F1 | Aston Martin AMR26, Newey carico: “Amo i nuovi cicli regolamentari”

Di: Alessandro Secchi
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Pubblicato il 9 Febbraio 2026 - 22:35
Tempo di lettura: 3 minuti
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F1 | Aston Martin AMR26, Newey carico: “Amo i nuovi cicli regolamentari”

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Il Genio parla della prima Aston Martin da lui ideata dopo il suo arrivo, un anno fa, alla corte di Stroll

Aston Martin sarà la squadra più controllata a vista di questo inizio stagione. Quando si abbinano nuovi regolamenti ad Adrian Newey gli avversari alzano le antenne e sarà così anche questa volta, con il team britannico che ha investito come noi mai per portare a casa il Genio dietro centinaia di successi in F1. Ecco come il diretto interessato ha parlato di quest’anno di lavoro e delle ultime intense settimane prima della presentazione della nuova monoposto:

“È stato bellissimo vedere finalmente la macchina completa, l’abbiamo fatta girare a Barcellona per un giorno e mezzo: era tutta nera, semplicemente perché non avevamo avuto il tempo di verniciarla, ma anche così era fantastica. Ricordo che io e Lawrence eravamo uno accanto all’altro in pit lane quando è uscita dal garage per la prima volta con Lance al volante. Credo che entrambi fossimo vicini a commuoverci. È stato un percorso lungo, emotivo, fatto di passione e di tantissimo lavoro. Arrivare a Barcellona e vedere ora la livrea definitiva è qualcosa di davvero importante.

Per quanto riguarda la filosofia della vettura di quest’anno, conoscevamo tutti i regolamenti: erano pubblici. Mi sono quindi fermato e ho cercato di ragionare partendo dai principi fondamentali. Mi sono chiesto: cosa dicono davvero queste regole? Quali soluzioni sono possibili? Da lì è nata una filosofia. Quando sono arrivato nel team il 2 marzo, ne ho discusso con gli aerodinamici e i progettisti di Aston Martin. Tutti abbiamo concordato che fosse una proposta valida, ed è quella che abbiamo seguito da allora.

Amo i nuovi cicli regolamentari, perché offrono grandi opportunità. È stato così anche questa volta. Ogni grande cambiamento porta con sé enormi possibilità: tutto sta nel capire chi individua la soluzione giusta e quale interpretazione si rivelerà quella corretta. Solo il tempo può dirlo. Lo abbiamo visto nel 2022: all’inizio c’erano interpretazioni molto diverse, poi una si è dimostrata la più efficace e, entro l’inizio del 2024, tutti avevano iniziato a convergere verso quella.

Cerco di fare del mio meglio per immaginare come si muove il flusso d’aria e cosa probabilmente sta accadendo. Oggi, ovviamente, abbiamo il CFD, uno strumento straordinario per studiare i flussi. È un aiuto enorme per capire cosa sta succedendo, molto più di quanto non fosse in passato con la galleria del vento, il fumo, i fili. Oggi puoi vedere tutto con un livello di dettaglio incredibile, ma sai solo cosa sta succedendo in quel preciso momento. La vera sfida è usare certi indizi per andare avanti e sviluppare l’idea successiva.

Credo che per molte squadre, noi compresi, la vettura vista nei test di Barcellona sarà piuttosto diversa da quella che correrà la prima gara a Melbourne, e questo ritmo di evoluzione continuerà per tutto l’anno.

Quello di migliorare i sorpassi era uno degli obiettivi delle regole introdotte nel 2022. Se si ascoltano i piloti, all’inizio c’è stato un leggero miglioramento, ma alla fine della scorsa stagione la sensazione era che non fosse molto diverso dal 2021. Potrebbe succedere qualcosa di simile anche questa volta.

Il team ha attraversato una crescita rapidissima. La AMR26 è la prima vettura progettata e costruita interamente all’interno dell’AMR Technology Campus, ora completato. Dal punto di vista ingegneristico, avere tutto concentrato in un unico luogo è fondamentale. Prima di tutto, è un edificio splendido in cui lavorare, con una grande atmosfera. Considerando che molti di noi hanno passato mesi lavorando 12 ore al giorno o più, trovarsi in un ambiente piacevole fa davvero la differenza.

La disposizione degli spazi favorisce enormemente la collaborazione: tutto è centralizzato e le strutture sono semplicemente di altissimo livello. La visione e l’investimento di Lawrence ci hanno dato, senza dubbio, le migliori strutture della Formula 1. È un asset enorme, ma ovviamente è solo una parte dell’equazione. L’altra parte, altrettanto fondamentale, sono le persone che lavorano in quell’edificio e il modo in cui collaborano tra loro. Ed è proprio su questo aspetto che sento stiamo facendo passi da gigante in questo momento”.

Immagine di copertina: Media Aston Martin

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