EuroNASCAR | Intervista a Gianmarco Ercoli: “È un’emozione enorme correre con una tribuna che tifa per te”

EuroNASCAR | Intervista a Gianmarco Ercoli: “È un’emozione enorme correre con una tribuna che tifa per te”

IntervisteNASCAR
Tempo di lettura: 18 minuti
di Gabriele Dri @NascarLiveITA
6 Giugno 2024 - 16:00
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P300.it ha potuto intervistare a Vallelunga Gianmarco Ercoli, pilota EuroNASCAR PRO, campione in carica e secondo in classifica generale dopo i due secondi posti in casa


Da Vallelunga – intervista realizzata sabato 18 maggio dopo gara1

Buongiorno Gianmarco e benvenuto su p300.it. Non devo darti il benvenuto invece a Vallelunga dato che sei di casa praticamente.

Buongiorno a voi.

Grazie mille a te. Parliamo innanzitutto di com’è andato finora il weekend, una qualifica un po’ complicata ieri, qualche problema con i transponder, gara1 invece segnata una manovra folgorante alla ripartenza della Full Course Yellow e alla fine un ottimo secondo posto nonostante un Ghirelli che ha staccato tutti. Raccontaci come è andata.

In qualifica non siamo stati molto veloci, abbiamo fatto un quarto posto nel primo turno e un quinto in Superpole. Ci manca un po’ la performance con gomme nuove, siamo invece molto più competitivi con pneumatici usati, infatti in gara siamo risaliti bene, ma dobbiamo lavorare per ridurre il gap. Vittorio in questo momento credo sia in palla. Il suo team ha una macchina molto, molto competitiva. È da anni che è così, poi dato che il PK Carsport (il team di Ghirelli, nda) corre solo in EuroNASCAR PRO ha un piccolo vantaggio come anche negli anni passati. Alle volte ho avuto anche io questa fortuna dato che sei un po’ più focalizzato sull’obiettivo. Però questo qui ci sta, è una cosa che è nel regolamento. Nel motorsport vince chi è più ricco e in questo momento sono più ricchi loro (lo dice ridendo, nda). Arriverà il nostro momento.

Per quanto riguarda le prestazioni siamo un po’ in difficoltà, ma siamo un grande gruppo che comunque mi supporta e stiamo cercando di migliorare e questo lo si sta vedendo anche in pista. Peccato per Valencia, perché anche lì avevamo fatto un grande lavoro. In gara2 ci saremmo divertiti, ma purtroppo abbiamo forato mentre eravamo terzi. Stiamo sempre migliorando. Speravo di partire con un po’ più di competitività all’inizio della stagione, ma il campionato è lungo. Quindi ci guardiamo in faccia, ci diciamo la verità, sappiamo che dobbiamo fare un cambio di rotta, ma il nostro momento arriverà. Ne sono certo.

EuroNASCAR Vallelunga 2024 Gianmarco Ercoli

Questa è l’occasione, soprattutto per me e per tutti i lettori di p300.it, di conoscere te e il mondo dell’EuroNASCAR. Partiamo dalla definizione più importante: Gianmarco Ercoli, campione in carica della categoria EuroNASCAR PRO, fatto che è la cosa più importante ovviamente per te finora, almeno per quanto riguarda la pista. Nella vita privata invece sei un neo papà e questo ovviamente va oltre. Cosa ha rappresentato questo traguardo dell’anno scorso in questo decennio ininterrotto in questa categoria?

Allora, diciamo che in questi miei dieci anni sono andato parecchie volte vicino al titolo nella PRO. Nell’EuroNASCAR 2 (allora ufficialmente chiamata Elite 2, nda) riuscii a vincerlo al secondo anno, al primo anno disputato interamente e da lì ho incrementato. Comunque ho battagliato per anni con i migliori piloti in Europa. Piloti veri, piloti ex Formula 1, uno dei più veloci era Borja Garcia che fu collaudatore della della Toyota o anche Marc Goossens, che corre ancora qui, ed è stato la storia del Belgio per quanto riguarda la Formula 3000, un pilota con le palle quadrate e lo dico davvero. Uno che per anni è stato strapagato per correre e parliamo di professionismo vero.

