F1 | Alonso sul suo ritorno in F1, su Vettel (con difesa) e sulla Indy 500

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Lo spagnolo ha parlato al sito soymotor.com

È un Fernando Alonso a tutto tondo quello che ha parlato al sito web soymotor.com riguardo il suo ritorno in Formula 1, l’esperienza – la terza – alla 500 miglia di Indianapolis e sul suo vecchio avversario dei tempi in Ferrari, Sebastian Vettel.

Vi riportiamo l’intervista qui di seguito:

Il ritorno in F1

Il 2021 sarà una prosecuzione di quest’anno, quindi ciò che vediamo ogni fine settimana lo vedremo fino al 2022; purtroppo lo sport è questo, ed è quello che succedeva già quando me ne sono andato a fine 2018.

Tuttavia il 2021 sarà una buona preparazione per il 2022, l’idea è questa. Integrarsi nella squadra e sviluppare la macchina per il 2022 sarà meglio che rimanere fuori per tre anni. Il 2021 sarà un anno di preparazione, non ci poniamo obiettivi. Sto ricevendo un grande appoggio, credo che la gente non veda l’ora di vedermi in Renault. Forse con un’altra squadra non ci sarebbe così tanta attesa.

Penso che tornerò in pista con la mia solita grinta. Dipenderà dalle situazioni: a volte è necessario non essere troppo aggressivi per accumulare punti. In questo momento ci sono due macchine che possono vincere e che danno un giro a tutte le altre squadre. In questa situazione sai di avere un altro obiettivo, diverso dalla vittoria: la tua squadra lotta per conquistare una posizione nel Mondiale ed è questo il tuo obiettivo. Devi lavorare per la squadra e valutare i rischi che prendi.

Su Vettel e la Ferrari

Lo spagnolo, poi, si è lasciato andare ad una difesa anche inaspettata, per certi versi, nei confronti di Sebastian Vettel.

La situazione in Ferrari è difficile perché quest’anno la macchina è problematica. Quando lottavano per il mondiale la situazione era differente, perché se si commette uno sbaglio e poi si vince la gara successiva ci si dimentica degli errori. Tuttavia, quando la macchina fa fatica ad arrivare tra i primi 10, si cerca qualcuno da incolpare. In questi anni hanno avuto alcune opportunità, però non molte per via del dominio della Mercedes.

Per quella che è stata la mia esperienza in Ferrari, correre per loro è un’esperienza positiva e inimitabile indipendentemente dai risultati. Sicuramente per Seb sarà lo stesso.

Sulla Indy 500

Partendo così indietro – dopo che ci era mancato il giusto ritmo durante le qualifiche – l’obiettivo per la gara era arrivare al 100° giro attorno alla 20esima posizione risparmiando più carburante possibile, per poi cambiare strategia e provare ad attaccare approfittando delle bandiere gialle. Non so in realtà quale fosse il potenziale reale della macchina.

La gara in sé non è stata né buona né cattiva; direi piuttosto che è stata anonima, siamo rimasti molto indietro ma era quello che ci aspettavamo. Quando ero 15° ho avuto un problema alla frizione e la macchina non riusciva ad ingranare la prima marcia. Abbiamo sostituito il volante per vedere se il problema stava nelle leve del cambio, ma non era questo il caso. Abbiamo perso un giro e lì è finita la mia gara. Nei successivi 80 giri non ho fatto pazzie: mi sono divertito nelle ripartenza, ma senza prendermi i soliti rischi. È una gara molto pericolosa e ho provato semplicemente a portarla a termine, esattamente come ho fatto nella Dakar. Complessivamente sono contento di come è andata: non ha molto senso nemmeno stare tra i primi per essere in testa solo al Giro 17, per fare un esempio.

Sul futuro

Non so per quanto tempo rimarrò in Formula 1, né cosa farò nei primi anni dopo la fine della mia carriera in Formula 1. Per il momento correrò due anni, dopodiché può essere che decida di correrne altri due, tre o cinque, come può essere che decida di ritirarmi.

Infine, una parola sul suo grande amico Flavio Briatore, al centro di polemiche riguardo il suo contagio da Covid e quello di diversi dipendenti del suo locale più famoso, il Billionaire.

Ieri ho mandato un messaggio a Flavio e mi ha detto che sta bene. Spera di poter tornare a casa nei prossimi giorni.

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