F1 | Alonso alla carica: “Bisogna tornare indietro di 10 anni”

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Dopo aver sparato a zero sulla F1 al termine della stagione, considerandola ormai superata da WEC e MotoGP in termini di spettacolo, non si placa la critica di Fernando Alonso nei confronti dell’attuale regolamento tecnico/sportivo che governa la categoria.

Parlando ad Autosport, Fernando delinea un quadro generale della situazione attuale e dice la sua su quelli che dovrebbero essere i cambiamenti maggiori in ottica 2017, quando cioè si dovrebbe vedere una mezza rivoluzione tecnica.

“Motori più grandi, più potenza, più aerodinamica, più libertà di sviluppo e più test”. Questa la prima bomba dello spagnolo. A ragion veduta, viene da dire. Mclaren, di fatto, ha dovuto testate in pista durante i weekend di gara ed è stata penalizzata dal non poter girare in pista durante l’anno. Regola che vale per tutti, ovviamente, ma negativa per chi deve recuperare un ampio gap. Dopo un 2015 in fondo alla griglia, Alonso si è probabilmente reso conto di un aspetto che, dalle posizioni di vertice, non era forse pienamente valutabile.

Fernando continua rispetto alla sua prima frase: “Credo si tratti di tornare ad una decina di anni fa. So che forse era tutto più costoso. Ma ho dei dubbi, perché ora i simulatori e il resto della tecnologia alzano i costi. Se alcuni team non possono testare, è un loro problema, è nella natura dello sport.”

Si passa al paragone calcistico: “Il Real Madrid può comprare giocatori sui quali altri team non possono investire. Ma il Real non si deve scusare per questo.”

Altra stoccata: “In F1 c’è sempre il bisogno di proteggere i piccoli team.”

Per quanto riguarda il 2017, il piano è di aumentare le prestazioni delle monoposto, con tempi più rapidi di 5/6 secondi al giro e vetture dal look più aggressivo: gomme posteriori più larghe, alettone posteriore simil 2008 (finalmente) e ala anteriore rivista. Ma basterà?

“L’aspettativa è di avere una F1 veloce, perché ora è lenta. Una F1 più veloce diventa un maggiore spettacolo per chi guarda, ma per avere gare migliori, è difficile capire di cosa ci sia bisogno. Se guardi a questa stagione, ci sono state magari quattro/cinque gare noiose di fila seguite improvvisamente da altre due spettacolari, senza che niente cambiasse. Stesse auto e stessi team. Anche per quanto riguarda i circuiti, un anno vedi una gara noiosa e l’anno dopo diventa spettacolare.”

Ultima frase, questa, da non sottovalutare: perché se neanche un pilota sa spiegarsi cambiamenti così repentini, figuriamoci noi…

Ma in linea generale, siamo d’accordo con Fernando. Ma lasciamo che sia a lui a dirlo, se lo facciamo noi…

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Alessandro Secchi
Classe 1983. Ragioniere sulla carta, informatico per necessità, blogger per anni ed ora giornalista pubblicista per passione. Una sedia, una tastiera e tre schermi sono il mio habitat naturale.
"Il mio Michael" è il mio libro su Schumi ma, soprattutto, il mio personale modo di dirgli "Grazie". #KeepFightingMichael, sempre!

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