In questi 10 anni abbiamo avuto dei grandissimi piloti in EuroNASCAR. Non parliamo di piloti che vanno in giro, non parliamo di piloti che sono belli solo a livello estetico. Parliamo di piloti che hanno battagliato con chiunque. Jacques Villeneuve che ha vinto un mondiale in Formula 1. Alon Day è un grandissimo amico e abbiamo battagliato tantissimo in pista, ho perso per due volte un titolo contro di lui, l’ultimo (nel 2022, nda) mi brucia perché l’ho perso all’ultima curva dell’ultima gara. Però per me è l’EuroNASCAR è stata molto importante perché venendo da parecchio karting a livelli alti dovevo prendere una decisione, o andare in monoposto, o scegliere altro.

E infatti sei passato direttamente dal karting all’EuroNASCAR. Come è stato prendere questa decisione? Hai avuto altre occasioni per andare altrove?

Nei kart ero uno fra i migliori ed ho battagliato con molti piloti che sono adesso in Formula 1. Ho avuto una lunga carriera nei kart perché non sono mai riuscito a fare lo step per per le formule. La mia famiglia si poteva permettere le gare che costavano molto meno di adesso, adesso pure nel karting si hanno dei costi pazzeschi. Ma non avevamo il giusto budget per salire. Nel 2010 sono stato selezionato dalla Ferrari Driver Academy, non riuscii mai a fare granché perché in quello stesso anno sono stato scelto anche dalla Renault.

Mi sono trovato davanti un contratto di dieci anni che mio padre non firmò perché è ferrarista da quando è nato e sperava che riuscissimo a fare qualcosa con la FDA, e invece non siamo riusciti a chiudere quanto volevamo. In quel frangente ho perso un treno importante e non sono riuscito ad andare in monoposto. A 18-19 anni il karting non mi stava più piacendo perché erano cambiate troppe cose. Stava diventando una piccola Formula 1. Ho un ricordo di quel mondo molto più familiare.

Ho lottato per mondiali ed europei da privato contro piloti e case ufficiali di livello pazzesco. Verstappen, De Vries, Leclerc, Giovinazzi, Sainz, Fuoco, Marciello, tutti piloti con cui sono cresciuto insieme. Uno dei più forti per me però è stato Loris Spinelli. E ho gareggiato sempre da privato, andavamo in giro per il mondo a lottare con i più grandi. Quel ricordo in quel momento mi piaceva molto, poi è un po’ cambiato tutto e ne sono voluto uscire.

In quel momento competizioni dove si poteva correre un budget non troppo elevato non c’erano. Un amico di Roma mi disse: “Guarda, io ho un pilota che corre nell’EuroNASCAR. Provala.” L’ho provata e da lì mi sono innamorato immediatamente. Credo sia una grande scuola, una categoria che insegna molto, una categoria che a livello di guida pura dà il massimo, una volta che scendi da questa vettura e sali su qualsiasi altra macchina voli. Hai l’essenza del racing, il pure racing come gli organizzatori giustamente promuovono molto. Non hai controlli, hai una macchina grande, pesante, devi comunque gestire bene la frenata.

Ci sono delle basi che nel motorsport non te le insegna nessuno. Te le possono insegnare il karting o una macchina come questa. Ci sono piloti che iniziano da zero, vanno subito su un GT, ma è l’elettronica che li guida insieme al coraggio, perché su quelle macchine devi essere molto coraggioso e ti devi affidare tantissimo all’elettronica. Poi la macchina il 60% lo fa da sola. Qui quando sei ad un livello alto è vero che la macchina incide, però devi arrivare a quel limite.

Devi essere pronto ad essere capace di arrivare a quel limite.

Sì e poi facciamo gare dove veramente battagliamo parecchio e ci divertiamo. È bello diciamo, sprint race così sono adrenalina allucinante e sono innamorato di questo.

