F1 | Coronavirus: la situazione in Australia, Bahrain e Vietnam al 27 febbraio

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L’allerta Coronavirus sta minacciando seriamente l’inizio del mondiale 2020 di Formula 1. Dopo il rinvio del Gran Premio di Cina, il quarto appuntamento dell’anno previsto il 19 aprile, a data da destinarsi, le preoccupazioni ora vertono sulle prime tre gare della stagione. Il Gran Premio d’Australia, prima prova della stagione del 15 marzo, quello del Bahrain previsto per la settimana successiva (22 marzo) e quello del Vietnam, alla sua prima edizione, potrebbero infatti essere a rischio sulla base delle restrizioni poste dai paesi ospitanti per le persone in arrivo dall’estero.

Andiamo quindi a vedere, ad oggi, qual è la situazione nei paesi che dovrebbero ospitare i primi tre appuntamenti del mondiale 2020 (fonte Ministero Affari Esteri).

AUSTRALIA | “Al fine di scongiurare la diffusione del nuovo coronavirus (2019-nCov) nel Paese, dal 1 Febbraio 2020 il Governo australiano ha annunciato che tutti i viaggiatori provenienti da qualunque parte della Cina, indipendentemente dalla propria nazionalità, saranno sottoposti a controlli di sicurezza maggiori. Le Autorità locali negano inoltre l’ingresso a chiunque abbia soggiornato in Cina o vi sia transitato nei 14 giorni precedenti”. Queste restrizioni saranno in vigore fino al 29 febbraio.

BAHRAIN | “Le autorità aeroportuali, da oggi 27 febbraio, avrebbero inserito l’Italia oltre al Giappone e all’Iraq nell’elenco dei Paesi per i quali è previsto il divieto di ingresso per i viaggiatori sprovvisti di permesso di residenza. In particolare, si distinguerebbe tra turisti provenienti dall’Italia (divieto di ingresso) e viaggiatori provenienti dall’ Italia con permesso di residenza in Bahrein. Questi ultimi sarebbero distinti a loro volta tra sintomatici (per i quali le autorità disporranno l’isolamento ospedaliero di 14 giorni per i necessari accertamenti) e asintomatici (per i quali le autorità disporranno l’obbligo di auto-isolarsi per 14 giorni, con monitoraggio da parte delle autorità sanitarie locali). Qualora i viaggiatori provenienti dall’Italia con permesso di residenza in Bahrein e in auto-isolamento dovessero risultare positivi al coronavirus, verranno trasferiti in isolamento nelle strutture sanitarie identificate dalle autorità locali”.

VIETNAM | “Il Governo vietnamita ha disposto la chiusura delle frontiere con la Cina dal 30 gennaio e la sospensione dei voli con la Cina a partire dal 4 febbraio. Chiunque faccia ingresso nel Paese deve compilare una specifica dichiarazione sanitaria. Dal 5 febbraio le Autorità negano l’ingresso nel Paese a quanti abbiano soggiornato in Cina nei 14 giorni precedenti l’arrivo in Vietnam. Si informa inoltre che è stata disposta la chiusura di asili, scuole e università (nazionali e internazionali) per tutto il mese di febbraio 2020. Le autorità locali si riservano la facoltà di adottare misure restrittive all’ingresso, fino al respingimento in frontiera, con scarso o nessun preavviso, anche nei confronti di viaggiatori provenienti da altre aree a rischio, ivi inclusa l’Italia”.


Ad oggi, quindi, per quanto riguarda l’Australia non ci sono blocchi relativi agli arrivi dall’Italia. Questo fino al 29 febbraio, quando sapremo se le restrizioni saranno confermate o, addirittura, inasprite.

Per quanto riguarda il Bahrain deve essere confermato l’inserimento dell’Italia nei paesi limitati nelle trasferte. In tal caso il GP del Bahrain sarebbe a serio rischio.

In Vietnam, come citato, il blocco potrebbe arrivare da un momento all’altro.

Riassumendo, quindi, attualmente l’evento più a rischio è quello del Bahrain, mentre si attendono aggiornamenti per quanto riguarda Australia e Vietnam. La situazione, infatti, è in continua evoluzione.

MONOPOSTO by SAURO

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Alessandro Secchi
Classe 1983. Ragioniere sulla carta, informatico per necessità, blogger per anni ed ora giornalista pubblicista per passione. Una sedia, una tastiera e tre schermi sono il mio habitat naturale.
"Il mio Michael" è il mio libro su Schumi ma, soprattutto, il mio personale modo di dirgli "Grazie". #KeepFightingMichael, sempre!

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