F1 | Anteprima mondiale 2026, Mercedes: “Hall of fame”

Di: Alessandro Secchi
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Pubblicato il 2 Marzo 2026 - 16:00
Tempo di lettura: 4 minuti
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F1 | Anteprima mondiale 2026, Mercedes: “Hall of fame”

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Segue l’anteprima del team Mercedes per il mondiale 2026 di F1

Fino ad ora è l’indiziata numero uno per guidare il mondiale 2026. Quella più chiacchierata, discussa, favorita da parte degli avversari e dagli addetti ai lavori. Mercedes si presenta ai blocchi di partenza del mondiale con una W17 che, al di là dei pronostici, ha però mostrato di non essere ancora al 100% dal punto di vista dell’affidabilità. Nonostante questo, ormai il parere popolare è assodato e starà alle prime gare confermare o meno le previsioni.

Nel 2025 il team di Brackley ha raccolto il secondo posto nel mondiale costruttori, approfittando di una Red Bull a metà e di una Ferrari in chiara difficoltà. Nonostante qualche problema nella fase centrale della stagione, la squadra di Toto Wolff ha condotto una buona annata, impreziosita da due vittorie di George Russell. Paradossalmente, Mercedes è diventata la squadra più chiacchierata appena terminato il mondiale, con le polemiche che si sono aperte riguardo la Power Unit 2026 realizzata a Brixworth.

Prestagione

Per tutto l’inverno abbiamo sentito parlare del famigerato rapporto di compressione, che ci ha costretti a diventare un po’ tutti ingegneri per cercare di capire di cosa si trattasse e come Mercedes, secondo gli avversari, avrebbe sfruttato delle zone grigie del nuovo regolamento per ottenere un vantaggio sulla concorrenza. Il dibattito è andato avanti fino a pochi giorni fa, quando la FIA ha annunciato che le verifiche a freddo del rapporto 16:1 saranno affiancate, del 1° giugno, da quelle a caldo (a 130°C) con queste che diventeranno, a partire dal 2027, le uniche effettuate.

Un vero e proprio cambio di regolamento in corsa, annunciato ancor prima dell’inizio di stagione, che va in controtendenza con le rassicurazioni pubblicizzate da Mercedes di aver sempre operato in regime di legalità e in sintonia con la stessa Federazione. Scopriremo a giugno, a questo punto, se queste nuove verifiche avranno o meno un impatto sulla stagione.

Il prestagione di Mercedes, comunque, non è stato sicuramente all’altezza delle aspettative e delle previsioni. Dopo una buona prima settimana a porte chiuse a Barcellona, che aveva aumentato i timori di una stagione comandata dall’inizio, il team di Toto Wolff ha affrontato un paio di settimane non proprio idilliache in quel di Sakhir. Tre problemi tecnici, uno alla sospensione posteriore e due alla PU, hanno rallentato soprattutto Kimi Antonelli togliendo chilometri alla W17.

Nel computo totale delle distanze, la monoposto di Brackley ha completato 3.902 km, piazzandosi al sesto posto, terza motorizzata dalla sua PU dietro a McLaren e Williams (oltre 4.300 km per entrambe). Solo Alpine, in fase di assestamento, ha girato meno come motorizzata Mercedes. Come detto, Antonelli è il pilota che ha risentito di più dei problemi tecnici, percorrendo 129 giri in meno rispetto al compagno di squadra nell’arco della sei giorni. Per quanto conti, la W17 ha fatto segnare i migliori tempi in tre delle sei giornate, mentre sul passo gara il team di Brackley ha scelto di nascondersi, procedendo esclusivamente con degli stint brevi da 10/12 giri senza mai provare una simulazione completa di gara.

Questo ci impedisce di fare un confronto, ad esempio, con McLaren e Red Bull, le quali la simulazione l’hanno portata a termine con Piastri e Verstappen. Da qui il “timore” che Mercedes stia effettivamente nascondendo un vantaggio competitivo, che scopriremo però solo nelle prime gare di stagione in termini di veridicità e, eventualmente, proporzioni. Un aspetto nel quale la W17 è sembrava, invece, una monoposto al top è il comportamento in pista. Specialmente con George Russell la monoposto è sembrata bilanciata, senza troppi movimenti specialmente in fase di centro e uscita curva, come visto su altre vetture.

George Russell

George Russell è alla quinta stagione in Mercedes e, sulla scia delle voci invernali, il principale indiziato per la vittoria del titolo mondiale. Il britannico, nel 2025, ha concluso una stagione davvero positiva, con due vittorie e la sensazione di aver portato a casa il massimo possibile in gran parte delle gare disputate. Solo nel finale di stagione ha visto il suo vantaggio ridursi sul compagno di squadra: ma, quando la W16 è stata in grado di portarlo alla vittoria, non si è fatto pregare per completare il compito con successo. I tempi sono evidentemente maturi per tentare un assalto al titolo e l’inglese è considerato uno dei migliori piloti in griglia, sia sul giro secco che sul passo gara. Se davvero la monoposto dovesse mostrarsi al top e non peccare di affidabilità, le previsioni iniziali potrebbero diventare veritiere e candidarlo tra uno dei papabili.

Kimi Antonelli

Dopo aver smarcato la stagione di debutto, Kimi Antonelli si avvicina a questo 2026 con maggiore consapevolezza di sé. Il 2025 è stato un anno caratterizzato da diverse ondate. Un buon inizio, una fase centrale terribile e un ritorno a risultati concreti verso la fine dell’anno. Sono arrivati i podi, è arrivata una Pole (in una Sprint) ed ora, quello che manca, è il gradino più alto. L’italiano potrà far tesoro dell’esperienza del primo anno per capire determinate cose sia a livello tecnico che psicologico. È stato curioso vederlo spingere fortissimo in piste che non aveva conosciuto e meno in quelle su cui aveva già corso. Ora questo rodaggio è terminato e ci aspettiamo di vedere un Antonelli rinfrancato e pronto a lottare, prima di tutto, con il suo compagno di squadra. Con la speranza, dopo vent’anni, di rivedere un italiano cantare l’inno italiano.

Immagine di copertina: Media Mercedes

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