F1 | Fernando Alonso nell’intervista alla rubrica di Aston Martin: “Michael non aveva giornate pessime e non calava mai di performance. La sua determinazione era eccezionale”

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Tempo di lettura: 8 minuti
di Marco Colletta @MarcoColletta
11 Febbraio 2023 - 10:00
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Un’intervista di Aston Martin al suo neo-pilota Fernando Alonso a pochi giorni dalla presentazione della AMR23. Un viaggio tra passato, presente e futuro del pilota asturiano, tra racconti sul rivale storico Michael Schumacher, e la propria ambizione all’impresa del terzo titolo piloti.

Una nuova avventura è da poco iniziata per Fernando Alonso. Il primo pilota ad affrontare la ventesima stagione in F1, da quest’anno vestirà di verde: i colori dell’Aston Martin, il suo sesto team in carriera. A pochi giorni dalla presentazione di quella che sarà la sua – e di Lance Stroll – nuova monoposto, il due volte campione del mondo ha parlato di sé nella rubrica “UNDERCUT”, ideata dalla squadra stessa.

Un’intervista in cui non solo è entrato nella sua storia, ma in cui ha dato anche ampio spazio al suo primo storico rivale in pista: Michael Schumacher, battuto nel 2006 per conquistare il suo secondo titolo iridato.

Fernando, sei il miglior pilota in Formula 1?

“Nessuno sa la riposta a questa domanda. Ogni stagione continuiamo a cambiare opinione. Per tanti anni abbiamo pensato che Michael Schumacher fosse imbattibile e forse che avesse raggiunto un livello che nessuno avrebbe mai avuto in Formula 1. Ma, durante la storia di questo sport, abbiamo visto dominare diversi piloti ed è impossibile compararli.

Quello che so è che cerco di dare sempre il mio massimo. Non sono mai demotivato. Non mi interessa se sto lottando per il quinto o il quindicesimo posto, per me, è come lottare per la vittoria perché devo essere sicuro di dare il 100 per cento ad ogni giro di ogni gara.”

Devi credere di essere il miglior pilota se vuoi vincere in Formula 1?

Qualsiasi cosa fai nella vita, devi sempre avere uno spirito di competitività dentro di te – devi avere la fame di fare il meglio. Ho avuto questa fame sin da quando ero un bambino. Ho sempre cercato di battere chiunque in qualsiasi cosa facessi.

A prescindere che sia una gara, una partita di tennis, una partita a carte, voglio sempre vincere. È tutta questione di avvantaggiarsi con le tue forze sfruttando le debolezze degli avversari contro di loro. Se non posso batterli con il Plan A, vado di Plan B. Se il Plan B non funziona, vado con il Plan C. Devo sempre battere chiunque si trovi davanti a me.

Ci sono piloti che sono in un’incredibile forma in questo momento e li rispetto tutti. Ogni pilota sulla griglia ha davvero tanto talento, ma anche io faccio parte di quel gruppo e tutti hanno diversi punti di forza e di debolezza. È come li usi che ti portano a un livello differente.

Hai descritto il sette volte campione del mondo Michael Schumacher come un maestro. Cosa hai imparato da Michael?

“Michael non aveva giorni negativi. Michael non ha mai avuto un calo di performance. È quello che mi ha impressionato maggiormente quando sono arrivato in Formula 1 e specialmente quando ho lottato con lui per il titolo.

Precedentemente, in tutta la mia carriera e nelle diverse categorie, i miei rivali avevano giornate storte e quelli erano i momenti in cui bisognava capitalizzare, guadagnare su di loro quanti più punti possibili. Con Michael non accadeva. Lui e la Ferrari erano imbattibili per la maggior parte del tempo, ma anche quando non avevano la vettura, le gomme, o qualsiasi cosa che funzionasse nella corretta finestra di utilizzo, Michael finiva comunque secondo o terzo.

Anche dopo una pessima prova libera o qualifica, trovavi Michael sul podio alla domenica. Lui aveva quella tenacia, quella volontà di massimizzare ogni opportunità, minimizzando i danni nei giorni no e portandoli al limite in quelli buoni. La sua determinazione era strabiliante.

Hai lasciato un team che era più competitivo dell’Aston Martin la passata stagione. Perché ti sei unito ad Aston Martin?

“Aston Martin sta compiendo i passi necessari per vincere nel futuro immediato. Il team è determinato a diventare un contendente al titolo e lo farà in ogni modo possibile. Lo vedi negli investimenti, nella nuova fabbrica, nei talenti che si uniscono al team e tu vuoi fare parte di ciò.

E poi c’è il nome, Aston Martin. È e sempre sarà un marchio iconico del motorsport e dell’industria automobilistica. Scrivere il prossimo capitolo della storia del brand e diventare parte della famiglia Aston Martin mi rende orgoglioso.

