F1 | Anteprima mondiale 2026, Alpine: “One more time”

Di: Alessandro Secchi
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Pubblicato il 1 Marzo 2026 - 11:00
Tempo di lettura: 4 minuti
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F1 | Anteprima mondiale 2026, Alpine: “One more time”

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Segue l’anteprima del team Alpine per il mondiale 2026 di F1

Se c’è un altro team, oltre ad Aston Martin, ad aver puntato tutte le sue fiches sul 2026, questo è sicuramente Alpine. Dopo aver cambiato tutto il possibile, ancora una volta il team riparte nella speranza che questo nuovo corso sia quello giusto per arrivare nelle zone alte della classifica. Il 2026 non può, ma deve essere l’anno della svolta.

Prima di tutto per dare un senso al progetto Alpine in F1 solo il suo arrivo formale nel 2021, in sostituzione del marchio Renault. La vittoria di Esteban Ocon in Ungheria proprio nel 2021, per quanto favorita dagli eventi, aveva infuso fiducia nel futuro. Eppure, il ciclo tecnico 2022-2025 è stato povero di risultati, eccezion fatta per il doppio podio del Brasile del 2024 con lo stesso Ocon e con Pierre Gasly. Anche questo, arrivato in condizioni eccezionali.

Semmai, l’ultimo quadriennio è stato caratterizzato a più colpi da rivoluzioni (soprattutto interne) e decisioni manageriali non sempre condivisibili. Partendo dai piloti Alpine ha dovuto far fronte alla perdita di Fernando Alonso, virato verso Aston, nonché alla poco fiera battaglia persa con McLaren per i servigi di Oscar Piastri, ex talento dell’Academy. L’uscita di Esteban Ocon, a fine 2024, non è stata gestita al meglio dal punto di vista dell’immagine: soprattutto visto quanto successo nel 2025, con Jack Doohan arrivato ma già con la via d’uscita a ore 12. L’australiano ha resistito sei gare prima di vedersi silurato per fare posto a Franco Colapinto. Il quale, alla fine, non è che abbia fatto molto meglio.

Passando alle vicissitudini interne, il management del team ad inizio 2026 non ha davvero nulla a che vedere con quello del precedente ciclo. Tra 2023 e 2025 la giravolta di ingegneri, tecnici e team principal è stata enorme, tanto da rendere inutile ricordare in ordine cronologico tutti i movimenti. Il team ha, quindi, dato l’impressione non tanto di essere in un periodo di forte cambiamento quanto di forte confusione. Solo nella seconda metà del 2025 la situazione si è stabilizzata, con Flavio Briatore che resta il punto fermo della compagine.

Prestagione

Arriviamo poi all’ultimo capitolo della rivoluzione interna, che ha intaccato anche la storia di Enstone. Nel 2026 è finita l’epoca dei motori Renault in Formula 1, con la decisione di dismettere la factory di Viry-Chatillon, dove si stava già lavorando (e testando al banco) la Power Unit 2026. Non senza polemiche e intromissione dei sindacati, Alpine ha deciso di affidarsi a Mercedes per spingere le sue future monoposto, appunto dalla A526 di questa stagione in poi. Una decisione forte, che spezza un legame con il passato e che, ancor di più, richiede una svolta dal punto di vista delle prestazioni.

L’integrazione della nuova Power Unit si è fatta sentire durante i test del Bahrain. Alpine, complessivamente, ha girato solamente più di Aston Martin e Cadillac, a parimerito in termini di chilometraggio con quanto fatto da Red Bull. Sono 3.691 i km registrati nelle sei giornate di Sakhir, caratterizzati da più di qualche piccolo problema specialmente nella prima settimana in pista. Nella seconda, invece, si è girato di più (1.965 km contro 1.726).

La A526 non ha stupito in modo particolare per le sue forme. Unica monoposto insieme a Cadillac ad aver adottato la sospensione pull rod all’anteriore, ha incuriosito, invece, per il suo sistema di gestione dell’ala mobile al posteriore, con il flap superiore che fa perno sul punto basso per abbassarsi invece di usare quello alto per alzarsi. In questo modo, anziché crearsi uno spazio tra i due flap, quello superiore “scende” al livello di quello inferiore, lasciando più spazio al di sopra. Sarà da valutare se, questa soluzione, sarà in grado di garantire meno drag rispetto a quelle standard o a quelle di Audi e, soprattutto, Ferrari, con il flap che ruota di 180° una volta alzatosi.

Dal punto di vista delle prestazioni, ci si aspetta un salto in avanti grazie alla PU Mercedes, nonostante i tempi abbiano collocato Alpine a centro gruppo esattamente come un anno fa. Briatore ha dichiarato di aspettarsi la A526 alle spalle dei top team. Vedremo se avrà ragione.

Pierre Gasly

Pierre Gasly è al quarto anno con il team transalpino e, specialmente dopo l’uscita di Ocon, ne è il punto di riferimento. A lui la squadra deve tutti i punti (22, pochi) conquistati la scorsa stagione, quasi sempre con un mezzo inferiore rispetto a chi stava attorno. Il francese è, insomma, la nota certa del team e non ha davvero più niente da dimostrare; specialmente in qualifica dove, dal nulla, è capace di tirare fuori prestazioni inaspettate. E, forse, meriterebbe qualcosa di più che lottare nelle zone di centro/bassa classifica.

Franco Colapinto

Per Franco Colapinto la stagione 2026 sarà un po’ quella della verità. Con un nuovo regolamento, una nuova monoposto e un inizio non a campionato iniziato, dovrà dimostrare da subito non solo di valere il sedile, ma anche di saper stare vicino a Gasly, cosa praticamente mai successa nella scorsa stagione. Il pilota argentino aveva impressionato al suo debutto con la Williams, ma il suo 2025 in Alpine è stato negativo. Ora che è tutto nuovo, il minimo sindacale richiesto è quello di essere al passo con il compagno in pista. Se non dovesse succedere, sappiamo bene che i sedili diventano subito caldi e varrebbe lo stesso anche per lui.

Immagine di copertina: Media Alpine

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