F1 | Anche Adrian Newey preoccupato per i sorpassi

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È una voce illustre quella che si dice preoccupata per i sorpassi nella prossima stagione. Adrian Newey, genio della Red Bull, avverte infatti che nel 2017 l’entusiasmo per le nuove vetture potrebbe essere limitato da sorpassi sempre più difficili.

Newey ha parlato all’evento organizzato da Autosport analizzando benefici e presunti problemi causati dalle nuove regole.

“Le vetture saranno più difficili da guidare. Questo è un bene, i muscoli del collo saranno molto sollecitati ed è per questo che i piloti stanno lavorando molto durante l’inverno per rinforzare la parte interessata.

Per quanto riguarda i sorpassi, invece, c’è un po’ di preoccupazione: significa che gli spazi di frenata saranno ridotti. Certo, tutto si può risolvere con il DRS, ma personalmente si tratta solo di un sistema per superare e non di qualcosa di memorabile. I sorpassi che ricordiamo sono quelli fatti con le palle: ad esempio quello di Webber su Alonso all’Eau Rouge nel 2011. È stata una manovra coraggiosa e ben realizzata, ma poi nel rettilineo successivo è stata vanificata da Fernando, che aveva il DRS a disposizione.

Le curve veloci come la Copse a Silverstone adesso si percorreranno flat, anche in gara. Ora queste curve, o alcune di loro, saranno semplici pieghe che spezzano i rettilinei. A questo punto le auto devono avere tantissima downforce a danno della competizione, o dobbiamo togliere tutte le ali e tornare indietro di anni a quando non venivano usate?

Se togli troppa downforce, però, le auto sembrano lente. Se guardi una vettura touring girare non è molto entusiasmante da vedere: le auto devono essere veloci perché la televisione schiaccia la prospettiva e fa sembrare tutto più lento di quello che è”.

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Alessandro Secchi
Classe 1983. Ragioniere sulla carta, informatico per necessità, blogger per anni ed ora giornalista. Una sedia, una tastiera e tre schermi sono il mio habitat naturale.
"Il mio Michael" è il mio libro su Schumi ma, soprattutto, il mio personale modo di dirgli "Grazie". #KeepFightingMichael, sempre!

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