EuroNASCAR Vallelunga 2024 Gianmarco Ercoli

Hai debuttato nel 2014 in EuroNASCAR 2 con il CAAL Racing, il tuo attuale team. Torniamo a quegli anni lì, appunto, il CAAL Racing aveva appena lasciato un’altra categoria che era di successo in Italia, la Superstars Series. Un campionato che vedeva piloti al via come Morbidelli, Kristofferson, Liuzzi e tantissimi altri, un campionato molto importante che dopo purtroppo si è perso. Come è stato l’approccio del tuo team in quella transizione e il tuo in vista del debutto in EuroNASCAR?

Io quando sono arrivato qui da loro avevo 18-19 anni ero un pazzo. Ero veramente un pazzo (ride dicendolo, nda). Avevo poca esperienza nel mondo delle GT, avevo tanta velocità ma facevo più incidenti per le mie staccate al limite che altro. Loro, in quegli anni e in quel frangente, mi hanno inquadrato. Avevamo una bella squadra perché con me c’erano Cheever, Armetta, Rocca… Tra di loro facevo un po’ di fatica perché erano molto più bravi di me. L’anno dopo il mio manager mise in piedi un team, il Double T.

…e al secondo anno sei già diventato campione in EuroNASCAR 2.

Il 2015 è stato da incorniciare. Fu un bellissimo anno, siamo partiti bene, abbiamo incrementato mese dopo mese. Poi gli altri anni sono rimasto lì fino a arrivare al 2020 (anche dopo la trasformazione della squadra in Racers Motorsports e la promozione in EuroNASCAR Elite 1, attuale PRO, nda). Comunque in quegli anni sono riuscito a fare ottimi risultati, bei podi, ottime vittorie fra cui quella di Brands Hatch (nel 2018, nda) che fu molto importante.

Tornando all’anno del titolo, quella stagione inizia in maniera molto buona, poi un ritiro in casa a Magione che rischia di rovinare un po’ tutto, ma alla fine a Zolder un doppio successo ed il trionfo. Una stagione veramente da incorniciare soprattutto perché eri appena al secondo anno in EuroNASCAR. Te lo aspettavi?

In quell’anno avevamo investito bene, avevamo fatto parecchi test durante l’inverno, quindi siamo arrivati alla prima gara con una buonissima macchina. Nel corso della stagione abbiamo avuto un po’ di alti e bassi. A Magione per colpa mia rischiai di perdere il campionato ma, con la paura di aver sbagliato così tanto, a Zolder ho fatto la gara della vita. È stato tutto molto bello.

Da lì la promozione nella categoria PRO (allora chiamata Elite 1, nda) è stata inevitabile, però gli anni successivi sono stati un po’…

Eh gli anni successivi sono lunghi da raccontare!

Nel 2016 (al debutto, nda) ero tra i più veloci, ma ho fatto praticamente quattro ritiri mentre ero primo, un avvio decisamente forte, poi un po’ di sfortuna, un po’ di incidenti, un po’ di ingiustizie sportive perché comunque anche nel motorsport ce ne sono spesso e parecchie… e quindi poi avevamo faticato. Il 2017 fu un anno un po’ buio per me…

Visto come eri entrato in EuroNASCAR, in quel momento sei stato tentato di cambiare strada?

No, cambiare strada in quel momento no. Perché sono sempre molto critico nei miei confronti, avevo un compagno di squadra (Borja Garcia, nda) che andava molto più forte di me, ma io non mi trovavo con chi gestiva la macchina in quell’anno lì, non riuscivamo proprio a entrare in sintonia e quando non c’è sintonia tra il pilota e lo staff si fa fatica. Infatti alla fine di quell’anno cambiammo tutto in vista del 2018 in cui arrivarono ottimi risultati.

Il 2019 fu un campionato con un livello strepitoso in EuroNASCAR, ma eravamo costantemente nei primi cinque, che comunque era un ottimo risultato. In vista del 2020 ho parlato con Luca Canneori, il figlio di Corrado (i team manager del CAAL Racing, nda), e gli ho detto: “Luca, troviamo un modo per tornare insieme perché voglio un attimino vedere dove sono arrivato io, mi piace dove siete voi.” E lui ha risposto: “Sì, troviamo una soluzione e ripartiamo insieme.” Poi con il Covid è stato un anno difficile, ma comunque vincemmo qui a Vallelunga, eravamo veloci anche in Croazia, eravamo partiti bene. Alla fine potevamo lottare per il campionato, poi per un ritiro abbiamo finito sesti.

