F1 | Ferrari SF-23, rivoluzione sotto mentite spoglie

F1Tecnica
Tempo di lettura: 3 minuti
di Paolo Filisetti @paolofilisetech
14 Febbraio 2023 - 19:30
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L’analisi della Ferrari SF-23, la monoposto di Maranello per il mondiale 2023 di F1

La Ferrari SF-23 presentata a Fiorano oggi fa vedere innanzitutto che la filosofia introdotta lo scorso anno dalla Ferrari, con le fiancate scavate nella parte superiore e provviste di numerose griglie per l’evacuazione per lo smaltimento del calore, è rimasta.

La Ferrari è quindi restata fedele a questa tipologia di concetto aerodinamico, non seguendo quello della Red Bull con le fiancate spioventi posteriormente così come molte altre squadre hanno fatto tra le monoposto sinora presentate.

Il tutto non si ferma qui: nonostante la Ferrari confermi questa filosofia, in realtà questa macchina è totalmente ridisegnata nei suoi vari elementi, a partire dall’anteriore con un outwash molto pronunciato, con il bordo di uscita dell’ultimo flap che si abbassa notevolmente verso il punto di attacco delle paratie laterali.

Altri due elementi sono molto interessanti: il primo è la presenza di cinque deviatori di flusso posti tra i flap regolabili, che ricordano esattamente la soluzione portata ad Austin ma dichiarata illegale dai Commissari tecnici del Gran Premio degli Stati Uniti e poi riproposta, in forma ridotta, sempre da Mercedes nel Gran Premio di Città del Messico.

Oltre a ciò è interessante notare come l’estremità anteriore del musetto non corrisponda più al profilo principale dell’ala, bensì termini esattamente sul profilo mediano. È quindi arretrato e, in questa maniera, si è liberata maggiormente superficie del profilo principale dell’ala che quindi può lavorare con una minore interferenza data dal volume anteriore del musetto.

Diverse anche le imboccature dei radiatori delle fiancate che sono sempre rimaste oblunghe ma, mentre l’anno scorso erano una sorta di V orizzontale, queste ora hanno una forma ad U, con il profilo superiore ed inferiore rispettivo molto più orizzontali.

Questo denota anche un totale riposizionamento delle masse radianti per quanto riguarda la disposizione delle griglie poste nel solco superiore delle fiancate, divise praticamente in due diverse serie; una piccola anteriore centrale, che ricorda quelle che anche l’anno scorso aveva fatto debuttare l’Alpine nel corso della stagione, ed una serie di feritoie sinuose che ripercorrono l’andamento dello scorso anno, anche se ridotte in numero e in ampiezza.

A queste si aggiunge una interessante feritoia verticale ai lati del cockpit, che appare essere l’uscita di un S-Duct proveniente dalla parte bassa anteriore, sotto le imboccature delle fiancate. Il flusso in uscita da questa feritoia energizzerebbe quello caldo, meno denso, proveniente dalle griglie superiori delle fiancate stesse.

Il profilo laterale delle fiancate è più sciancrato: si nota il riposizionamento di tutto il packaging per quanto riguarda l’impianto di raffreddamento e così è diverso anche il bordo di attacco anteriore del fondo: non è più posto su due piani diversi, com’era caratterizzata soprattutto l’evoluzione introdotta lo scorso anno al Gran Premio di Francia, ma è più standard, complanare.

In sostanza cambia sicuramente la gestione dei flussi nella parte inferiore della vettura. A livello di bordo laterale non è stato possibile notare grosse differenze, sicuramente mascherate in questa primissima versione, anche se si vede una serie di profili che servono a indirizzare il flusso verso la zona all’interno delle ruote posteriori.

Per quanto riguarda altre caratteristiche della monoposto possiamo dire che il tirante dello sterzo, posto l’anno scorso tra il triangolo superiore a quello inferiore della sospensione anteriore, è invece complanare al triangolo inferiore, per pulire maggiormente aerodinamicamente questa vettura.

In sostanza una monoposto che potremmo quasi definire una rivoluzione sotto mentite spoglie, perché non fa vedere nulla di eclatante ma osservandola da vicino e attentamente si nota che il cambiamento e la riprogettazione è stata realmente totale e nei dettagli.

Immagini: Media Ferrari e P300.it

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