibile, bisogna capire cosa c’è sotto. Step by step cercherò di capire meglio la situazione. Una delle cose ovvie sono i problemi di affidabilità dell’anno scorso e credo siano sotto controllo ora”. Si passa poi a parlare di strategie e qui, il nuovo Team Principal, è molto chiaro: “Abbiamo un paio di settimane per fare una scelta. Non si tratta di individualità ma c’è un gruppo che lavora a questo, devo capire quale era o quali erano i problemi in passato prima di prendere qualsiasi decisione”.

Sulla nuova Rossa

Si parte con una battuta abbastanza scontata: “Sarà rossa…”. Niente info sul nome, che scopriremo il giorno della presentazione, mentre è previsto un filming day dopo la presentazione del 14 febbraio, con tempi molto ristretti visti i test in Bahrain dal 23 al 25. Vasseur smonta con leggerezza le speculazioni dei giorni scorsi su miracolosi vantaggi della futura monoposto rispetto al passato (“Tutti scrivono cazzate sulla questione”), andando poi nel dettaglio: “Abbiamo solo dati e non abbiamo messo ancora la macchina in pista, quindi dobbiamo essere sicuri della correlazione tra pista, galleria e simulatore anche se sembra essere ok dal passato. Non vi darò dati di comparazione. La performance è poi sempre relativa. Non mi interessa essere più veloce se gli altri lo sono più di me. Vedremo in Bahrain. L’affidabilità sembra essere ok, ma dovremo aspettare di essere in pista per capirlo con certezza”.

Spirito di squadra

Un altro dei punti fermi delle parole di Vasseur è il richiamo allo spirito di squadra, alla necessità di fare gruppo e di lavorare nella stessa direzione per un obiettivo comune, quello di vincere: “Nei primi due mesi si vedrà molto poco del mio lavoro, è più importante lavorare sullo spirito del team”.

Sulle relazioni interne ed esterne

Forte di fresca investitura, Vasseur specifica di essere in costante contatto con Benedetto Vigna e John Elkann. A chi gli chiede come vuole porsi verso gli altri protagonisti del Circus, il neo Team Principal risponde così: “Parte del mio lavoro è anche costruire relazioni forti con tutti i protagonisti. FOM, FIA, gli altri team. Spenderò parte della mia vita per promuovere forti relazioni e non voglio fare commenti su quello che è stato il passato, abbiamo bisogno di avere una relazione trasparente tra tutti. È uno degli aspetti su cui devo lavorare e lo farò. Con Toto Wolff credo manterrò una buona relazione. Siamo intelligenti abbastanza di combattere con tutti mantenendo buoni rapporti”.

Dopo aver glissato sulle polemiche tra FIA e F1 degli ultimi giorni (“Non è il momento di parlarne, ci sarà una F1 Commission a breve”), Vasseur aggiunge che l’eventuale ingresso di un undicesimo team sarebbe buona cosa solo nel caso in cui aggiungesse valore alla F1.

Immagini: Media Ferrari

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