F1 | Ascolti: in Italia è il GP di Monaco meno visto di sempre in TV. I motivi e le reazioni del pubblico

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Tempo di lettura: 9 minuti
di Alessandro Secchi @alexsecchi83
30 Maggio 2023 - 22:30
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Il GP di Monaco pone un punto interrogativo sulla situazione ascolti in Italia della F1

Il GP di Monaco 2023 è, da quando ci sono le rilevazioni Auditel nel 1987, l’edizione meno vista di sempre della gara del Principato in TV per il pubblico italiano. Considerato che storicamente è sempre stata tra le due/tre gare più viste in ogni stagione (insieme ovviamente a quella di Monza), il tonfo del 2023 rispetto al 2022 va a confermare, se non peggiorare, un trend visto nei primi cinque appuntamenti, analizzati con un articolo dedicato poche settimane fa.

La gara di domenica ha visto un totale di 2.504.000 spettatori, tra diretta SKY e differita di TV8, contro i 4.140.000 dello scorso anno (a parità di orario della differita) quando le Ferrari partivano in Pole ma in una stagione che già iniziava a preoccupare dal punto di vista dell’affidabilità. Il dato, abbassando il limite del 1987 di 2.585.000, rappresenta il punto più basso televisivamente parlando. È possibile che, aggiungendo anche i dati dello streaming, il totale torni ad essere in pari o leggermente superiore; sebbene non è dato sapere quanti dei circa 800.000 abbonati a NowTV seguano la F1.

Una percentuale potrebbe essere anche dovuta all’alluvione che ha colpito l’Emilia Romagna e l’assoluta priorità all’emergenza. Ricordiamo la raccolta fondi condivisa anche dalla Scuderia AlphaTauri per donare in favore delle popolazioni colpite.

Sono molti i fattori che incidono o possono incidere su un -39% di ascolti come quello di Monaco tra 2022 e 2023. Senza stilare una classifica di importanza, possiamo provare ad analizzarli.

Guardando ai dati degli scorsi anni, il primo grande scoglio delle ultime stagioni è rappresentato dalla modalità di fruizione della Formula 1 in TV.

La F1 in TV: dopo la RAI il calo drastico

Dal 2012 al 2023 la F1 è passata dall’essere uno sport nazionale, trasmesso sempre in diretta in chiaro, ad avere poche eccezioni in diretta e non più sul canale principale di Stato ma su TV a pagamento. I due grandi muri che si sono alzati su questo fronte sono rappresentati dal passaggio dal monopolio della RAI al duopolio con SKY tra 2012 e 2013 e l’abbandono finale della TV di Stato a partire dal 2018, con TV8 a rilevare il servizio su un canale sì in chiaro ma meno importante. Successivamente, il numero delle dirette anche in chiaro è andato via via calando, fino ad avere pochi eventi in diretta anche per i non abbonati.

Questo andamento si è ovviamente riflesso anche nei dati degli ascolti, che sono andati via via calando nel corso degli anni. Limitandoci al GP di Monaco, questi sono gli spettatori delle ultime edizioni.

Monopolio RAI

2012: 7.998.000

SKY+RAI
2013: 4.627.000
2014: 3.325.000
2015: 6.631.000
2016: 7.444.000
2017: 6.966.000

SKY+TV8
2018: 2.930.000 | 1.500.000 SKY + 1.430.000 TV8 (differita)
2019: 3.782.000 | 1.500.000 SKY + 2.285.000 TV8 (diretta)
2021: 3.498.000 | 1.200.000 SKY + 2.298.000 TV8 (diretta)
2022: 4.140.000 | 1.714.000 SKY + 2.426.000 TV8 (differita)
2023: 2.504.000 | 1.195.000 SKY + 1.309.000 TV8 (differita)

La Ferrari che vince o meno

Un altro grande argomento riguardante gli ascolti, soprattutto per quanto riguarda noi italiani, è la correlazione tra le prestazioni della Ferrari e l’interesse nel seguire la F1. Storicamente questo legame c’è sempre stato, basti pensare agli oltre 10 milioni di spettatori di media al tempo del periodo d’oro ad inizio anni 2000. Parliamo sicuramente di altri tempi, oltre che di offerta televisiva e mediatica decisamente inferiore rispetto a quella odierna.

