F1 | Analisi mondiale 2021: Ferrari, transizione positiva in attesa del rilancio

Segue l’analisi del mondiale 2021 della Ferrari, che ha rialzato la testa dopo una stagione nel buio.

Quello del 2021 è stato un Mondiale cruciale per la Ferrari che non poteva permettersi di replicare la brutta figura rimediata l’anno precedente. Una stagione che, nonostante le limitazioni imposte ai regolamenti a causa del Covid, non ha comunque impedito alla Rossa di togliersi da quell’angusta sesta posizione oltre cui Vettel e Leclerc non erano riusciti ad andare. La SF21 ha comunque continuato a mostrare diversi dei limiti che la SF1000 aveva sfoggiato a più riprese nel corso dell’anno, ma riuscendo a nasconderle con un lavoro deciso durante l’inverno e in costante miglioramento nel corso della stagione.

F1 2021, Analisi Ferrari

A Maranello, Carlos Sainz ha dato quella ventata di gioventù in più alla Ferrari, senza abbassare il livello della squadra, dopo la partenza di Sebastian Vettel. La conoscenza della vettura e della squadra hanno sì permesso a Charles Leclerc di avere la meglio sull’iberico nei confronti in qualifica e in gara, ma il rapporto tra le statistiche dei due non è schiacciante come abbiamo visto in Mercedes e Red Bull.

In media, il monegasco ha battuto per 2-1 il neo-acquisto della Rossa, anche se alla fine il 27enne spagnolo ha avuto la meglio in termini di punti. Questo perché la costanza gli ha permesso di concludere ogni gara, risultando anche il pilota con più chilometri percorsi di tutta la F1, nel 2021 appena concluso. A pesare anche due ritiri di Leclerc, tra cui quello tragico (sportivamente parlando) di Monaco.

A migliori risultati i due si equivalgono o quasi. Da un lato il numero 16 vanta due pole a Monaco e Baku, entrambe non sfruttate dato che in una gara non è partito e nell’altra dopo nemmeno 10 km si è ritrovato a inseguire Lewis Hamilton, dall’altro il numero 55 l’ha mancata per pochissimo nella caotica qualifica di Sochi, dove però ha ottenuto la sua prima partenza in prima fila. Dal canto suo, il madrileno può contare su quattro podi contro il singolo del compagno di squadra.

Charles Leclerc

La sua SF21 troppo nervosa non lo fa sentire probabilmente a suo agio; la continua ricerca del limite o la volontà di scavalcarlo lo portano a rapportarsi un po’ troppo spesso con le barriere di tutto il mondo. Dopo un 2019 in cui è sembrato essere un pilota già fatto e perfetto, gli ultimi due anni – proprio per i limiti della Rossa – lo hanno condotto in una via che sembra quella in cui Max Verstappen ha militato negli anni della Toro Rosso e nelle prime esperienze in Red Bull.

Pesante il computo degli errori – per sua fortuna in maggioranza durante le prove libere – che ha stilato nel corso dell’anno. Ben cinque contatti contro le barriere durante il venerdì (Imola, Baku, Spa, Città del Messico e Jeddah), uno durante le qualifiche (quello famoso di Monaco) che gli ha compromesso forse l’unica vera possibilità di vittoria dell’anno e un contatto evitabile in Stiria con Pierre Gasly dopo curva 1. Un pilota che nella sua ricerca di perfezione, forse rischia di scavalcare in un’irruenza che non fa bene. Resta il punto interrogativo per capire se il monegasco abbia perso la sua lucentezza, oppure se il risultato del suo cambiamento sia imputato solo a vetture sotto lo standard, quindi ampiamente recuperabile in caso di un 2022 vincente.

Carlos Sainz

Solo Mike Hawthorn nel 1953 era riuscito a completare la sua prima stagione in Ferrari senza mai ritirarsi, ma ora Carlos Sainz può definirsi il secondo ad essere uscito vittorioso in questa impresa. Sicuramente ad avvantaggiarlo c’è stata l’affidabilità della vettura, così come la fortuna di non essere coinvolto negli incidenti al via, come accaduto a Leclerc in Ungheria.

Non è però solo un caso di fortuna, dato che lo spagnolo ha concluso 20 su 22 gare in zona punti, conquistato quattro podi e completato 1.294 dei 1.297 giri disputati in questa stagione di F1. Inoltre, Sainz è l’ennesimo pilota Ferrari ad aver battuto il proprio compagno di squadra alla propria prima stagione a Maranello. Prima di lui ci sono riusciti Raikkonen con Massa nel 2007, Alonso sempre col brasiliano nel 2010, Vettel con il finlandese nel 2015 e Leclerc con il tedesco nel 2019.

Ha dimostrato di saper reggere il peso del Cavallino Rampante – noto per essere superiore per la sua importanza storica – smentendo chi non lo reputava all’altezza. Resta da analizzarlo nel momento in cui avrà una chance per il titolo, ma per ora ha confermato che la scelta della Ferrari è stata eccellente.

Immagine di copertina: Ferrari Media

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