F1 | Anteprima mondiale 2026, Ferrari: “Che sarà”?

Di: Alessandro Secchi
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Pubblicato il 2 Marzo 2026 - 11:00
Tempo di lettura: 5 minuti
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F1 | Anteprima mondiale 2026, Ferrari: “Che sarà”?

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Segue l’anteprima del team Ferrari per il mondiale 2026 di F1

Per la Ferrari è arrivata la stagione più importante, quella che potrebbe definirne il prossimo futuro. Dopo tanta attesa, il 2026 è qui e la gestione Vasseur, arrivata al quarto anno, è prossima a scoprire se le delusioni degli ultimi anni sono servite per concentrare tutte le energie su questo nuovo ciclo tecnico. Comunque vada, il 2026 deciderà diverse sorti all’interno del Cavallino: perché sbagliare ancora sarebbe, agli occhi di tutti, decisamente imperdonabile.

Il 2025 si è aggiunto a 2014, 2016, 2020, 2021 tra gli anni senza vittorie per il team di Maranello. E, se pensiamo a come la stagione scorsa era iniziata, le premesse erano decisamente diverse. Inutile citare nuovamente (l’abbiamo fatto più volte) la nefasta esperienza della festa in Piazza Castello a Milano che, unita all’arrivo di Lewis Hamilton a Maranello, ha alzato l’asticella delle aspettative a livelli mai visti nemmeno ad inizio 2000, quando per lo meno c’erano delle basi sufficienti a potersi attendere determinati risultati. Quello che è successo dopo lo ricordiamo tutti e, soprattutto, sembra averlo capito la Ferrari che, in questo 2026, si è presentata con tutto un altro tipo di comunicazione.

Prestagione

Il prestagione 2026 è stato, infatti, all’insegna del low profile e di dichiarazioni sicuramente meno pompose da parte di tutto l’entourage del Cavallino, anche in considerazione del fatto che fare proclami, con una nuova era al via in Formula 1, sarebbe stato peccato ancora più grosso di quello di un anno fa. La SF-26 ha vinto, comunque, la palma della migliore presentazione a mani basse, scendendo in pista davanti ai tifosi poco dopo essere stata mostrata ai media con i consueti render. Sotto questo punto di vista, Maranello resta sempre davanti ad una concorrenza ormai abbonata unicamente alle immagini digitali e a quelle che emergono da coraggiosi curiosi assiepati ai filming day.

In linea di massima la PU Ferrari è stata la più affidabile vista in pista nei test prestagionali del Bahrain. Mentre Haas ha completato la sua sei giorni senza mai fermarsi e Cadillac ha appena iniziato la sua avventura in Formula 1, la Ferrari ha avuto un solo problema tecnico al mattino del quinto giorno con Lewis Hamilton. Per il resto, programma completato con il quarto chilometraggio più alto della griglia (4.070 km) alle spalle di McLaren, Haas e Williams.

La Rossa è anche tornata a farsi notare per un paio di soluzioni che hanno richiamato l’attenzione degli avversari e degli addetti ai lavori. La prima è l’aletta posizionata alle spalle dello scarico per aumentare il carico, accreditata di portare un vantaggio oggettivamente enorme e probabilmente esagerato. La seconda è rappresentata dal sistema di apertura del flap mobile all’ala posteriore, testato da Hamilton per pochi giri proprio al mattino in cui si è fermato. La soluzione prevede che il flap, una volta aperto, ruoti di altri 180° ribaltandosi completamente. Dal punto di vista tecnico, nonostante una vettura dalle forme apparentemente convenzionali rispetto ad altri team, le novità hanno incuriosito mostrando una Rossa, diciamo così, audace nel cercare di esplorare soluzioni innovative.

I colpi finali di Charles Leclerc, con i giri veloci che lo hanno portato in testa alla classifica dei tempi generali nell’ultima giornata, hanno ovviamente scatenato le fantasie dopo un inverno silenzioso. Ovviamente ci sono sempre le consuete variabili (benzina, mappa) da tenere in considerazione, ma oggettivamente questa stagione sembra poter partire con delle premesse migliori rispetto ad un anno fa, quando il comportamento in pista della SF-25 aveva subito lasciato qualche dubbio. Anche la SF-26 non ha ancora un bilanciamento perfetto e questo, dagli onboard, è stato chiaro. La situazione sembra, però, decisamente migliore del recente passato.

Charles Leclerc

Sembra ieri che Charles Leclerc varcava le soglie di Maranello da pilota titolare e siamo già all’ottava stagione del monegasco vestito di rosso e freschissimo, oltretutto, di matrimonio con la sua Alexandra; auguri a loro. Quest’anno rappresenta evidentemente un punto cruciale nella carriera di Charles ed è inutile girarci attorno. Un inizio in sordina o difficile potrebbe, stavolta, delineare uno scenario innominabile ma che potrebbe diventare inevitabile.

Il 2026 è l’anno del dentro o fuori per entrambi i piloti, ma soprattutto per chi porta avanti la causa Ferrarista con un affetto che in pochi hanno dimostrato per questo colore. Charles ha visto, dal suo arrivo, Hamilton completare la sua ascesa ai record della Formula 1, il suo coetaneo Verstappen vincere quattro titoli iridati e Lando Norris, più giovane di lui, sbloccare l’obiettivo. La carriera di Charles, di questo passo, rischia di diventare un’incompiuta di proporzioni storiche e l’età non è più quella di chi può permettersi di aspettare a vita. Per questo è ora di decidere: se la SF-26 sarà materiale da mondiale, ci saranno cinque anni a disposizione per provare a completare il sogno iridato. Ma se si dovesse ancora cominciare in rincorsa, i prossimi tre mesi potrebbero essere decisivi. Lo scopriremo.

Lewis Hamilton

Discorso simile riguarda Lewis Hamilton. Il sette volte iridato arriva dalla stagione peggiore di tutta la carriera. Quella che doveva, per molti, consacrarlo con la conquista del tanto sognato ottavo titolo (o nono, per chi ripudia ancora Abu Dhabi 2021), si è trasformata in un vero e proprio inferno. Prestazioni lontanissime da Leclerc, esclusioni ripetute in qualifica, un rapporto non idilliaco con il suo ingegnere (Riccardo Adami, poi migrato verso la FDA) e dichiarazioni a volte disturbanti (“Forse la Ferrari deve cambiare pilota”) hanno caratterizzato un 2025 davvero da matita rossa. Lewis ha il dovere, sebbene non ci voglia molto, di fare meglio e dimostrare a se stesso e alla Ferrari di poter dare il contributo che ci si aspetta da un uomo con il suo palmares.

Dice di essersi ricaricato, di vedere una SF-26 con il suo DNA e di aver contribuito attivamente alla nascita di questa vettura. Tutto questo si deve tradurre in risultati in pista e da subito. Se non succedesse, dovremmo segnare a referto come il più grande movimento di mercato degli ultimi trent’anni si sia trasformato in fallimento epocale. Ci sono comunque le premesse per un miglioramento: non è un mistero che Lewis non abbia digerito l’intero ciclo tecnico 2022-2025, faticando prima con Russell e poi con Leclerc. Anche se qualche segnale di calo c’era già stato proprio in quel famoso 2021. Ora, con monoposto che tornano ad un fondo piatto e dimensioni più ridotte, sta a lui cercare di tornare quello di prima. Sarà un anno da dentro o fuori anche per lui: e, in questo caso, il “fuori” potrebbe significare il ritiro. Vedremo.

Immagine di copertina: Media Ferrari

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