In ogni caso, visti anche i buoni risultati, in quel periodo avevi ricevuto anche delle chiamate da altre categorie oppure no?

Quando sei in questo mondo e ti fai notare le chiamate arrivano, poi sono buone e meno buone. Però a me, personalmente, piace sempre arrivare al massimo nelle competizioni in cui corro, ho sempre l’obiettivo di arrivare in alto.

Torniamo quindi al 2020 e al ritorno in CAAL Racing. Cosa vuol dire per te questo team che ti ha fatto debuttare e in cui sei ancora?

Qui già conoscevo tutti, quindi è stato importante tornare. Loro si fidavano di me, la fiducia di alcune persone l’ho conquistata pian piano. Ci siamo divertiti, però loro venivano da anni di successo con Alon Day, che per loro era ed è il pilota più importante che hanno avuto in questa categoria, quindi battere il loro mito non era semplice. È un pilota bravo se non bravissimo, forse addirittura super. È un pilota estremamente veloce, competitivo, si riesce a presentare molto bene. Secondo me è uno tra i più forti che ci siano.

È riuscito anche a correre in NASCAR Cup Series un paio di gare.

È andato anche bene! Nel 2021 ci siamo ritrovati nuovamente insieme in CAAL Racing. Ci siamo divertiti, abbiamo fatto delle belle lotte. Io ho avuto la meglio, sono arrivato quasi a vincere il campionato, per una grandissima ingiustizia sul regolamento ce l’hanno tolto. A fine stagione hanno scartato (a Loris Hezemans, nda) delle gare in cui qualcuno non si era nemmeno iscritto a Zolder, poi qui a Vallelunga c’è stato pure il biscotto ed ho perso in casa per tre punti.

Però eravamo carichi. L’anno dopo, nel 2022, grazie all’arrivo di uno sponsor molto importante, eravamo ripartiti con ottime idee, infatti abbiamo nuovamente sfiorato il titolo. Siamo arrivati veramente vicini, abbiamo perso all’ultima curva dell’ultimo giro dell’ultima gara.

E adesso arriviamo al 2023. Un inizio straordinario con tre vittorie consecutive, di cui una qui in casa a Vallelunga. Ti sei messo praticamente al sicuro in vista dei playoff, partendo da una buona posizione.

Sì, abbiamo un po’ gestito dopo. In quel frangente non siamo stati molto fortunati nella gara in Repubblica Ceca dove siamo rimasti senza freni al primo turno di libere e abbiamo distrutto la macchina. In qualifica ci siamo difesi, poi in gara1 siamo rimasti imbottigliati nell’incidente alla prima curva e da lì il resto del weekend è andato su questa tendenza. Abbiamo concluso gara2 sull’acqua, chiudendo al quinto posto per grazia ricevuta dato che per una botta subita che ci fece crepare tutto il ponte posteriore per poco non perdiamo una gomma. Avevamo una ruota che si teneva su con un pezzettino di sospensione piccolo così, quindi siamo stati anche fortunati.

In perfetto stile americano direi!

E poi siamo arrivati all’ultima gara a Zolder dove eravamo molto veloci sull’asciutto. In gara1 ha iniziato a piovere. Noi speravamo di partire con gomme da asciutto, quindi non abbiamo modificato il setup e invece poi è arrivato il diluvio universale chiudendo solo decimo.

E poi in gara2 c’è stata la rimonta. E che rimonta!

Sì, abbiamo fatto un’ottima rimonta. Sapevamo che per provare a vincere bisognava fare un recupero del genere. Siamo stati un po’ fortunati visto che Ghirelli è andato in testacoda nel senso di ricognizione. Lasserre era scatenato in gara1, ma in gara2 non ne aveva per vincere e saremmo arrivati ugualmente al titolo.