Un confronto interessante, che va un po’ a mixare la questione broadcasting con il legame con i risultati della Ferrari, è quello tra 2017 e 2018, anni in cui la Rossa ha lottato almeno fino ad un certo punto per il titolo mondiale. La gara del 2017 nel Principato, trasmessa in diretta sia da SKY che dalla Rai, ha totalizzato quasi sette milioni di spettatori per quella che fu una doppietta con Sebastian Vettel davanti a Kimi Raikkonen.

Nel 2018, il passaggio da diretta RAI a differita su TV8, ha portato un calo di quattro milioni di spettatori, il 58% in meno, nonostante la Rossa fosse ancora in lotta per il titolo.

Un altro dato importante è quello del 2019, quando la gara del Principato fu invece trasmetta in diretta contemporanea su SKY e TV8. I 3.782.000 registrati sono il 46% in meno rispetto all’ultima diretta in chiaro di due anni prima, segno di un distacco del pubblico che forse va anche oltre il puro risultato della Rossa. La gara è andata sempre in diretta contemporanea nel 2021: dopo la pausa forzata a causa del Covid, con l’edizione 2020 non disputata, i telespettatori sono calati di altre 300.000 unità.

Le ultime due stagioni hanno visto il GP di Monaco andare in onda in diretta su SKY e in differita su TV8, sempre alle 18:00. L’effetto Ferrari nel 2022, in testa al campionato nella prima fase della stagione, si è visto clamorosamente negli ascolti: la combinazione diretta+differita del 2022 ha superato quella in diretta contemporanea del 2021 di 700.000 unità.

2021: 3.498.000 | 1.200.000 SKY + 2.298.000 TV8 (diretta)
2022: 4.140.000 | 1.714.000 SKY + 2.426.000 TV8 (differita)

Ecco spiegato in parte, ma non completamente, il tonfo del 2023 con un -39% che fa riflettere.

Cosa non funziona?

Sicuramente lo scoramento per le prestazioni della Ferrari di seconda metà 2022 e di inizio stagione 2023 è un fattore importante nel calo degli ascolti rispetto alla scorsa stagione. La classifica costruttori piange e si riporta in linea con i recenti deludenti anni:

2023: 90 (4a posizione)
2022: 169 (2a posizione)
2021: 94 (3a posizione)
2020: 61 (5a posizione)

Eppure non sembra esserci solo questo: sulla nostra pagina Facebook sono stati centinaia i commenti sui risultati degli ascolti di questo fine settimana e, scorrendoli, ci sono anche opinioni diverse dalla correlazione diretta tra risultato Ferrari e interesse del pubblico. Abbiamo riassunto quelle più gettonate e le analizziamo di seguito.

A Monaco non si sorpassa | Una delle critiche più aspre riguarda la pista di Montecarlo, dove superare è storicamente difficile e la qualifica rappresenta un punto fondamentale del weekend. Questo aspetto è formalmente vero, ma ciò che è cambiato con il tempo è anche la percezione del Motorsport da parte della grande maggioranza degli spettatori. Ad esempio, i giri finali del 1992 con Nigel Mansell intento a superare in ogni modo Ayrton Senna, senza poi riuscirci, vengono ancora riproposti oggi in quanto vera e propria masterclass del tre volte iridato brasiliano.

Nel 2023 una situazione del genere viene percepita come un limite allo spettacolo e non come un plus nel mostrare le doti di difesa di un pilota (basti rivedere Ocon con Sainz ad inizio gara). Sempre nel 1992 le monoposto erano sì più corte delle attuali, ma anche più larghe e su un tracciato con alcuni tratti più stretti o limitati rispetto ad oggi (Sainte Devote, le chicane della piscina, la Rascasse). A parità di spettacolo offerto su una pista specifica, negli anni sono cambiati il pubblico di riferimento e ciò che lo sport in sé “vende” al pubblico. Il pubblico odierno, sempre più giovane anche per via dell’opera di raccolta da parte di Liberty Media, vuole azione costante e ha una soglia di attenzione sempre più bassa.

