Segue l’anteprima del team Visa Cash App RB per il mondiale 2026 di F1
Sotto certi aspetti non deve essere facile essere il team minore di Red Bull. Specialmente se devi far di necessità virtù quando, all’interno della casa madre, avvengono degli scossoni come quelli degli ultimi tempi. Ogni evento si ripercuote, in qualche modo, anche sulla seconda entità. E, nel 2025, è successo per ben due volte, con Racing Bulls diventata da ombra silenziosa a bacino dal quale pescare quando necessario.
La prima dopo appena due gare, con Liam Lawson che non ha fatto in tempo a vestirsi dei colori Red Bull per essere rispedito indietro e sostituito con Yuki Tsunoda. Il neozelandese, tornato depresso, ha avuto bisogno di diverse gare per ristabilirsi psicologicamente e ricominciare a correre come sapeva fare prima della chiamata di Milton Keynes.
La seconda giravolta è arrivata in piena estate, con l’uscita di Horner che ha portato ad una rivoluzione interna. Laurent Mekies è così passato al main team nel ruolo di Team Principal (e CEO) con Alan Permane promosso a Faenza nella stessa posizione. Insomma, il 2025 è stato un anno tutt’altro che facile per la squadra B del mondo Red Bull: nonostante questo, il sesto posto nel costruttori è un risultato positivo se consideriamo il cambio di uno dei due piloti e la presenza di un rookie, poi esploso, come Isack Hadjar, ora passato al fianco di Verstappen.
Prestagione
Ovviamente, essendo parte del mondo RB, Faenza ha ereditato anche la scelta del cambio di Power Unit con il passaggio a quella in proprio in collaborazione con Ford. La nuova stagione parte quindi così, con tanti cambiamenti rispetto a dodici mesi fa ed una situazione che si spera resti stabile ora che i terremoti a Milton Keynes sono terminati.
La VCARB 03 è la prima monoposto che abbiamo visto in pista nei suoi colori definitivi, facendoci apprezzare per la prima volta le misure e gli ingombri delle nuove vetture: probabilmente il dettaglio più positivo di questo nuovo cambio regolamentare. A spaventare è stata un po’ la forma della presa d’aria sopra la testa del pilota, a forma di trapezio rovesciato e dalle dimensioni oggettivamente e generose. Fortunatamente, solo la vettura di Faenza ha adottato questo tipo di soluzione: si pensava che anche Red Bull si sarebbe mostrata simile con la RB22, per poi adottare un qualcosa di decisamente più standard.
A parte per questo dettaglio, la monoposto non si è distinta dal resto della griglia per soluzioni particolari. Proprio come la RB22, il cammino durante i test del Bahrain è stato interrotto un paio di volte di cui una per noie idrauliche esattamente come per la sorella maggiore. In generale, i chilometri percorsi sono comunque di più e mettono la VCARB03 al quinto posto per distanza totale, 3.978 chilometri, in mezzo tra Ferrari e Mercedes. Tutto sommato, un buon risultato considerato che, anche a Faenza, si aveva a che fare con una nuova Power Unit e relativa integrazione.
È sempre difficile parlare di prestazioni, ma l’idea attuale è che RB possa giocarsela nel gruppo con Haas e Williams, mentre Alpine è candidata per un posto più vicino ai top team. Questo, almeno, ad inizio stagione, con gli sviluppi che poi decreteranno la crescita o meno di ogni team.
Liam Lawson

Racing Bulls riparte da Liam Lawson. Dopo il ritorno a casa immediato ad inizio 2025, il neozelandese si è ritrovato verso il finale di stagione ed è stato riconfermato per il 2026. Il ragazzo sarà da valutare con un approccio più sereno per capirne definitivamente le sue potenzialità. Certo è che il periodo già affrontato in Red Bull gli precluderà molto probabilmente una nuova promozione. Pertanto, l’obiettivo deve essere quello di farsi vedere veloce e concreto a sufficienza per, eventualmente, guadagnarsi una chiamata da un altro team una volta che l’esperienza a Faenza sarà terminata. Al momento, comunque, è positivo essere ancora in macchina dopo quanto successo un anno fa. Qualche altro pilota, forse, non avrebbe ricevuto la stessa fiducia.
Arvid Lindblad

Arvid Lindblad è l’unico rookie della stagione ed è il nuovo nome della filiera Red Bull che viene promosso in Formula 1. Il britannico, appena diciottenne, è in arrivo dalla F2 dove ha vinto tre gare nella scorsa stagione oltre ad aver conquistato la Formula Regional Oceania. Nel 2024, aveva corso in Formula 3 ottenendo quattro successi. Il debutto all’inizio di un nuovo ciclo regolamentare può essere un punto a favore, specialmente nei confronti del compagno di squadra che non avrà una base di esperienza su cui contare.
Come tutti i giovani piloti avrà bisogno del suo tempo per inserirsi e per iniziare a performare, anche se di norma le capacità non hanno necessità di molte gare per emergere. Correrà con il numero 41 e l’obiettivo, per questo primo anno, non può che essere quello di imparare il più possibile da questa prima stagione. Se poi dovesse presentarsi un’occasione ghiotta, come capitato ad Hadjar l’anno scorso in Olanda, perché no… Se non altro, gli errori ora saranno messi meno sotto i riflettori, vista anche l’uscita di Helmut Marko, uno che le mandava a dire: ecco, anche Isack Hadjar, dopo quanto patito un anno fa in Australia, sarà più rilassato.
L’obiettivo per Racing Bulls è sicuramente quello di confermarsi almeno al sesto posto. Se poi Alpine dovesse essere più vicina, l’assalto al quinto in classifica costruttori potrebbe non essere un miraggio. Staremo a vedere.
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