Il tutto nonostante un contatto durante la gara che lo ha visto coinvolto ed una situazione poco chiara.

Io con Lucas mi sono confrontato dopo la gara. Lui sa che non ha perso il campionato per quel motivo, l’ha perso perché ha sbagliato la procedura di partenza e ha preso 10″ di penalità. Ma anche senza quei 10″ avrei vinto ugualmente. Sì, il finale è stato poco chiaro. Io a fine gara sono andato dai commissari e ho detto: “Se quella macchina (quella di Mario Ercoli, fratello minore di Gianmarco, nda) ha urtato la vettura di Lasserre, datele una penalità e io metto la mia vittoria sul tavolino e la date a Lucas perché altrimenti non è stato corretto come ho vinto” Invece i commissari mi hanno fatto vedere il video e detto: “Guarda, la #8 (di tuo fratello, nda) non ha mai aperto il volante. È stato Lucas che ha stretto la linea, ma comunque potete stare tranquilli perché Lasserre aveva 10″ di penalità, la gara l’avrebbe persa ugualmente.” È stato un brutto frangente, un po’ mi dispiace per lui.

EuroNASCAR 2023 Gianmarco Ercoli

È stata una gara un po’ convulsa. Alla fine non hai vinto il titolo nemmeno per il bonus in punti dato al “miglior rimontante” di gara2. Hai portato a casa il titolo grazie ai punti conquistati con il quarto posto sul traguardo.

Sì, l’abbiamo vinto grazie alla rimonta che è stata fondamentale. Era l’unica cosa che ci poteva aiutare per vincere così come Lucas che ha sbagliato la partenza e quindi ha preso la penalità.

È stato credo fondamentale, credo, anche in quelle ore tra gara1 e gara2 il non smettere di crederci, giusto?

La sera stessa ai ragazzi del team io l’ho detto: “Domani salgo in macchina e voglio arrivare lì davanti. È l’unico modo che abbiamo per vincere, manca appena una gara. Non posso vietarmi di pensare che dobbiamo andare lì davanti, quindi domani concentrati come se partissimo primi e dobbiamo andare a cercare la prestazione migliore che possiamo fare.”

Al debutto quest’anno a Valencia una stagione non iniziata al meglio, però in questo weekend siete di nuovo competitivi, anche se c’è ancora qualcosa da aggiustare.

Sì, abbiamo parecchio da aggiustare. A Valencia siamo stati sfortunati in gara2 perché eravamo parecchio veloci. Vincere è difficile, ma eravamo terzi tranquillamente. Avremmo potuto provare ad attaccare per conquistare la vittoria, un po’ come oggi in gara1. In ogni caso eravamo nella lotta. Oggi non siamo partiti al meglio, dobbiamo ancora trovare la nostra strada anche se il campionato è lungo, quindi dobbiamo fare un cambio di rotta importante. Abbiamo fatto un secondo posto che era nei nostri standard e dobbiamo cercare stasera qualcosa in più per provare a vincere domani.

Diciamo che in questo periodo la gioia più importante è essere diventato papà.

Una gioia enorme, sono contentissimo. La bimba gira già in pista, immediatamente l’abbiamo portata a sentire il profumo del motorsport, delle macchine, delle gomme, della benzina. È importante per me.

È un weekend di casa per te. È un weekend in casa anche per Ghirelli che ha vinto gara1. È un weekend di casa per la pattuglia italiana dell’EuroNASCAR che è molto nutrita. Cosa vuol dire, in generale, questa tappa di Vallelunga per tutti voi?

È importante comunque avere la gara di casa qui, vicino a dove sono nato perché riesci a condividere molto con gli sponsor, con gli amici, con i fans. È un’emozione enorme correre con una tribuna che tifa per te. Questa è una cosa bellissima. Sono svariati anni che riusciamo ad avere la gara qui, è fantastica. Per quanto riguarda Vittorio, siamo grandi amici, quindi in pista lottiamo da veri piloti, poi fuori ci siamo portati sempre rispetto, spesso siamo a cena insieme e lì ci divertiamo. Abbiamo un rapporto ottimo. In questo momento va un po’ più forte lui, ma cerchiamo di guadagnare dai.