Se si promettono decine di sorpassi ad ogni gara – e li si spinge da anni grazie (o a causa) del DRS – è evidente che se l’aspettativa non viene rispettata si crea del malumore. Eppure, almeno relativamente a Monaco, per quanto non ci siano stati molti avvicendamenti in gara tra sabato e domenica si sono viste azioni ben degne di nota a livello di pura guida al limite e muretti limati. L’emozione non dovrebbe essere cercata nel numero statico di sorpassi ma nella qualità degli stessi e nelle sensazioni che, in questo caso, si provano nel vedere i piloti guidare su strade così strette e difficili. Anche qui, forse, la tecnologia dovrebbe supportare di più lo spettatore nel renderlo partecipe dell’azione dei piloti. Anche perché, sulle piste che i sorpassi li permettono, il 90% sono finti perché propiziati dall’ala mobile e non da una vera manovra.

Un altro punto sono le regole tecniche 2022, che dovevano promettere battaglie più ravvicinate e, secondo anche alcuni piloti, sembrano essere state parzialmente castrate dalle modifiche tecniche post Direttiva TD39. Di fatto, i top team sono rimasti gli stessi a ruoli invertiti, ma non si è visto quel rimescolamento che ci si aspettava e neanche un compattamento, con la classifica costruttori divisa in due tronconi netti tra primi quattro team e tutti gli altri.

Un team solo al comando, e neanche così simpatico | Di conseguenza Il dominio Red Bull della seconda parte di 2022 e di questo inizio di 2023 non aiuta di certo l’interesse nei confronti del Circus. Ma, per par condicio, va anche ricordato come questo abbia rilevato il posto di un dominio ancor più forte e prolungato, sin dall’inizio dell’era ibrida nel 2014, come quello Mercedes. Periodo nel quale, comunque, le dirette contemporanee del GP di Monaco portavano anche sette milioni di spettatori come nel caso del 2016, nel quale Hamilton e Rosberg hanno vinto 19 gare su 21. Ma qui torniamo al discorso precedente: la diretta era anche sulla RAI e non su TV8. Come se, a prescindere dalla trasmissione in chiaro, la RAI sia una cosa e TV8 un’altra.

Al tempo stesso, come già citato, anni come 2002 e 2004 con domini netti da parte della Ferrari non hanno ricevuto le stesse critiche e hanno portato comunque vagonate di spettatori. Il motivo è facilmente immaginabile. Tra le reazioni c’è anche del risentimento mai sopito per la questione budget cap e i presunti favoritismi al team austriaco nella scorsa stagione. Così come in precedenza si contestava la Mercedes, d’altronde. Il peso politico in F1 è sempre stato un discorso complicato, ma anche qui dipende sempre dalla parte per cui si fa il tifo: i deflettori della Ferrari di Sepang 1999 vengono ancora ricordati…

Una F1 troppo complicata e con regole che cambiano troppo spesso | Su questo non si può che essere d’accordo. I cambi di format in corsa, le direttive tecniche, i weekend “standalone” per provare “qualcosa di diverso” hanno portato (anche) ad una discreta confusione nel pubblico, in uno sport di per sé non propriamente semplice da capire. La tradizione del “venerdì prove, sabato qualifiche, domenica gara” è stata rivoltata con l’arrivo delle Sprint e queste, a loro volta, stanno cercando una vera identità cambiando in corsa come successo a Baku, con più persone che si sono letteralmente perse le qualifiche accorciate del sabato mattina. Inoltre, un numero di eventi sempre maggiore è un altro elemento che può creare un effetto da troppo che stroppia.

Come avevamo analizzato nel nostro articolo precedente, la tendenza del 2023 pare essere chiara dopo sei appuntamenti.

Ovviamente si tratta di una situazione particolare, in quanto rispecchia il paese casa della Scuderia più storica del Circus. Eppure, trattandosi di uno dei paesi dove la passione per la F1 è sempre stata importante per lo sport in generale, non va sottovalutata oltre all’aspetto della diretta correlazione con i risultati della Rossa. Una situazione, insomma, da tenere d’occhio nel resto di questa stagione.

Immagine: Media Red Bull

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SKY: Sab 16:00-17:00
(TV8: Sab 18:30)
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(TV8: Dom 18:00)

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