F1 | Domenicali su #WeRaceAsOne “Le corse non stanno in un mondo a parte”

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Stefano Domenicali ha parlato a “Corriere della Sera” del futuro della Formula 1 e dell’iniziativa “We race as one”

Dopo nemmeno un mese dalla sua nomina a CEO della Formula 1, Stefano Domenicali si è messo subito a lavoro, affrontando la questione legata al congelamento dei motori e rendendo “We race as one” la piattaforma ESG (Environment, Social and Corporate Governance) dello sport, accrescendone ulteriormente il valore e l’importanza.

In un’intervista a “Corriere della Sera”, Domenicali ha affrontato diverse tematiche legate alla categoria principe del motorsport, iniziando a parlare dell’importanza del ruolo che ogni pilota ha non solo dentro l’abitacolo, ma anche nei comportamenti fuori dal paddock, citando la suddetta iniziativa.

“La F1 deve offrire una sfida tecnologica dominata da piloti-eroi, ossia figure che appartengono alla sfera agonistica, ma che possano rappresentare valori universali al punto da rendere la nostra piattaforma più appetibile a partner presenti e futuri. Con “We race as one” lanciamo un messaggio al quale credo molto, deve far capire ai giovani che le corse non stanno in un mondo a parte, ma sono parte del loro mondo. Conosco Adam Silver (commissioner Nba, n.d.r.) e penso che F1 e basket abbiano manifestato sensibilità su temi che riguardano la vita di tutti noi. Vorrei condividere con altre discipline sportive un percorso comune. È importante che ciascun pilota comprenda l’importanza del proprio ruolo non solo come professionista, ma come uomo che ha a cuore ciò che lo circonda.”

Il recente congelamento dei motori ha portato con sè qualche dubbio legato, soprattutto, alla correlazione tra il blocco degli sviluppi e la Formula 1, una categoria da sempre contraddistinta per l’avanguardia tecnologica.

“Il livello tecnologico delle power unit è unico al mondo. Bisogna pensare alla sostenibilità, perché un’azienda non affronta un progetto se non sono chiari i costi e i ritorno di quell’investimento. Vogliamo risparmiare su fronti meno rilevanti, così da poter rilanciare nuovi sviluppi e garantire la sopravvivenza delle squadre, oltre alla possibilità di permettere l’ingresso di altre aziende.”

Domenicali ha aperto alla possibilità di accogliere le gare sprint, così da poter allungare il calendario a fronte di una spesa economica ridotta rispetto ai viaggi tra un week-end e l’altro. Questo format è già realtà in Formula 3 e Formula 2 e il CEO della Formula 1 sta studiando l’occasione, con l’obiettivo di accrescere l’interesse dei tifosi verso il fine settimana di gara.

“L’obiettivo del format è quello di aumentare l’attenzione del pubblico e di migliorare l’aspetto commerciale della nostra offerta. Televisioni, tifosi e organizzatori chiedono innovazioni e noi ci proviamo. Potremmo sperimentare le gare sprint in tre occasioni, così da rendere più spettacolare il week-end. Il dna della Formula 1 non cambierà.”

La FIA, nel recente passato, è stata arbitro con mancato senso di uniformità nelle sanzioni, se pensiamo ad esempio al caso legato alla power unit Ferrari e all’ipotetica vettura gemella Racing Point RP20-Mercedes W10. Domenicali si augura che i battibecchi passati siano estinti, per poi lavorare verso un’unica direzione che possa garantire più trasparenza e chiarezza verso i competitors.

“Le polemiche fanno parte di questo sport, ma mi aspetto che l’arbitro metta a tacere sospetti e dissidi del passato. Vedo tanta volontà in questo senso, anche nell’estinzione di ogni area grigia. Non ci saranno altri casi come Racing Point scorso anno, i chiarimenti sul tema sono espliciti.”

Infine, un appunto sul calendario 2021. La stagione ha già visto come protagonista la pandemia da Covid-19. L’obiettivo di Domenicali è quello di evitare uno scenario simile al 2020, così da poter confermare i piani in programma.

“L’obiettivo è di confermare i 23 Gran premi, anche se il panorama è in evoluzione. Difficilmente accoglieremo il pubblico sulle tribune prima dell’estate.”

Immagini: Twitter / Lamborghini

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Matteo Gaudieri
Nato nel 1999, appassionato di corse dal 1906. Miro alla carriera giornalistica con una penna scarica e dei fogli stropicciati

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