F1 | Analisi mondiale 2021, AlphaTauri: la stagione migliore della sua storia

Segue l’analisi del mondiale 2021 dell’AlphaTauri, che ha svolto la sua miglior stagione in F1.

L’ultimo anno dell’AlphaTauri è senza dubbio il migliore della squadra in assoluto – persino da quando ha iniziato la propria avventura in F1 come Toro Rosso. C’è Pierre Gasly che, ogni anno che passa a Faenza, dimostra di migliorare prima di tutto se stesso, ma poi di consolidare sempre di più il feeling con il team, che porta a un risultato finale sempre superiore. Anche Yuki Tsunoda, esordiente un po’ esplosivo, ha mostrato in più occasioni di essere un buon pilota che, nel momento in cui avrà raggiunto la giusta dose di esperienza, potrà dire la sua. A sottolinearlo, soprattutto, il finale di stagione ad Abu Dhabi dove per poco non ha portato a casa il suo primo podio in carriera, alla prima stagione in F1.

F1 2021 - Analisi AlphaTauri

Il confronto tra i due piloti è ovviamente a netto favore di Pierre Gasly, data la sua maggiore esperienza in F1 e con il team stesso. In qualifica abbiamo assistito a un pesante 21-1 con Tsunoda capace di precedere il compagno di squadra solo in occasione dell’eccellente round conclusivo della stagione. Al giapponese è andata un po’ meglio in gara dove è stato migliore del francese per cinque volte, anche se alla fine dei conti solo a Silverstone e ad Abu Dhabi il #22 ha davvero chiuso davanti al #10 per meriti suoi; nelle altre occasioni erano arrivati contatti in gara o ritiri per Gasly.

In termini di punti, Gasly ne ha ottenuti più del triplo rispetto al suo compagno di box, riuscendo ad essere molto più costante, ma avendo anche la capacità di sfruttare al meglio quei week-end di gara in cui l’AlphaTauri riusciva ad essere anche terza forza in pista, davanti a Ferrari. Tsunoda, invece, è stato più concreto nel periodo europeo, grazie anche alle gare disputate sugli stessi circuiti in F2.

La differenza tra i due la si nota anche nella miglior posizione in qualifica, nel momento in cui si esprime la prestazione pura, con Gasly che è stato capace di partire in prima fila in Qatar, scattando inoltre in top-6 per quattordici volte (sarebbero state quindici senza l’incidente nella Sprint Qualifying di Monza, ndr), mentre Tsunoda ha come piazzamento migliore due settimi posti.

Pierre Gasly

Alla sua quinta stagione completa con AlphaTauri (e Toro Rosso), Gasly sta dimostrando sempre più di aver trovato la sua giusta dimensione, creando una sinergia con la squadra che porta entrambi a migliorarsi. Anche quest’anno è riuscito a sfruttare al meglio le occasioni favorevoli, cogliendo il terzo podio della carriera nel marasma di Baku. Si è sempre presentato nelle posizioni che contano quando la sua AT02 glielo ha permesso, lasciando spesso le Ferrari a debita distanza dai suoi scarichi. In classifica piloti ha anche chiuso a un soffio da Daniel Ricciardo, che ha avuto una vettura nettamente più prestazionale lungo l’arco di tutta la stagione e soprattutto una vittoria da vantare.

In un team come quello di Faenza, se dovesse arrivare la giusta vettura tra le mani del francese, questo potrebbe davvero confermare ancora di più la sua crescita e mostrare quanto non era riuscito a fare in quella mezza stagione in Red Bull. Le abilità di ritrovarsi tra terzo e quinto posto con costanza le ha, gli manca solo il mezzo giusto per farlo in ogni gara.

Yuki Tsunoda

Il 2021 di Yuki è partito bene con una bella gara subito in zona punti. Peccato che il lampo ci sia stato solo all’inizio, dato che già a Imola il giapponese ha iniziato a combinarne di tutti i colori, quando comunque stava dimostrando di essere abbastanza veloce. La sua aggressività – anziché mostrarla in pista – ha finito per portarla nei team radio, rivolgendosi in modo sgarbato nei confronti del team, quando le colpe erano solo sue.

Ha avuto qualche alto nella fase centrale, salvo poi ricadere in basso dopo la pausa estiva, ma l’ultimo weekend ad Abu Dhabi, in cui è stato sempre più veloce del compagno di squadra, potrebbe far ben sperare in ottica 2022. Ora si parte tutti da zero e Tsunoda può anche contare su un po’ di esperienza in più, cosa non da poco se si considera che al suo primo anno ha dovuto fare i conti con tanti circuiti (quattordici) su cui non aveva mai corso, dato il suo passato poco europeo.

Immagine di copertina: Scuderia AlphaTauri / Twitter

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