F1 | Analisi stagione 2021: Haas, solo sfide in casa in fondo alla classifica

Segue l’analisi del mondiale 2021 della Haas, fanalino di coda annunciato in attesa di vedere il 2022.

Con la Haas, la squadra che in questa stagione non si è mai schiodata dal fondo della classifica, giunge al termine il nostro cammino nell’analisi dei vari team e piloti del 2021. Si sapeva già da prima del semaforo verde dei test in Bahrain che la squadra americana non avrebbe fatto chissà cosa nel corso di tutto l’anno, dato che, a causa del rinvio di una stagione del nuovo regolamento, a Kannapolis hanno preferito investire sul 2022 piuttosto che su una vettura già complessa, come quella guidata da Grosjean e Magnussen. L’arrivo, inoltre, degli esordienti Mazepin e Schumacher non ha aiutato a nascondere il tutto.

F1 2021 - Analisi Haas

L’esordio di Mazepin in F1 è stato abbastanza controverso, soprattutto per le vicende extra-pista che lo avevano coinvolto prima del via della stagione. I suoi risultati in F2 non gli davano ragione e l’andamento nel suo primo anno in F1 ne ha quasi dato la conferma. Il confronto con il compagno di squadra è stato schiacciante, con Mick capace di stare davanti a Nikita per ben 20 qualifiche su 22, mentre in gara il saldo è stato di 16-5 per il tedesco (non si conta Abu Dhabi, dato che Mazepin non ha corso causa Covid). Se prendiamo in considerazione le gare in cui entrambi sono giunti sotto la bandiera a scacchi, il russo ha preceduto il compagno di squadra in sole tre occasioni.

Il paragone tra i due, in termini di migliori risultati, non mostra una vittoria schiacciante di Schumacher, che è riuscito a conquistare un 12° posto in gara contro il 14° di Mazepin. In qualifica i risultati mostrati nell’infografica della F1 sono un po’ falsati dalle varie penalità altrui. In questo caso la differenza l’ha fatta Mick che in qualche occasione è riuscito a mettersi alle spalle una Williams o un’Alfa Romeo o, come in Francia e in Turchia, ha conquistato una grandiosa qualificazione per il Q2.

Nikita Mazepin

La prima stagione di Mazepin in F1 non è stata entusiasmante. Guardando al dato puro dei tempi in qualifica, in media, ha subito un gap di 0.9 secondi dal compagno di squadra, ritrovandosi quindi ad essere spesso 2/3 secondi più lento rispetto al migliore della sessione. In gara, invece, ha pian piano trovato la quadra riuscendo quanto meno a lottare in diverse occasioni con Mick, anche se poi a conti fatti Schumacher è sempre stato davanti quando ha disputato le qualifiche, e ha “lasciato” solo tre volte la miglior posizione in gara a Nikita.

Nota a suo favore, nonostante la grande mole di testacoda a cui è andato incontro nel corso dell’anno, è riuscito a fare pochi danni e quindi a far lavorare poco il suo team, a differenza del suo compagno di box.

Mick Schumacher

L’unico confronto che ha potuto avere è stato quello con il compagno di squadra e in questo è riuscito ad avere la meglio, confermando oltretutto quanto già aveva mostrato l’anno prima vincendo il campionato di F2. Ha spinto al limite (forse un po’ troppo) la sua Haas, cercando di fare più di quello che gli era permesso dalla vettura e finendo anche spesso contro le barriere. È stato uno dei piloti di F1 che ha causato più danni la scorsa stagione e quindi questo è un punto a suo sfavore.

Bisogna però sottolineare che la vettura, sia per lui che per Nikita, era tutt’altro che facile da guidare e già i loro predecessori Grosjean e Magnussen lo avevano dimostrato. Ritrovarsi con meno carico, causa piccolo cambio regolamentare, e alla prima stagione tra i grandi non deve essere stato facile. Applausi, invece, per essere riuscito a portare la sua VF-21 in Q2 per ben due volte, anche se nel primo tentativo non ha potuto disputarla causa incidente nel Q1.

Immagine di copertina: Haas F1 Team / Twitter

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