EuroNASCAR | Intervista a Ryan Vargas: “Ho sempre amato questa categoria. È incredibilmente speciale essere qua”

EuroNASCAR | Intervista a Ryan Vargas: “Ho sempre amato questa categoria. È incredibilmente speciale essere qua”

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Tempo di lettura: 11 minuti
di Gabriele Dri @NascarLiveITA
6 Giugno 2024 - 21:30
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P300.it ha potuto intervistare a Vallelunga Ryan Vargas, giovane pilota americano full time EuroNASCAR PRO ma attivo anche in NASCAR Xfinity e Truck Series


Da VallelungaIntervista realizzata sabato 18 maggio dopo le qualifiche

Ryan, per prima cosa grazie per questa intervista e benvenuto a Vallelunga e in Italia. Come sono stati questi primi giorni qua a Roma? Ti sei ambientato talmente bene che sei stato pure a vedere la finale di Coppa Italia!

Oh, è stato bellissimo! Immergermi nella cultura italiana e poter osservare da vicino tutte le bellezze di Roma, entrare al Colosseo, The First Great Colosseum (in confronto al Last Great Colosseum che è il Bristol Motor Speedway, nda) e tutto il resto è stato incredibile. Ma in generale è fantastico poter viaggiare. Sai, mai avrei potuto immaginare di poter fare tutto questo e soprattutto farlo grazie alla mia professione di pilota. È davvero una cosa molto grande.

Cosa vuol dire per te tutto questo da un punto di vista personale al di fuori del motorsport? Stai visitando l’Europa e molti paesi per la prima volta proprio grazie all’EuroNASCAR.

È incredibilmente speciale. Sono davvero fortunato a poter fare questo, girare il mondo e vivere esperienze che ricorderò per sempre.

Torniamo ora allo scorso anno. Cosa ti ha portato qui in EuroNASCAR? Come è iniziato il rapporto con il 3F Racing e come è stato il primo contatto?

Conosco Dennis Hirtz (il team manager del 3F Racing, nda) da un po’ di tempo. L’EuroNASCAR non era sul mio radar fino a quando ne abbiamo iniziato a parlare. Il tutto malgrado ne fossi interessato di mio e l’avessi sempre voluta provare. Addirittura ne avevo parlato con Jérôme Galpin (il presidente dell’EuroNASCAR, nda) un anno prima di venire qua per la prima volta. Ho sempre amato questa categoria, ho sempre amato l’idea e il fatto che esistesse un campionato stock car al di là dell’Atlantico e questo mi entusiasmava.

Poi l’offerta di correre in EuroNASCAR ti ha sorpreso?

Non è stata una vera e propria sorpresa. È stata un’offerta troppo bella per non essere accettata.

Il tuo ex coinquilino Myatt Snider (pilota in Xfinity Series vincitore a Miami nel 2021, ora part time dopo aver conseguito licenza di pilota d’aerei e laurea in matematica ma soprattutto pilota EuroNASCAR nel 2019 nella categoria Elite 2 chiudendo sesto in campionato, nda) sicuramente ti ha dato dei consigli nel prendere questa decisione.

Sicuramente ha influito in tutto questo. Ricordo bene quando è venuto in correre in EuroNASCAR per un’intera stagione ed è stato bellissimo guardarlo così come lo è stato per gli altri. Era entusiasmante e per questo ne sono sempre stato interessato. All’epoca non avevo ancora disputato molte gare sui road course, quindi non avevo ancora l’esperienza necessaria per correre qui. A dire il vero non ne sapevo molto di circuiti stradali. Col passare del tempo mi sono appassionato a questo tipo di circuiti e ne sono fiero. Anche grazie a questa opportunità ho potuto migliorare molto il mio stile di guida sui road course ed ora sto imparando parecchio, anche se è difficile.

Ufficialmente nel 3F Racing tu non sei solamente il pilota ma anche il Head of Team and Driver Development. Come ti sei ambientato in questo ruolo di sviluppo all’interno della squadra?

Poter venire qui e correre è stato sicuramente un fattore in più perché quando Dennis ha creato questo team erano davvero solamente un piccolo gruppo di persone che voleva provare ad esserci nel motorsport. Poter portare il loro nome in pista è un grande onore e affare per mei. Essere in pista mette a tacere chi può avere dubbi su questa squadra e la mette in mostra a tutti. Molti tifosi sono felici di vedere il 3F Racing in gara, sia che avvenga negli USA (nello scorso autunno il team ha debuttato nelle Late Model in South Carolina con Christian Tate al volante, nda), sia in EuroNASCAR. Per me è un onore fare tutto questo per loro ed è una opportunità incredibile.