È un’opportunità veramente speciale per me in questo momento della mia carriera. Mi sto preparando psicologicamente e mentalmente per questa sfida e vedo che questo progetto è quello vincente. È solo questione di tempo finché Aston Martin non arrivi a vincere gare e campionati. La mia più grande ambizione è quello di farlo nel minor tempo possibile, ma sono pronto per questo.

Cosa serve a un team per vincere il mondiale di Formula 1?

“Dobbiamo essere bravi a usare il nostro ingegno ed essere creativi in tutto ciò che facciamo. Devi reinventarti ogni stagione, ogni gara, cercando di essere migliori dei tuoi avversari. Questa è la più grande sfida per ogni team di F1.

Si parte con un’idea. Ma quando sarà possibile? Quello che hai bisogno di fare è possibile? È questo quello che devi continuare a chiederti. Questo è quello su cui bisogna lavorare continuamente.

Abbiamo il talento all’interno del team. Quando andremo a correre abbiamo bisogno di rasentare la perfezione in ogni gara, massimizzando i risultati dall’ingegno che è stato applicato nella vettura.

Quanto a lungo ti sei preparato aspettando per una vettura competitiva? Questa è la tua ultima occasione di vincere un altro titolo piloti?

“Non penso a quanto servirà al team per vincere le gare. Affronterò tutto gara dopo gara, stagione dopo stagione. Quel che è importante è continuare a fare progressi.

Dobbiamo essere soddisfatti l’uno dell’altro, aiutandoci a vicenda: Aston Martin mi aiuta a conquistare i risultati e gli obiettivi che io ho e io aiuto il team a fare progressi ogni gara, ogni anno, per avvicinarci e chiudere il divario dalle posizioni di vertice.

Userò tutta la mia esperienza e le mie conoscenze per aiutare il team a tagliare i tempi che servono per diventare campioni del mondo. Sarò dietro al volante quando arriverà quel momento? Nessuno lo sa. È impossibile da prevedere, ma quel che è certo è che io farò del mio meglio.”

Come ti sentiresti se Aston Martin iniziasse a vincere dopo che tu hai smesso di correre?

“Sarei ugualmente orgoglioso se il team vincesse senza di me nella vettura. Sarei soddisfatto del mio contributo al progetto.

Con Lance, il team ha un pilota molto giovane, molto talentuoso e che ha l’opportunità di diventare un campione del mondo. Vedergli ottenere quel traguardo e aver giocato un ruolo in questo processo, a prescindere che io sia dietro il volante o meno, sarà speciale per me.”

Quanto bene conosci il tuo nuovo compagno di squadra?

“Conosco Lance da 11 anni. Ci siamo incontrati nel 2012 quando ero in Ferrari – lui faceva parte della Ferrari Driver Academy. Conosco anche suo padre, Lawrence, da tanti anni. Siamo grandi amici. Sono stato diverse volte nella sua casa in Canada, praticando diversi sport e passando del buon tempo insieme.”

Quanto è sottovalutato Lance come pilota?

“Ha la velocità e ha talento. Lo ha mostrato diverse volte, specialmente sul bagnato. Ricordo la pole position di Lance in Turchia e altre sue performance eccellenti sul bagnato; devi avere un buon feeling con la tua vettura per riuscire ad essere così forte a questi livelli in queste condizioni difficili.”

Sei pronto per questa stagione?

“Mi sto allenando da dicembre. Questo pre-stagione è stato molto più leggero rispetto a quello degli anni precedenti. Nel 2021 ho avuto un incidente in bicicletta e l’inverno successivo ho rimosso alcune delle placche che mi erano state impiantate per ricostruire la mandibola.

Finalmente quest’inverno ho concentrato tutto il mio tempo sull’allenamento. Sono in una forma migliore rispetto alle ultime stagioni.”

Quanto è importante avere una preparazione ininterrotta per una nuova stagione?

“È estremamente importante, specialmente con una nuova squadra. Tutto cambia quando ti unisci a un nuovo team: la creazione del sedile;, le differenti procedure sul volante (tra bottoni e luci), le procedure nei pit stop.

Ci sono certe cose che sono uniche da team a team. Per imparare queste cose serve tempo e quindi vuoi che sia sempre il più semplice possibile. Questi cambiamenti sembrano facili da sentire, ma le nuove procedure devono diventare automatiche. Non puoi pensare a questi dettagli quando corri, devi essere concentrato al 100 per cento sulla guida.”

Quanto sei entusiasta di tornare dietro al volante?

“Quando raggiungi la fine della stagione, hai bisogno di un po’ di tempo per staccare dal motorsport. È un buon momento per passare il tempo con la famiglia e gli amici e non pensare troppo alle corse.

Ma, quando arriva febbraio, è come se fossi stato lontano dalle macchine per un tempo lunghissimo – ogni anno ti senti così. Non vedo l’ora di rientrare in auto e iniziare la stagione. Mi sento bene. Sono pronto.”

Immagine di copertina: Aston Martin Aramco Cognizant F1 Team / Twitter

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