F1 | Barcellona Test Day 1: Bottas in testa al mattino

Tutto tranquillo nella prima mattinata di test F1 a Barcellona. Le prime quattro ore di prove, dopo le presentazioni di Haas e Alfa Romeo, sono state completate senza interruzioni da parte delle nuove monoposto, che hanno mostrato sin da subito una buona affidabilità.

A comandare la lista dei tempi, per quanto le prestazioni contino al momento, è Valtteri Bottas con la Mercedes W11. Il finlandese ha girato in 1:17.313 con 78 giri all’attivo. Alla fine della prima giornata 2019 Vettel aveva girato in 1.18.161 su gomma C3, la stessa usata da Bottas oggi.

Alle spalle della Mercedes, staccata di 62 millesimi, la Racing Point RP20 di Sergio Perez. Il messicano ha portato a termine 58 giri, sempre su C3. Dietro di lui la Red Bull RB16 di Max Verstappen. L’olandese è il mattatore di questa mezza giornata con ben 91 tornate ed un tempo di 1:17.787 su gomma C2. Stessa mescola per Sainz, quarto con la McLaren MCL35.

Quinta posizione per Esteban Ocon sulla Renault R.S.20, in versione full black. Sorpresa del mattino la Williams: George Russell è stato il primo a scendere in pista all’accendersi dei semafori con la nuova FW43. La monoposto di Grove ha completato senza problemi 73 giri ottenendo la sesta posizione del mattino in 1:18.1. Sembrano lontani i test dell’anno scorso iniziati con due giorni di ritardo.

Arriviamo alla Ferrari: Charles Leclerc, che ha preso il posto di Sebastian Vettel (il tedesco non è stato benissimo stanotte) ha girato in 1:18.289 completando 64 tornate con la SF1000.

Chiudono la top ten Robert Kubica, che ha portato in pista l’Alfa Romeo C39 (57 giri), Kevin Magnussen con la Haas VF-20 (52 giri) e Daniil Kvyat con l’AlphaTauri AT01 (53).

Si torna in pista alle 14:00. Seguono i tempi del mattino e l’infografica Pirelli.

Immagine: Alessandro Secchi

MONOPOSTO by SAURO

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Alessandro Secchi
Classe 1983. Ragioniere sulla carta, informatico per necessità, blogger per anni ed ora giornalista pubblicista per passione. Una sedia, una tastiera e tre schermi sono il mio habitat naturale.
"Il mio Michael" è il mio libro su Schumi ma, soprattutto, il mio personale modo di dirgli "Grazie". #KeepFightingMichael, sempre!

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