L’anno scorso il debutto ad Oschersleben in Germania dove è andato tutto alla grande con due decimi posti subito in EuroNASCAR PRO. Anche nella tappa successiva di Zolder, in chiusura di campionato, vi sentivate molto veloci, ma la pioggia – come oggi – ha un po’ rovinato i vostri piani. A Valencia per iniziare la stagione ci sono stati due big one “alla Talladega” in cui sei finito nel mezzo ma hai portato a casa lo stesso due podi nel Junior Trophy. Come sta procedendo questo inizio di stagione adattandoti ancora alla vettura e a queste piste su cui non avevi gareggiato nel 2023?

Sì, sto ancora imparando. Chiunque nel paddock è stato qui a Vallelunga tranne me (ride, nda). È una grande sfida, arrivare in una categoria a cui non ero abituato su pista in cui ho meno esperienza di tutti non è semplice. Non ho mai cercato scuse, amo questa sfida e mi piace essere messo alla prova in questo modo. Ma alla fine contano solo il tempo a disposizione e quanto imparerò.

EuroNASCAR Vallelunga 2024 Ryan Vargas

Vallelunga come hai detto è una pista nuova per te. Ti piace come tracciato?

Amo le curve veloci del primo settore. Quelle più strette decisamente meno. Lì sarà decisamente più difficile…

A proposito di questo un paio di dati: le curve di Martinsville hanno un raggio di circa 150 piedi (45 metri, nda), il tornantino finale di Sonoma 75 piedi (22.5 metri, nda). Il Tornantino qui a Vallelunga ha un raggio di appena 30 piedi (9-10 metri, nda). Hai mai guidato una vettura su una curva così stretta, almeno da quando non sei più al volante di una vettura Legends?

No, non ho mai affrontato una curva così stretta nella mia vita! Affrontarla con una stock car è molto difficile, ma è una sfida piacevole e divertente a cui andare incontro così come tutto quello che sto facendo. Rispetto al tempo di ieri nelle prove libere abbiamo guadagnato (in qualifica, nda) oltre 1″, ma non siamo ancora in top10 che è dove vorremmo essere. Quindi voglio ancora imparare, voglio essere migliore. Ma mentre lo sto facendo mi sto anche divertendo e quindi amo tutto questo.

EuroNASCAR Vallelunga 2024 Ryan Vargas

Il Tornantino è difficile, ma l’ultima curva, la Roma, è decisamente nelle tua corde. Più ampia e anche con un leggero banking, anche se affrontata “nel senso sbagliato”.

La adoro. È un vero spasso.

Dopo Brands Hatch la stagione proseguirà a Venray dove l’EuroNASCAR tornerà a correre su un ovale. Sei già pronto per questo?

Assolutamente. Venray ha già un cerchietto rosso sul calendario, ma allo stesso tempo molti piloti hanno fatto dei test là a differenza mia. Quindi sì, non vedo l’ora di andarci ma sono consapevole di partire lo stesso un po’ in svantaggio.

Ma dato che la pista è stata assente dal calendario per un paio di anni potresti andare veloce come i big o almeno essere al loro livello fin dall’inizio.

Sì vero, sono comunque ottimista.

Tornando al discorso generale per questa stagione, quali sono i tuoi obiettivi per il 2024. Qualcosa hai già ottenuto o c’è ancora qualcosa da ottenere per la fine del campionato?

L’obiettivo è lottare per la top10 e anche per la top5. Sappiamo di avere un passo per arrivare alla top5, ma alla fine sta a me mettere tutto insieme in pista facendo fruttare quanto ho imparato se, dopo aver dato al team il feedback giusto, abbiamo messo in pratica i giusti aggiustamenti di assetto. Finora la squadra ha fatto un ottimo lavoro. C’è ancora tanto da lavorare, c’è ancora tanto da imparare, tuttavia penso che siamo al posto giusto per crescere rispetto a come siamo ora, per costruire qualcosa di importante su queste basi e per continuare a migliorare per il futuro. Questo è l’obiettivo principale per me.

EuroNASCAR Vallelunga 2024 Ryan Vargas

Parlando proprio di futuro, abbiamo la fortuna di avere qui con noi proprio Dennis Hirtz. E quindi è naturale chiedergli se il sogno e il progetto di sbarcare in NASCAR Cup Series è ancora in vigore.

Assolutamente! Stiamo lavorando duramente per questo, ma il tutto è stato leggermente posticipando perché in quanto europei e in quanto tedeschi abbiamo dovuto far richiesta dei visti lavorativi per gli USA e questo ha richiesto più tempo di quanto pensassimo. Questo ci ha rallentato un po’, ma stiamo lavorando duramente e parlando intensamente con vari partner. Speriamo di essere pronti il prima possibile per poter fare il nostro debutto in Cup Series.

Anche l’alleanza tecnica con il Richard Childress Racing prosegue come desiderato?

Sì, le alleanze con RCR e Chevrolet funzionano ancora bene. Dobbiamo ringraziarli per il loro supporto. Da questo punto di vista nulla è cambiato.