In qualità di campione EuroNASCAR in carica sei stato a Nashville per il banchetto di fine anno della NASCAR. Che esperienza è stata? Il tuo resoconto sul sito ufficiale sembrava quasi quello di un bimbo in gita.

È stata un’esperienza pazzesca. Condividere quei giorni lì con i più grandi piloti della storia della NASCAR è stato incredibile. Abbiamo conosciuto e abbiamo parlato con numerose persone, abbiamo condiviso parecchio anche con i vertici della NASCAR. Trovarsi in quel frangente, in quella situazione così, nella loro festa privata di fine anno loro, organizzata solo per la premiazione dei loro titoli, ma anche dei nostri, è stata un’emozione bellissima e condivisa insieme a Luca Canneori e al CEO dell’EuroNASCAR Jérôme Galpin e la sua famiglia. Ci siamo divertiti, poi c’erano anche gli altri piloti che avevano vinto i titoli delle altre categorie come Jouffreau, Tziortzis, Delsaux, quindi abbiamo condiviso dei bei giorni insieme. È stato bello, è stato veramente bello.

Danno molta importanza a tutto quello che circonda il mondo NASCAR. Sì, è vero, i piloti sono importanti, ma i fan sono ancora più importanti. E la gente che crede in questo mondo, che scrive per questo mondo sono due volte più importanti dei piloti, degli sponsor, delle macchine, perché è la passione che ci gira intorno che alimenta questo sport. Voi tifosi siete la nostra benzina.

EuroNASCAR Vallelunga 2024 Gianmarco Ercoli

Guardi con interesse anche al mondo americano della NASCAR? Lo sogni?

Lo sogno, ma sono consapevole che che è veramente molto difficile arrivare lì. Stiamo provando da anni a trovare una soluzione per arrivarci, ma è parecchio complicato. Quindi, purtroppo ho un po’ abbandonato l’idea. Non chiudo la porta perché non si potrà mai sapere quello che succede nella vita.

E poi sei ancora giovane.

Si, sono ancora giovane, ho 29 anni, ma sto iniziando a avere un po’ più di fortuna all’interno del mondo GT in Italia e quindi sto un po’ dirigendo la mia carriera in quella direzione.

Ultima domanda: l’EuroNASCAR, come si è visto qui, ha grande popolarità. Secondo te, quale potrebbe essere lo step successivo per crescere ulteriormente, in questo o anche in competitività? Cosa potrebbe aver bisogno la categoria, se pensi che sia necessario?

Beh, sicuramente una produzione TV notevolmente più importante, magari su qualche canale, magari non pubblico, ma comunque più importante. Uno Sky, un Prime Video anche con live timing “ufficiale” del campionato sarebbe molto bello, però ora come ora sarebbe un po’ complicato anche far capire alle persone come guardare le gare. Questo è punto molto importante. Nel corso degli anni sono migliorate parecchie cose, tutto sta diventando molto più professionale a livello tecnico e anche a livello di direzione gara.

Abbiamo visto negli anni scorsi delle ingiustizie incredibili, proprio pazzesche. Ora hanno cambiato in meglio, adesso c’è dialogo in direzione gara ed è una cosa molto importante. Per migliorare ancora di più è difficile, il livello è alto, le macchine vanno tutte forti, i team sono tutti bellissimi, non ci sono più squadre che stanno lì facendo fatica. Gli organizzatori stanno facendo un ottimo lavoro, a loro vanno fatti i complimenti. Dopo 15 anni di attività sfiderei qualsiasi altro campionato ad avere ancora 30 macchine in griglia. Vanno fatti i complimenti a Galpin e alla sua famiglia.

Grazie mille Gianmarco e in bocca al lupo per il resto del weekend.

Grazie mille a voi.

EuroNASCAR Vallelunga 2024 Gianmarco Ercoli

Immagini: Media EuroNASCAR

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