F1 | Ascolti 2020: in Italia è la F1 meno vista di sempre

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Il record negativo del 2018 viene abbattuto con una perdita di oltre 600.000 spettatori

Il mondiale 2020 di Formula 1 è il meno visto nel nostro paese da quando l’Auditel registra gli ascolti del Circus.

Nell’anno che ha visto l’emergenza Coronavirus impattare pesantemente il calendario iridato, il seguito della Formula 1 ha rimediato un tonfo piuttosto netto negli ascolti dei 17 Gran Premi che si sono corsi tra i mesi di luglio e dicembre.

A ben poco è valso lo sforzo di FIA e Formula 1 per garantire un campionato godibile. Uno sforzo che va riconosciuto visto che, nonostante l’emergenza Covid, si sono corse sole quattro gare in meno rispetto alla stagione scorsa.

Quello che segue è il grafico relativo alla stagione 2020.

La linea orizzontale rossa identifica la media del 2018, la più bassa registrata fino ad ora con 3.055.000 spettatori. Quella bianca è invece la media di questa stagione, di 2.421.000. Il calo, rispetto al record negativo, è di 634.000 spettatori medi, il 20.7%.

Nonostante un’attesa che si è protratta dal mese di dicembre 2019 al 5 luglio 2020 per la prima gara stagionale, il Gran Premio d’Austria ha registrato appena 2.501.000 spettatori. Già dall’esordio di questa stagione, quindi, si era capito che il 2020 sarebbe potuto diventare un anno veramente negativo dal punto di vista degli ascolti nel nostro paese.

Purtroppo il resto della stagione non ha fatto altro che confermare l’impressione iniziale. Infatti, delle diciassette gare del 2020 solo una ha superato il valore medio del 2018: si tratta del Gran Premio della Toscana, con un dato di 3.112.000 spettatori. L’eccezionalità del Mugello al suo esordio nel mondiale in occasione del 1000° Gran Premio della Ferrari in F1 ha, quindi, richiamato pubblico televisivo nonostante una prestazione negativa della Rossa.

In generale le tre gare corse in Italia sono state le più viste nel nostro paese. Al secondo posto dopo il GP della Toscana c’è infatti quello d’Italia (2.919.000), vinto da Pierre Gasly, seguito da quello dell’Emilia Romagna (2.785.000) corso ad Imola, al ritorno nel calendario dopo 14 anni.

In questa stagione si è anche toccato il record negativo di ascolti per un Gran Premio europeo. Complice anche la data ferragostana (16 agosto), il Gran Premio di Spagna a Barcellona ha totalizzato appena 2.025.000 spettatori. Poco meno, comunque, della seconda gara del mondiale, il GP della Stiria con un dato di 2.047.000.

Quello che segue è l’elenco dei GP 2020 con il dato di ascolti relativo.

Austria 2.501.000
Stiria 2.047.000
Ungheria 2.600.000
Gran Bretagna 2.333.000
70° Anniversario 2.135.000
Spagna 2.025.000
Belgio 2.230.000
Italia 2.919.000
Toscana 3.112.000
Russia 2.240.000
Eifel 2.242.000
Portogallo 2.399.000
Emilia Romagna 2.785.000
Turchia 2.500.000
Bahrain 2.395.000
Sakhir 2.542.000
Abu Dhabi 2.146.000

Sono lontanissimi i tempi degli italiani attaccati in massa davanti alla televisione. Proprio vent’anni fa, nel 2000, si registrava infatti il record di sempre degli ascolti di Formula 1 nel nostro paese, con una media di 10.646.000 spettatori e punte di oltre 14 milioni. È proprio del 2000, tra l’altro, il record di ascolti per un GP, con la gara di Indianapolis vista da 14.395.000 spettatori nell’anno che avrebbe visto la Ferrari tornare alla vittoria del titolo piloti con Michael Schumacher.

Vent’anni dopo sono cambiate tante cose: la competitività della Rossa, i regolamenti, l’offerta televisiva generale e la piattaforma di trasmissione dei GP nel nostro paese, con un progressivo passaggio alla Pay TV che ha aggravato una situazione già di suo in calo.

Nel 2012 la RAI, al suo ultimo anno di monopolio, aveva già perso quattro milioni di spettatori medi rispetto al 2000 (6.523.000). Il passaggio alla suddivisione dei diritti con SKY dal 2013 ha fatto perdere in due anni altri 2.700.000 spettatori (3.833.000 nel 2014, primo anno dell’ibrido). Il dominio Mercedes di questi ultimi anni – non gradito come quello della Ferrari di inizio millennio – ha dato un altro colpo al ribasso agli ascolti insieme al definitivo abbandono della RAI in favore di TV8, che ormai propone la maggior parte delle gare in differita.

Nel 2020 l’ultimo calo. Se nel 2019 il dato si era tenuto sostanzialmente in linea con quello del 2018 (3.093.000), in questa stagione i dati sono precipitati. Il 2021 alle porte, ma non promette stravolgimenti dal punto di vista della competitività dei team. L’unico motivo di interesse è dato dalla rivoluzione del mercato, con diversi movimenti di piloti all’interno della griglia.

La spirale, però, sembra incontrovertibile. L’unica via d’uscita potrebbe essere rappresentata da un ritorno in chiaro totale coincidente con i nuovi regolamenti del 2022, quando finalmente i valori in campo potrebbero cambiare. SKY Italia, però, detiene i diritti di trasmissione proprio fino al termine del 2022 e difficilmente concederà accordi ad altre emittenti, avendo tra l’altro già in casa la soluzione TV8.

Se dal punto di vista dei diritti televisivi la F1 in Pay può avere un suo equilibrio ed un suo ritorno, resta comunque oggettivo il progressivo calo di popolarità e di interesse verso uno degli sport storicamente più seguiti nel nostro paese. Un peccato, soprattutto in prospettiva futura.

Immagine: Ansa

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Alessandro Secchi
Classe 1983. Ragioniere sulla carta, informatico per necessità, blogger per anni ed ora giornalista pubblicista per passione. Una sedia, una tastiera e tre schermi sono il mio habitat naturale.
"Il mio Michael" è il mio libro su Schumi ma, soprattutto, il mio personale modo di dirgli "Grazie". #KeepFightingMichael, sempre!

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