Avete una tabella di marcia per il vostro debutto?

Non ancora, speriamo per questa estate o l’autunno. Dipende ovviamente dagli sponsor. Come dico sempre, purtroppo non arriviamo con il portafoglio già ben pieno. Quindi quando avremo degli sponsor, avremo bisogno di partner forti e che credano fortemente in noi. Appena avremo firmato con qualcuno, allora saremo in pista.

Preferireste debuttare su un ovale o su uno stradale?

Io preferirei un ovale! Sai, siamo europei e tutti pensano che ci concentriamo solo sui road course, ma per me non è così. Cioè, gareggiamo tanto sugli stradali con Ryan in EuroNASCAR, ma è anche tempo di gareggiare sugli ovali. Per me gli ovali sono l’origine della NASCAR, là dove lo sport è nato, quindi preferirei correre a Martinsville o Bristol o Darlington.

Negli anni scorsi un’altra squadra europea, il Team Hezeberg, ha provato l’esperienza della Cup Series partendo dall’EuroNASCAR, hanno debuttato ma hanno avuto dei problemi ed ora sono assenti da almeno un anno. Cosa potete imparare dalla loro esperienza.

Penso che non possiamo fare un confronto fra i due percorsi. Loro hanno dato il meglio per avere successo in NASCAR. Hanno dimostrato di avere velocità, specialmente con Loris (Hezemans, nda) ad Indianapolis, ma hanno scelto un modo diverso di operare. Noi abbiamo deciso di collaborare fin dall’inizio con Chevrolet ed un loro team factory, loro hanno scelto invece con una squadra più piccola ma comunque famosa nella Truck Series (il Reaume Brothers Racing, nda), quindi hanno seguito un percorso diverso.

Di solito non guardo mai gli altri, guardo alla mia squadra e al nostro modo di lavorare. Non voglio giudicare o avere un’opinione su come operano gli altri. Hanno fatto del loro meglio, molti di loro li conosco dal Phoenix Racing (il team tedesco campione DTM di cui Hirtz era direttore marketing, non quello americano già attivo in Cup Series nei decenni scorsi, nda) e quanto fatto non toglie nulla alle loro capacità.

Quindi state anche parlando con alcuni piloti per questo debutto?

Abbiamo diverse opzioni sul tavolo. Se dovessimo correre su un road course la nostra scelta più probabile potrebbe essere Earl Bamber che corre in Hypercar con General Motors (nel caso specifico Bamber corre nel WEC con la Hypercar della Cadillac mentre in IMSA è in GTD Pro su una Chevrolet, nda), in caso di ovale dipenderebbe più dallo sponsor, potrebbe essere un pilota del Richard Childress Racing della Xfinity Series (quindi o Austin Hill o Jesse Love, nda), ma non mi dispiacerebbe ovviamente vedere Ryan in macchina. Il mio sogno sarebbe certamente debuttare in Cup Series con Ryan Vargas, ma ci sono dei fattori esterni che potrebbero portare ad un’altra scelta. Ma prima o poi correremo insieme in NASCAR negli USA.

Quindi anche per te Ryan il sogno di debuttare in Cup Series (Vargas ha disputato 69 gare in Xfinity Series e 7 nella Truck Series, nda) è ancora vivo.

Oh sì, c’è ancora tanto tempo a disposizione!

Parlando ancora di te al di fuori della pista, l’anno scorso hai vinto il premio assegnato da NASCAR e Comcast in quanto “Community Champion of the Year” per la tua attività in prima persona in collaborazione con FACES: The National Craniofacial Association, una associazione che si occupa di bambini affetti da craniostenosi come lo sei stato tu. Che emozione è stata vedersi riconosciuto pubblicamente a livello nazionale di quanto fatto?

È stato davvero un grande onore e un grande evento. Non so se portavoce sia la parola giusta, ma essere quel ragazzo che rappresenta un simbolo per le persone affette da malformazioni alla scatola cranica rappresenta molto per me. Sono fortunato di rappresentarli con così tanto onore.

NASCAR Ryan Vargas Comcast Award 2023

In chiusura un commento sull’esperienza qui nel paddock di Vallelunga.

Oh è bellissimo! Guarda, ci sono moltissimi tifosi e manca ancora tanto a gara1! La passione che si vive qua è diversa da quelle che ho vissuto finora negli USA. È bello vedere come i fan si approcciano all’EuroNASCAR e allo stesso tempo Jérôme e l’EuroNASCAR stessa fanno un ottimo lavoro per organizzare questo campionato e un’esperienza tutta da vivere.

Buona fortuna Ryan, grazie per l’intervista e arrivederci in pista!

Grazie mille.

EuroNASCAR Vallelunga 2024 Ryan Vargas

Immagine: Media EuroNASCAR e NASCAR

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