F1 | Anteprima mondiale 2023: Mercedes F1 Team

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Tempo di lettura: 4 minuti
di Alessandro Secchi @alexsecchi83
Coautore: Paolo Filisetti
1 Marzo 2023 - 13:00
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Segue l’anteprima del team Mercedes per il mondiale 2023 di F1

La Mercedes non cambia dal punto di vista dei volti che lo compongono. Toto Wolff è ancora saldamente al timone del team vincitore per otto volte consecutive, tra il 2014 ed il 2021, del mondiale costruttori e di sette, tra 2014 e 2020, di quello piloti. Per il secondo anno la coppia di piloti sarà composta dal sette volte iridato Lewis Hamilton e dall’arrembante George Russell, capace nel suo anno di esordio nel team anglotedesco di giungere davanti al suo compagno in classifica piloti. Dopo un 2022 amaro di risultati, il team di Brackley cercherà di tornare ai fasti del suo ciclo vittorioso, riponendo le speranze di rivincita nella W14, la monoposto che sostituirà la deludente W13 dello scorso anno.

Dieci anni fa Lewis Hamilton arrivava in Mercedes dopo la sua prima esperienza in McLaren e nessuno, probabilmente, avrebbe pensato che di lì a poco sarebbe partita una cavalcata straordinaria che l’avrebbe portato a battere quasi tutti i record dello sport. Dopo un 2022 avaro di risultati, senza pole né vittorie, il sette volte campione del mondo vuole riprendersi ma dovrà fare i conti prima di tutto con la nuova monoposto e poi, come già successo l’anno scorso, con un George Russell in ascesa.

Proprio il più giovane britannico ha stupito nella scorsa stagione al netto di una monoposto carente. La prima pole a Budapest e la prima vittoria ad Interlagos sono sicuramente un’iniezione di fiducia in vista del 2023. Dalla sua ci sono sicuramente la giovane età, la costanza (ricordiamo il filotto di top 5 ad inizio stagione) ed una velocità degna di nota nel momento in cui la monoposto glielo permette. Tanto dipenderà dalla W14: se sarà all’altezza delle concorrenti, lo vedremo lottare sempre ai piani alti.

I test

Poco più di 2.150 chilometri sono la distanza percorsa dalla W14 nel corso della tre giorni di test in Bahrain, con un quarantina di giri in più collezionati da Lewis Hamilton su George Russell, anche in virtù del problema idraulico patito dal più giovane inglese nel corso della seconda giornata.

Non sono stati test facili: sebbene il secondo posto finale di Lewis Hamilton in classifica possa ingannare, l’impressione emersa è che la W14 sia già in difficoltà ed abbia ereditato alcuni dei problemi dalla monoposto che l’ha preceduta. In particolare si è parlato di problemi all’anteriore e, soprattutto dalle immagini in pista, è emersa una monoposto di difficile gestione anche al posteriore, molto ballerino, con l’incapacità per i piloti di riuscire a percorrere un giro intero senza sbavature.

L’analisi di Paolo Filisetti

La Mercedes W14 è una monoposto che lascia interdetti, non tanto perché rappresenti la continuità concettuale della W13, bensì perché ne ha ereditato quei problemi che si pensava di aver risolto nella parte finale della scorsa stagione. Nei tre giorni in Bahrain è stato possibile vedere come la monoposto abbia un equilibrio precario, come si scomponga al retrotreno in uscita di curva e come sia difficile l’inserimento dell’avantreno in ingresso. Una monoposto in cui il bilanciamento è tutt’altro che perfetto.

È difficile valutare se ci potranno essere dei correttivi: quello che appare è che questa, sebbene ci possano essere dei metodi per trovare una soluzione in grado di estrarre comunque le performance potenziali, sia una situazione in cui queste performance saranno plafonate. Gli sviluppi su questo concetto potrebbero essere piuttosto esigui. Diverso il discorso nel momento in cui (ed è stata lanciata questa ipotesi da Toto Wolff) la monoposto dovesse cambiare radicalmente il suo concetto.

Questo non vuole dire che la monoposto diventerebbe radicalmente migliore dell’attuale ma che comunque, con un concetto diverso, ad esempio quello della Red Bull, la parabola di sviluppo potrà essere molto più lunga e quindi nel tempo produrre degli effettivi vantaggi; cosa che allo stato attuale sembra essere chiusa, piatta, senza nessuna possibilità di un grande exploit da ottenere in pista.

Immagine: Media Mercedes

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